Agli italiani piace la banca digitale, ma non si affidano agli assistenti virtuali.
Questa la fotografia scattata dall’ultimo sondaggio realizzato da Censuswide per conto di GFT relativo alle preferenze degli utenti bancari.
No agli assistenti virtuali
Secondo lo studio, oltre il 65% degli intervistati italiani ha dichiarato di non voler cambiare banca ma anche che, se dovesse farlo, oltre ai costi legati al servizio bancario, per il 45% l’aspetto più importante da considerare sarebbe la fruibilità della app bancaria.
Al momento non godono di altrettanto interesse gli assistenti virtuali: il 56% degli intervistati ha dichiarato di non fidarsi del servizio virtuale; sono tuttavia i più giovani tra 16 e 24 anni (per il 51%) la fascia di clientela che mostra maggiore propensione all'utilizzo e più fiducia nella capacità degli assistenti virtuali.
Interesse negli asset digitali
Un altro dato interessante rilevato dal sondaggio è che, mentre il 71% degli intervistati è interessato a investire in asset digitali come criptovalute, stablecoin, NFT e token e il 40% sta attivamente cercando un asset su cui investire, solo il 10% ha dichiarato di possedere già uno di questi asset digitali.
«Questi risultati sono la prova che gli investimenti effettuati dalle banche italiane nei canali digitali hanno dato i loro frutti e contribuiscono a fidelizzare i propri clienti, anche se va migliorata l’integrazione dei canali – commenta Sandro Tucci, Financial Service Lead di GFT. Dimostrano inoltre che c’è interesse da parte dei clienti nell’esplorare valore e dinamiche di asset digitali: qui la sfida è sviluppare un’offerta che ispiri trasparenza e fiducia come per i prodotti bancari tradizionali».