Le banche italiane accelerano sull’innovazione. E lo fanno in modo strutturale. Difatti, per il 2026, la gestione dei dati e l’intelligenza artificiale, seguiti da sicurezza e resilienza, sono i principali driver di investimento e ricerca per le banche italiane, come ha raccontato Romano Stasi, Segretario Generale dell’ABI Lab, in occasione della presentazione dell’edizione 2026 del Forum ABI Lab, a Milano, che ha riunito oltre 800 partecipanti.
Al centro dell’evento, i risultati del Rapporto “Scenario e trend del mercato ICT per il settore bancario”, condotto su un campione che rappresenta circa l’89% del settore bancario in termini di dipendenti.
La spinta alla innovazione continua
Dal Rapporto emerge con chiarezza una propensione sempre più marcata all’investimento ICT: il 58% del campione ha aumentato il budget rispetto allo scorso anno, mentre il 33% lo mantiene stabile. Tra le banche di maggiori dimensioni il dato è ancora più netto: il 100% segnala crescita o stabilità, senza alcun caso di riduzione.
Anche tra gli istituti più piccoli prevale la crescita (64%), pur in presenza di alcune contrazioni. Il trend si inserisce in una dinamica di lungo periodo: secondo la rilevazione CIPA-ABI, il Total Cost of Ownership ICT del settore ha raggiunto i 6,3 miliardi di euro. Un segnale chiaro: l’ICT non è più supporto, ma infrastruttura strategica.
Le priorità di investimento
L’Intelligenza Artificiale già da qualche anno non è più solo sperimentazione, ma elemento cardine dell’agenda industriale: 8 banche su 10 la inseriscono tra le prime dieci priorità di investimento per il 2026 (9 nel caso delle banche di grandi dimensioni).
La gestione e mitigazione del rischio cyber è una priorità trasversale a livello dimensionale (70% per entrambi i cluster): resilienza e sicurezza sono sempre più prerequisiti, non elementi distintivi. Ridisegno e automazione dei processi e iniziative di Data Governance sono nella Top 10 per il 55% del campione: senza governo del dato e senza semplificazione operativa l’innovazione non scala.
Cosa è cambiato
Il 2026 segna un cambio di paradigma: le priorità ICT si spostano da iniziative più “front-end” verso un’agenda più strutturale, industriale e trasformativa. Non si tratta più solo di innovare applicazioni o servizi, ma di intervenire sul “motore” della banca.
Automazione dei processi, modernizzazione dei sistemi di core banking, cloud e architetture tecnologiche diventano centrali, insieme alla sicurezza. L’intelligenza artificiale, in questo scenario, si afferma come leva trasversale: non un progetto a sé, ma un layer che attraversa l’intero modello operativo.
Gli ambiti di esplorazione: AI e rischio cyber in testa
Intelligenza Artificiale e Gestione e mitigazione del rischio cyber sono poi le aree maggiormente segnalate dalle banche italiane anche per quanto riguarda le priorità di ricerca. Se negli investimenti l’AI è già pienamente trasversale, nella ricerca diventa terreno di leadership dei grandi player: il 100% delle banche di grandi dimensioni la inserisce nella Top 10 mentre per le realtà più piccole si scende al 60%.
Analogo discorso per la Cybersecurity: negli investimenti è una priorità per tutti, indipendentemente dalle dimensioni, ma per quanto riguarda l’ambito di ricerca perde un po’ di spinta innovativa nelle grandi banche, per le quali rappresenta un tema strutturale. E assume invece molta rilevanza nelle realtà più piccole.
Si colloca tra le maggiori aree di ricerca anche la trasformazione delle architetture tecnologiche: le caratteristiche di flessibilità, modularità e scalabilità sono indispensabili per sostenere innovazione continua, integrazione con ecosistemi esterni e rapidità di adattamento.
La Blockchain/DLT, non presente nelle prime 10 priorità di investimento, compare invece in ambito ricerca e indagine (segnalata dal 45% delle realtà). Il dato suggerisce che questo paradigma è ancora prevalentemente oggetto di esplorazione e meno di industrializzazione. Un altro tema che compare nella Top 10 della ricerca è legato alla dimensione “ecosistema”: il 40% delle realtà indica tra le priorità di indagine la collaborazione con fintech e startup.
Le nuove competenze
La tecnologia, da sola non è sufficiente e le competenze sono quindi centrali per le banche che vogliono adottare con successo nuovi modelli operativi e architetturali. Le persone rappresentano, di conseguenza, l’asset più importante della banca digitale.
Per questo, il livello di maturità delle competenze interne è una variabile decisiva nella traiettoria evolutiva del settore. Dal Forum ABI Lab, analizzando il livello di maturità percepito di alcune delle competenze chiave per la trasformazione digitale, emerge un quadro articolato, ma con basi solide.
Le banche mostrano infatti una maturità elevata negli ambiti regolamentari, di sicurezza e resilienza: le competenze in cybersecurity sono ben sviluppate o eccellenti nel 100% dei rispondenti, quelle di ICT compliance superano il 95% e quelle sulla resilienza operativa digitale risultano forti in 9 banche su 10.
A un livello intermedio si collocano le competenze legate alla modernizzazione architetturale, valutate positivamente dall’80% delle banche, e alla data governance, che si attesta al 67%.
Il principale spazio di evoluzione riguarda invece le competenze più innovative, in particolare sull’AI: nelle skill di Generative & Agentic AI solo il 29% delle banche si considera già ben sviluppato, mentre sulla gestione operativa dei modelli AI in produzione il dato è del 33,4%.
Per accompagnare questa evoluzione sarà quindi decisivo insistere su formazione continua, coinvolgimento diffuso, collaborazione trasversale e soprattutto sulla cultura e sull’attitudine al cambiamento.
Il futuro, sempre più digitale, intelligente ma sempre human
Il futuro del banking sarà sempre più digitale, intelligente e integrato, ma non per questo meno relazionale. Al contrario, la vera sfida sarà proprio quella di coniugare l’accelerazione tecnologica con il mantenimento di un rapporto di fiducia, prossimità e conoscenza del cliente.
L’intelligenza artificiale entrerà stabilmente nei processi come infrastruttura cognitiva del modello operativo, mentre cybersecurity, resilienza e scelte architetturali diventeranno condizioni essenziali per garantire fiducia, flessibilità e capacità di adattamento.
Il banking del futuro sarà più fluido nei canali digitali, più rapido nelle risposte e più data-driven nelle decisioni, ma dovrà continuare a preservare un elemento essenziale: la vicinanza al cliente.
Una vicinanza che non passa più solo dalla presenza fisica, ma dalla capacità di costruire relazione anche all’interno del digitale, con interazioni rilevanti, assistenza tempestiva, personalizzazione e continuità dell’esperienza tra canali diversi.
Le banche che sapranno unire innovazione tecnologica e qualità della relazione avranno un vantaggio competitivo reale; quelle che interpreteranno il digitale solo come efficientamento rischieranno invece di perdere valore proprio nel rapporto con il cliente.
L’elemento vincente sarà la capacità di innovare con velocità ma anche con governo, in una logica di ecosistema, accompagnando in modo sostenibile la trasformazione di clienti, economia e società.
L’AI, per le banche, è già una realtà
Per le banche l’Intelligenza Artificiale è già una realtà consolidata e sempre più integrata nei processi core. Il tema, oggi, non è più se adottare l’AI quindi, ma come industrializzarla e portarla a scala.
Le banche stanno lavorando soprattutto nelle funzioni di controllo, nelle Operations e nel credito, ambiti in cui sono presenti iniziative in almeno l’80% dei rispondenti. Tra le aree più mature spicca la gestione della sicurezza, segnalata da due terzi delle banche, con l’85% delle iniziative già in produzione.
In questo percorso, l’Agentic AI rappresenta la frontiera successiva, perché abilita sistemi non solo capaci di generare output, ma di pianificare azioni, orchestrare task, usare più strumenti e interagire con workflow complessi. Il potenziale è evolvere dall’automazione di singole attività a modelli operativi sempre più adattivi e coordinati, bilanciando innovazione, responsabilità e controllo.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di aprile 2026 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.