Ridurre l’impronta carbonica nelle operazioni aziendali, per raggiungere nel 2050 emissioni nette di gas serra pari a zero.
L’obiettivo, tracciato dal Piano di transizione per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici di Banca d’Italia si inserisce in un percorso di decarbonizzazione a due tappe, con un obiettivo intermedio di riduzione delle emissioni da raggiungere nel 2035.
Obiettivi di decarbonizzazione
Per misurare la riduzione delle emissioni, Banca d’Italia si riferisce al dato relativo alle emissioni di anidride carbonica equivalente del 2019 (10.559 tonnellate di CO2, sommando Scope 1 e Scope 2, e 81.955 tonnellate per lo Scope 3).
Tra dieci anni, Banca d’Italia dovrà abbattere del 67% la somma delle emissioni tra Scope 1 e Scope 2, e del 40% per lo Scope 3.
Gli obiettivi finali di lungo termine, al 2050, invece puntano a un -90% su tutti gli Scope.
Le iniziative che verranno intraprese dalla Banca fino al 2040 saranno inoltre affiancate dalla mitigazione dei cambiamenti climatici oltre la catena del valore e, dal 2040 in poi, da iniziative di rimozione del carbonio.
Le iniziative di breve e medio termine
Il perimetro delle emissioni di gas serra include quelle dirette e indirette, dovute al funzionamento degli edifici e dei centri di elaborazione dati, alla produzione e circolazione delle banconote, nonché più in generale alla catena del valore.
Per perseguire l'obiettivo di emissioni nette pari a zero è stato messo a punto quindi un programma, con iniziative di breve e medio termine.
Banca d’Italia intende diminuire l'utilizzo di combustibili fossili e le connesse emissioni, attraverso l'accelerazione nell'elettrificazione e nel rinnovo degli impianti di riscaldamento degli edifici istituzionali, l'ottimizzazione dell'assetto logistico e la riduzione dell'uso di spazi, oltre che con l'aumento dell'efficienza energetica.
Tutto si sposta verso l’energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, aumentando l'auto-produzione, soprattutto con impianti fotovoltaici, e ricorrendo ad Accordi per l'acquisto di energia elettrica di lungo termine (Power Purchase Agreement, PPA), in particolare per sostenere l'incremento dei consumi elettrici aziendali connessi alla elettrificazione degli impianti di riscaldamento e allo sviluppo delle applicazioni IT.
Va anche ottimizzato il consumo di beni e servizi, facendo leva sulle evoluzioni tecnologiche e di mercato, e promossa la decarbonizzazione della catena di fornitura.
Nel piano anche la volontà di ridurre l'impronta carbonica e ambientale del ciclo di vita delle banconote.
E, infine, consolidare la riduzione dell'impatto ambientale degli spostamenti casa-lavoro e per motivi di lavoro.
I benefici attesi
La realizzazione delle azioni previste nel Piano consentirà di ottenere ulteriori benefici, tra i quali: aumentare la sicurezza energetica, riducendo la dipendenza da fonti fossili; contribuire allo sviluppo tecnologico attraverso la sperimentazione e l'uso di soluzioni innovative; maturare esperienza nell'applicazione pratica di norme e standard esterni, da condividere con le istituzioni pubbliche italiane e le altre banche centrali e per l'esercizio delle funzioni istituzionali.
Il Piano di transizione sarà aggiornato ogni tre anni alla luce dei risultati conseguiti e dei possibili cambiamenti nel contesto di riferimento. La Banca darà conto dei risultati raggiunti nell'ambito dell'aggiornamento annuale della Relazione sulla gestione e sulla sostenibilità.
La struttura di governo del Piano di transizione
Banca d’Italia ha previsto una struttura di governo per il Piano di transizione, che prevede un assetto articolato sulla base dei ruoli e delle responsabilità.
Il Direttorio ha il compito di individuare la strategia climatica dell'Istituto e definisce l'allocazione delle risorse umane e finanziarie necessarie.
Il Comitato di coordinamento per la gestione aziendale è invece la sede di coordinamento delle attività aziendali della Banca e, quindi, anche delle iniziative previste in questo Piano, in sinergia con il Comitato Cambiamenti climatici e sostenibilità, che svolge un ruolo di impulso e di raccordo delle attività istituzionali della Banca su questa materia.
Le Strutture della Banca sono responsabili dell'elaborazione e dell'attuazione delle azioni previste, ciascuna secondo i propri profili di competenza.
Il Servizio Organizzazione svolge, infine, un ruolo di coordinamento operativo e di monitoraggio dello stato di avanzamento dei progetti, nonché degli indicatori quantitativi.
Per una attuazione efficace, Banca d’Italia ha previsto attività di formazione professionale e sensibilizzazione per il personale.