Banking a impatto. La sostenibilità, dalla banca ai suoi prodotti

Banking a impatto

La sostenibilità è un doppio impegno per le banche italiane: da una parte, infatti, coinvolge direttamente la banca come azienda, con l’obiettivo in primis di ridurre il proprio impatto ambientale, creare un ambiente inclusivo e valorizzare la diversity.

Azioni che le banche hanno messo in campo, sospinte dalla regolamentazione e aderendo a ecosistemi, come la Net Zero Alliance, che promuovono atteggiamenti virtuosi.

Ma, dall’altra parte, la sostenibilità riguarda anche l’attività di business del banking: quindi l’ideazione di prestiti, prodotti d’investimento, finanziamenti, capaci di creare un impatto positivo su almeno una delle tre leve dell’acronimo ESG.

La banca, azienda sostenibile

Per essere sostenibili, le banche italiane si stanno già muovendo: hanno rinnovato le flotte aziendali puntando alla mobilità elettrica e ai nuovi paradigmi della sharing economy. Le più coraggiose guardano anche alla autonomia energetica, con l’installazione di pannelli fotovoltaici.

Persino lo smart working ha aperto la strada verso una gestione più efficiente degli spazi di lavoro; mentre in ambito Social non mancano iniziative per l’inclusione e la valorizzazione della diversità, con ricadute positive anche sul fronte della voce Governance della sigla ESG.

Nascono i comitati ESG

Il tema della sostenibilità inoltre è anche entrato di diritto all’interno dei Piani Industriali delle banche, dimostrando quanto l’ESG sia ormai parte integrante del business. Lo confermano i diversi annunci di questi anni che vedono le banche impegnate nella creazione di comitati interni dedicati proprio alla sostenibilità, che muovono le redini dei progetti ESG in concerto con il business e il top management.

I finanziamenti sostenibili per le aziende

Tra i prodotti finanziari che rispondono ai paradigmi della sostenibilità abbiamo gli S-Loan: questi finanziamenti, all’inizio dedicati prevalentemente alle aziende corporate, seguono un principio di premialità.

Più l’azienda che ha ricevuto il finanziamento innalza la sua capacità di essere sostenibile (pensiamo banalmente alla riduzione di emissione di CO2 grazie alla installazione di nuovi impianti produttivi) maggiori saranno i benefici che potrà ottenere: una riduzione dei tassi d’interesse, ad esempio, oppure una liberalità da reinvestire sui progetti in corso.

La maggiore parte dei sustainability loan riguarda progetti di efficientamento energetico e abbattimento delle emissioni, incentivati ora anche dal PNRR, ma di recente sono anche state avviate iniziative che comprendo oltre all’aspetto ambientale anche quello sociale e di governance, guardando alla diversity e alla inclusione.

Gli investimenti a impatto

Già dal 2021, con il regolamento SFDR, anche il paniere degli investimenti è mutato per andare incontro ai dettami della sostenibilità. Chi vuole investire in modo sostenibile può ad esempio scegliere dei fondi che escludono direttamente una serie di settori problematici (il tabacco, le armi, il petrolio, etc), oppure al contrario orientare i propri investimenti verso attività e settori più sostenibili (energie rinnovabili, sanità, istruzione, agricoltura sostenibile, etc.).

Siamo nell’ambito dell’impact investing, che riguarda vari prodotti finanziari: private equity, venture capital, debito o reddito fisso, investimenti in capitali d’impresa. È possibile investire anche in beni tangibili: gli asset immobiliari, ad esempio, agganciandosi a progetti di social housing, oppure in impianti di produzione dell’energia da fonti rinnovabili.

Le obbligazioni verdi e sociali

Sul mercato vediamo anche il fiorire di green bond e social bond.

Si tratta di obbligazioni che, a livello tecnico, funzionano esattamente come tutte le altre: l’emittente si vincola a restituire al creditore il capitale investito entro una scadenza prefissata, aggiungendo il pagamento periodico di una quota di interesse (la nota cedola).

Dove è allora la differenza? È nel fatto che la liquidità ottenuta va necessariamente reinvestita in progetti ambientali (nel caso dei green bond) o sociali (nel caso dei social bond).

L’impact investing e la sua misurabilità

Tuttavia, alcuni titoli che possono presentare un alto rating ESG potrebbero non esprimere un reale impatto positivo. Per questo motivo l’etichetta impact investing può essere apposta solo su prodotti d’investimento che consentano di misurare e rendicontare l’impatto generato in modo puntuale e trasparente.

In attesa di uno standard europeo

Come si fa a misurare la sostenibilità senza uno standard? Questo è uno dei grandi ritardi in ambito normativo.

La tassonomia UE si limita principalmente a quelli che sono gli aspetti e gli indicatori ambientali, mentre manca ancora molto per avere dei KPI solidi e standardizzati che coprano tutto il ventaglio ESG.

In queste pagine, vi raccontiamo anche come la ricerca di uno standard per misurare la sostenibilità delle aziende abbia portato una realtà associativa come Confindustria a creare un suo rating di valutazione che, spera, potrà porre le basi per la creazione di uno standard.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2022 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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