Dal consolidamento alla resilienza operativa: banche e trasformazione tecnologica

Banche e trasformazione tecnologica
Enrico Ambrosi, Vice President - Financial Services Sector Leader di Kyndryl Italia

Nel 2026 il settore bancario europeo non si trova semplicemente in una nuova fase di trasformazione tecnologica, ma in una fase di ridefinizione strutturale dei propri equilibri competitivi.

Consolidamento, pressione regolatoria, tensioni geopolitiche e accelerazione dell’intelligenza artificiale stanno convergendo in un unico punto: la necessità di governare la complessità accumulata nel tempo e trasformarla in un vantaggio competitivo sostenibile.

Negli ultimi due decenni, l’evoluzione dei sistemi bancari è stata spesso il risultato di stratificazioni successive più che di una progettazione intenzionale. Fusioni, acquisizioni, interventi tattici e spinte normative hanno generato architetture frammentate, con livelli crescenti di interdipendenza tra applicazioni, infrastrutture e processi.

Questa complessità non è neutrale: assorbe capitale, rallenta l’innovazione, amplifica il rischio operativo e riduce la capacità di reagire rapidamente a shock esterni.

Le priorità restano dati e cloud

Secondo il Kyndryl Readiness Report, oltre il 60% dei leader bancari europei considera prioritario modernizzare ambienti cloud e piattaforme dati nei prossimi 18–24 mesi. Allo stesso tempo, il 58% riconosce che il proprio ambiente cloud si è sviluppato senza un piano strategico coerente. Questa distanza tra ambizione dichiarata e realtà operativa rappresenta oggi uno dei principali fattori di frizione nella trasformazione del settore. Non si tratta più soltanto di investire in tecnologia, ma di riallineare architettura, governance e strategia industriale.

I dati operativi confermano l’urgenza di questa revisione strutturale. Secondo Kyndryl Bridge, il 26% delle reti, dei server e degli storage mission-critical nel settore finanziario è a fine ciclo di vita. In un contesto di crescente esposizione cyber e di maggiore sensibilità regolatoria sulla continuità operativa, la modernizzazione infrastrutturale assume una valenza sistemica: diventa una condizione necessaria per garantire stabilità, non solo efficienza.

Il consolidamento è anche evoluzione tecnologica

Il consolidamento bancario, in questo scenario, non può essere letto esclusivamente come leva di razionalizzazione dei costi o di ampliamento della base clienti. Ogni operazione di aggregazione rappresenta un momento di discontinuità che costringe le organizzazioni a una scelta strategica: integrare sistemi eterogenei preservando le complessità esistenti, oppure utilizzare l’evento per ridisegnare in modo organico il proprio asset tecnologico.

Il primo approccio tutela il breve periodo; il secondo costruisce resilienza nel medio-lungo termine. La capacità di trasformare l’integrazione tecnologica in un progetto industriale coerente è destinata a diventare una competenza distintiva dei nuovi leader di mercato.

Attenzione al rischio geopolitico

A questa dinamica si aggiunge un fattore che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente: il rischio geopolitico. Il 79% dei leader del settore finanziario dichiara di essere sempre più preoccupato per le implicazioni legate alla gestione e all’archiviazione dei dati in ambienti cloud globali. Il 68% ha già modificato la propria strategia cloud tenendo conto dei vincoli di sovranità del dato, mentre il 46% sta rivalutando le politiche di data governance.

Questi numeri riflettono un cambiamento di paradigma: le scelte infrastrutturali non sono più soltanto decisioni tecniche o economiche, ma elementi centrali della strategia di autonomia e di gestione del rischio. In un sistema bancario europeo che ambisce a rafforzare la propria stabilità e credibilità, la progettazione di infrastrutture governabili, trasparenti e conformi diventa parte integrante della responsabilità strategica.

Il percorso dell’AI è agli inizi

L’intelligenza artificiale si inserisce in questo quadro come acceleratore e, al tempo stesso, come fattore di pressione ulteriore. L’88% dei leader ritiene che l’AI trasformerà ruoli e responsabilità all’interno delle organizzazioni nel giro di dodici mesi, mentre il 60% segnala una crescente esigenza di dimostrare ritorni misurabili sugli investimenti.

Le prime applicazioni mature si concentrano su ambiti ad alta intensità regolatoria e operativa – come know your customer, antiriciclaggio, compliance e cybersecurity – dove l’automazione può contribuire a migliorare coerenza ed efficienza dei controlli. Non a caso, il 75% delle organizzazioni investe in AI a supporto della sicurezza informatica.

L’AI come parte di un ecosistema

Tuttavia, l’AI non può essere considerata una soluzione indipendente dall’architettura sottostante. Senza fondamenta tecnologiche solide, standardizzate e governate, l’adozione dell’intelligenza artificiale rischia di amplificare le fragilità esistenti, generando nuovi livelli di complessità e nuove superfici di rischio.

La sua efficacia dipende in modo diretto dalla qualità dell’infrastruttura e dalla coerenza della governance dei dati. In questo senso, produttività e resilienza non sono più obiettivi separati, ma dimensioni strettamente interconnesse.

Il sistema bancario europeo si trova dunque davanti a una transizione che va oltre la digitalizzazione. La vera sfida è trasformare la modernizzazione tecnologica in un progetto di semplificazione strutturale, capace di ridurre interdipendenze opache, rafforzare il controllo e aumentare la capacità di adattamento.

Infrastruttura e competitività

La competitività futura non sarà determinata esclusivamente dalla dimensione o dalla rapidità nell’introdurre nuovi servizi, ma dalla capacità di costruire infrastrutture intenzionali, resilienti e governabili.

In un contesto caratterizzato da consolidamento, pressioni regolatorie crescenti e instabilità geopolitica, la resilienza non può più essere considerata una funzione tecnica delegata all’IT. È una responsabilità strategica che incide direttamente sulla fiducia del mercato, sulla solidità patrimoniale e sulla credibilità dell’intero sistema finanziario.

Le istituzioni che sapranno affrontare questa trasformazione con una visione organica – integrando strategia industriale, architettura tecnologica e gestione del rischio – saranno quelle in grado di assumere un ruolo di leadership nel nuovo equilibrio europeo.

 

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