Energia verde. L’Italia deve accelerare il passo

BCG Italia transizione green

Per la transizione green bisogna correre. L’Italia dovrà passare all’energia verde 2 volte più velocemente rispetto a quanto fatto nelle transizioni passate.

Il traguardo d’altronde è chiaro: per limitare che la temperatura globale continui ad aumentare, le energie rinnovabili e le soluzioni low-carbon devono passare dal 12% dell’offerta energetica globale nel 2021, al 50-70% entro il 2050.

Pareggiare petrolio e carbone

Questo vuol dire che le fonti green devono pareggiare, o ancora meglio superare, le quote finora ottenute dal carbone (il 55%) e dal petrolio (41%), così da confermarsi la principale e maggiore fonte energetica al 2050.

Una transizione che andrà condotta sempre più velocemente, in quanto le politiche attuali dovrebbero portare a un innalzamento del riscaldamento globale: +2,7°C entro il 2100.

Sprigionare tutta l’energia green

A rivelarlo è lo studio del Center for Energy Impact di Boston Consulting Group (BCG), intitolato “A Blueprint for the Energy Transition”.

Stando all’analisi, servono investimenti sia nella rete elettrica sia negli impianti solari ed eolici, per poter generare più energia verde senza che questa rimanga bloccata nella rete.

In Europa, ad esempio, serviranno 2,5mila miliardi di investimenti entro il 2050 per migliorare significativamente le reti elettriche, sia in alta tensione sia nella distribuzione.

Quali fattori frenano la transizione green?

Sono quattro i fattori che, in questo momento, stanno frenando lo sviluppo delle fonti rinnovabili a livello europeo, secondo BCG:

1. La prima è il permitting, cioè le richieste per ottenere le necessarie autorizzazioni per realizzare nuovi progetti, o apportare modifiche a impianti esistenti, e che richiede uno snellimento;

2. La seconda barriera riguarda lo sviluppo delle nuove tecnologie, alcune delle quali al momento non sono economicamente sostenibili e che avrebbero bisogno di un contesto regolatorio in grado di farle crescere. A differenza degli USA, infatti, il contesto regolatorio europeo favorisce più l’input (investimenti) e meno l’output (risultati);

3. La terza barriera, strettamente connessa alla seconda, riguarda le regole europee, più votate a “penalizzare” gli autoemittenti rispetto a quanto avviene in altri Paesi;

4. La quarta barriera è nelle supply chain, in fortissimo stress in questo momento.

37mila miliardi per la transizione energetica globale

Saranno necessari 37mila miliardi di dollari, a livello globale, per finanziare la transizione energetica, di cui 19mila miliardi sono già destinati allo scopo. Facendo anche leva sulle tecnologie già esistenti per aumentare l’efficienza energetica, decarbonizzare la fornitura di energia e implementare la cattura delle emissioni di CO2.

Petrolio e gas, naturalmente, devono essere ridotti più rapidamente possibile, ma saranno necessari investimenti per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico per le società.

Come cambierà il mercato

Il mercato energetico globale è quindi destinato a cambiare: l’energia diventerà una risorsa prodotta, anziché estratta, richiedendo degli investimenti iniziali piuttosto consistenti per avviare il tutto, ma con costi operativi più bassi.

Il contesto di mercato è una ulteriore sfida da superare, per via della volatilità dei prezzi, oltre allo stoccaggio dell’energia, in quanto a oggi si può immagazzinare da una a due ore di consumo medio di elettricità in Europa e negli Stati Uniti.

Anche i costi di trasporto legati alla energia aumenteranno e porteranno quindi i centri di produzione industriale a cambiare sedi, per raggiungere luoghi nel mondo dove l’energia è meno costosa nel complesso.

Cosa accadrà in Italia

L’Italia si è posta obiettivi ambiziosi per la transizione green. Il MASE, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, a giugno 2023 ha proposto un aggiornamento al Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) per superare il target prefissato al 2030.

La copertura dei consumi energetici attraverso le rinnovabili sarà del 40,5% al 2030, rispetto al 30% previsto inizialmente, nel 2019.

L’Italia dovrà quindi premere sull’acceleratore e raddoppiare la velocità per la transizione green nei prossimi 7 anni.

Decarbonizzazione: a Ravenna il più grande sito di stoccaggio

Ravenna ospita in Italia il più grande sito di stoccaggio di CO2 del Mediterraneo. Ha una capienza totale di 500mila tonnellate. Il sito rappresenta quindi una opportunità per i settori energivori che affrontano un percorso di decarbonizzazione nell’area geografica della pianura padana.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2023 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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