L’idea di una competizione diretta e all’ultimo cliente tra banche tradizionali e FinTech è sempre meno popolare da qualche anno. Il modello più promettente è quello della collaborazione, che permette alle FinTech di monetizzare il loro carico di innovazione (a tutto vantaggio di founder e investitori) e alle banche di offrire ai clienti servizi all’avanguardia e in linea con le crescenti aspettative digitali dei consumatori.
E, ovviamente, anche di neutralizzare potenziali concorrenti nel lungo termine.
Il 17% delle banche italiane ha una partnership FinTech
Eppure, i dati rilasciati dalla piattaforma di open banking Tink dicono che solo il 17% delle banche italiane ha attivato una partnership FinTech. Il numero è destinato a crescere nel 2021, ma resta comunque al di sotto della media europea.
Non è che le banche italiane percepiscano ancora l’open banking come una minaccia? In Europa, sempre secondo Tink, le collaborazioni tra istituti di credito e FinTech riguardano soprattutto aspetti come il customer journey o l’automazione dell’onboarding. Aspetti funzionali all’esperienza e non di relazione diretta banca-cliente. Fanno eccezione i servizi di gestione finanziaria, che su alcuni segmenti di clientela – come il Retail – spesso non sarebbero redditizi per la banca.
Nel 2020, circa il 25% del campione in Europa ha attivato almeno una partnership FinTech e il 69% ritiene che sia una priorità per il 2021.
Secondo Marie Johansson, Country Manager di Tink in Italia, per avere una partnership di successo servono tre cose:
- una visione condivisa: con un accordo chiaro su cosa realizzare e in quanto tempo. E questo include avere un solo referente all’interno della banca e il coinvolgimento del management, in modo da fornire messaggi chiari e univoci alla FinTech. Che, a sua volta, deve capire di avere a che fare con un’organizzazione complessa e con un’attenzione maniacale alla compliance;
- una comprensione del ruolo della tecnologia: le FinTech possono aiutare la banca a slegarsi dai sistemi legacy grazie ad approcci nuovi;
- il voler sfruttare questo momento storico: la tempesta perfetta di tecnologia, cambiamento dei consumatori e normativa dura da qualche anno, ma la pandemia è un ulteriore driver di trasformazione. Il contesto in cui viviamo sta cambiando in modo troppo rapido per non innovare il modo in cui le banche creano valore.