Il Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema ha approvato gli schemi di bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, chiusi con un utile netto pari a 42,3 milioni di euro, in crescita del 68% rispetto ai 25,2 milioni del 2024.
Il risultato è sostenuto sia dall’aumento dei ricavi core sia dal contributo di componenti straordinarie legate all’incasso di interessi di mora su crediti verso la Pubblica Amministrazione.
In particolare, l’incasso di 103 milioni di euro da parte di un Comune destinatario di una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha consentito la contabilizzazione di interessi di mora pari a 40,9 milioni di euro lordi, precedentemente fuori bilancio.
Ricavi in crescita, trainati dal margine d’interesse adjusted
Il margine d’intermediazione raggiunge 170,8 milioni di euro, in crescita del 41% su base annua.
La dinamica è principalmente riconducibile all’incremento del margine d’interesse adjusted, pari a 125,2 milioni di euro (+51%), sostenuto da maggiori interessi da factoring e credito su pegno, dalla riduzione del costo della raccolta, dal contributo degli interessi di mora e dall’andamento positivo del portafoglio titoli.
Le commissioni nette si attestano a 27,6 milioni di euro, in crescita del 3%, con un contributo positivo del credito su pegno e delle attività di collection conto terzi, parzialmente compensato dal calo delle commissioni nel factoring.
Costi in aumento e redditività operativa
I costi operativi crescono del 17% a 91,6 milioni di euro, per l’aumento delle altre spese amministrative legate alle attività di credito, alle spese legali e IT e al consolidamento della società CEP in Portogallo.
L’utile ante imposte si attesta a 69 milioni di euro, in crescita del 65%, confermando un miglioramento della redditività operativa, pur in presenza di una dinamica dei costi più sostenuta rispetto ai ricavi commissionari.
Il costo del rischio si colloca a 39 punti base, in aumento rispetto al 2024, anche per effetto della normalizzazione delle riprese di valore registrate nell’esercizio precedente.
Linea di business factoring in flessione
Il turnover del factoring si attesta a 4,574 miliardi di euro, in calo del 13% su base annua, ma con un trend progressivamente in miglioramento nel corso dell’anno.
Gli impieghi factoring scendono a 1,387 miliardi di euro, mentre il peso del factoring pro soluto sale all’84% dell’outstanding gestionale.
A livello divisionale, nel 2025 il factoring genera un utile netto di 46,4 milioni di euro.
Cessione del quinto: in calo del 27%
I nuovi volumi di credito risultano in calo del 27%, con uno stock di impieghi pari a 573 milioni di euro (-18%).
La riduzione è coerente con la strategia di allocazione selettiva del capitale verso impieghi a maggiore rendimento.
In generale, la divisione finanziamenti retail registra un utile netto in perdita di 10,4 milioni di euro.
Credito su pegno
Ovvero, gli impieghi nel credito su pegno, che raggiungono 155 milioni di euro, in crescita dell’8%, confermando il rafforzamento di questa linea di business.
L’utile netto raggiunto da credito su pegno è pari a 6,2 milioni.
Qualità dell’attivo e crediti deteriorati
Lo stock dei crediti deteriorati lordi si attesta a 426 milioni di euro, in aumento del 28% rispetto a fine 2024, principalmente per effetto della riclassificazione richiesta da Banca d’Italia nel primo trimestre 2025.
Rispetto al picco di 581 milioni registrato nel primo trimestre, il dato evidenzia tuttavia una riduzione del 27% grazie alle azioni di recupero e ai maggiori incassi.
Le rettifiche nette su crediti ammontano a 10,3 milioni di euro, mentre il costo del rischio si attesta a 39 punti base (60 punti base al netto delle riprese di valore).
Struttura del funding
La raccolta retail rappresenta il 70% del funding complessivo, in linea con il 2024.
Il costo totale della raccolta scende al 2,95%, rispetto al 3,57% dell’anno precedente, grazie al miglioramento del costo della componente wholesale e retail.
Solidità patrimoniale
I coefficienti patrimoniali risultano in crescita su base annua, nonostante l’aumento degli RWA legato alla riclassificazione dei crediti deteriorati.
Al 31 dicembre 2025, il CET1 ratio phased-in è pari al 15,1%; il Total capital ratio phased-in al 17,8%; il CET1 ratio fully phased al 15,3%; il Total capital ratio fully phased a 18,1%.
«Il 2025 segna per Banca Sistema un risultato particolarmente solido, ottenuto in un contesto operativo sfidante - commenta Ilaria Bennati, CFO di Banca Sistema. La forte crescita dell’utile netto e il significativo rafforzamento dei ratio patrimoniali confermano la validità del modello di business, l’efficacia delle azioni di gestione del rischio e la qualità della nostra operatività nel factoring verso la Pubblica Amministrazione. Le sentenze della CEDU ed il successivo incasso dei crediti sottostanti, per cui la banca è stata pioniera, è parte integrante del nostro lavoro e testimonia l’efficacia del nostro approccio nel recupero dei crediti verso la Pubblica Amministrazione. I risultati 2025 mostrano una banca più forte, ben capitalizzata e con un profilo di rischio in costante miglioramento. Continuiamo a operare con rigore, disciplina e attenzione alla sostenibilità dei risultati».