CRIF al fianco di Banco BPM per l’emissione di Green Covered Bond

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Daniela Antonini, Funding and Capital Management di Banco BPM

Banco BPM è tra i primi istituti a livello nazionale che ha compreso la potenzialità della finanza green mettendo a punto numerosi servizi e prodotti in tale ambito. Per approfondire le linee strategiche dell’istituto, le attività svolte e le prospettive per il futuro, abbiamo incontrato Daniela Antonini, Funding and Capital Management di Banco BPM, che segue per la banca il progetto relativo al Green, Social e Sustainability Bonds Framework.

Il “Green Factor” di Banco BPM

«Banco BPM è stato tra le prime banche italiane a comprendere l’importanza della finanza sostenibile. Subito dopo l’action plan della Commissione europea, si è infatti attivato in maniera importante per creare e offrire nuovi prodotti green – afferma Antonini. Ha partecipato al progetto europeo EeMAP per la definizione di un mutuo green da cui è scaturito il prodotto di mutuo con il “Green Factor”, dedicato alla clientela privata, oltre a un prodotto per la riqualificazione energetica dei condomìni. Per quanto riguarda il funding nei mercati, la banca ha pubblicato circa un anno fa il Green, Social e Sustainability Bonds Framework, che consente di effettuare emissioni green e social per il finanziamento dei progetti a impatto ambientale e sociale; e ha inoltre redatto un piano strategico 2021-2024 che prevede cinque milestone ESG. La banca si è, tra l’altro, impegnata a effettuare emissioni di bond - green e social - per un controvalore di 2,5 miliardi di euro. Con riferimento ai prodotti, poi, Banco BPM si è impegnato a originare, nel periodo 2021-2024, 4 miliardi di euro di mutui green verso la clientela privata e più del 65% di finanziamenti alle imprese nei settori cosiddetti transitional».

Dal Technical Report…

CRIF ha accompagnato Banco BPM in tutte le iniziative legate all’ESG - quali ad esempio la scrittura delle nuove policy di origination in ambito immobiliare, il tool per la simulazione degli interventi di riqualificazione energetica degli immobili - per poi fornire un supporto rilevante ai fini dell’emissione di Green Covered Bond a febbraio 2022. Riguardo a quest’ultima operazione, «il ruolo di CRIF è stato fondamentale sin dall’inizio – prosegue Antonini. Ci ha supportati nell’analizzare il portafoglio di mutui della banca al fine di identificare i mutui green in quanto erogati per l’acquisto di abitazioni energy efficient. Ha effettuato uno studio del parco edilizio italiano per identificare il top 15% di edifici sostenibili, secondo quanto previsto dalla prassi di mercato e secondo il principio della tassonomia europea, realizzando un “Technical Report” - poi pubblicato sul sito di Banco BPM. Ne è quindi seguita un’emissione di un Green Covered Bond per rifinanziare un portafoglio di mutui green. Per arrivare a questo risultato è stato però necessario che CRIF effettuasse un’attività preventiva di “remediation”, recuperando le informazioni sulle performance energetiche degli edifici presenti nel portafoglio. Tale lavoro preparatorio ci ha consentito di individuare un portafoglio di oltre 1 miliardo di euro di mutui green, poi oggetto di presentazione agli investitori istituzionali europei».

…all’emissione di Green Covered Bond per 750 milioni

«I criteri individuati insieme a CRIF sono stati apprezzati dagli investitori – continua Antonini – permettendo all’istituto di finalizzare un’operazione di successo e di particolare interesse considerando la volatilità e complessità del periodo in cui è stata effettuata (l’annuncio è stato dato il 23 febbraio 2022, alla vigilia dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia). In seguito a incontri one-to-one con gli investitori e attendendo una fase di relativa maggiore stabilità dei mercati, è stata quindi realizzata l’emissione del Green Covered Bond, raccogliendo 750 milioni di euro - a fronte di un annuncio di emissione pari a 500 milioni - riuscendo pertanto a soddisfare tutte le richieste pervenute. In sintesi, non saremmo riusciti a fare un’operazione green riscuotendo il successo che abbiamo riscontrato tra gli investitori se non avessimo avuto il supporto continuativo di CRIF nel recupero dei dati e nell’analisi del mercato italiano», conclude Antonini.

 

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