Analizzare le barriere che frenano l’autonomia economica femminile per costruire un percorso che unisca educazione finanziaria, formazione e opportunità concrete. È l’obiettivo di “Voglio una Borsa Rosa”, il progetto di Banca Sella avviato nel 2025 con il coinvolgimento di una community interna di colleghe e che, attraverso due roadshow nazionali, ha finora raggiunto oltre 800 partecipanti in dieci città italiane.
«Tra il 2024 e il 2026 abbiamo realizzato due studi per comprendere meglio il rapporto tra donne e finanza, facendo emergere bisogni, barriere e aspettative – racconta Anna Grosso, Condirettore Generale di Banca Sella. Dall’ascolto abbiamo costruito un percorso concreto di contenuti, formazione e opportunità, anche grazie al contributo di una community interna di colleghe che hanno messo a disposizione competenze, esperienze e sensibilità diverse, partecipando fin dall’inizio alla messa a terra del progetto. L’idea che guida l’iniziativa è che la finanza non riguarda solo i numeri, ma la possibilità di scegliere, progettare il proprio futuro e costruire maggiore autonomia».
Un progetto che unisce fisico e digitale
Il percorso di empowerment femminile unisce strumenti digitali e incontri sul territorio. Sul portale di educazione finanziaria della Banca sono disponibili articoli, guide, video, podcast, quiz e strumenti pratici per aumentare le conoscenze di base in materia di risparmio, investimenti, previdenza, lavoro, credito e gestione finanziaria.
«A questi contenuti, affianchiamo incontri sul territorio, testimonianze, formazione ed eventi di networking – prosegue Grosso. Abbiamo portato “Voglio una Borsa Rosa” sui territori con due roadshow nazionali in dieci città, coinvolgendo oltre 800 partecipanti».
Nuovo focus sull’imprenditorialità
L’obiettivo è rendere la finanza più chiara e accessibile, e collegarla alle decisioni reali della vita personale e professionale. Per questo motivo, il progetto, che quest’anno ha ricevuto il Premio ABI “Diversità e Inclusione”, continua ad ampliarsi: i temi si allargano, includendo imprenditorialità, gestione di impresa e leadership femminile.
E con LIUC Business School sono state attivate due borse di studio per un Executive MBA, con percorsi di alta formazione nell’imprenditoria e nel business.
«Cresce anche il coinvolgimento della community interna della banca, che continua a contribuire con competenze, testimonianze e volontariato – sottolinea Grosso. Volevamo un progetto costruito non solo per le donne, ma anche con le donne».
Un percorso che deve proseguire
Le ricerche condotte dalla Banca mostrano però che c’è ancora molto lavoro da fare: una donna su quattro si considera poco esperta in ambito finanziario e il 66% indica l’equilibrio tra vita professionale e familiare tra le principali cause della minore alfabetizzazione finanziaria.
«Per questo è importante che il progetto diventi un percorso continuativo, capace di partire dall’ascolto per poi tradursi in contenuti, formazione e opportunità concrete. Continueremo a lavorare sui territori e ad approfondire i temi che incidono sull’autonomia economica e professionale delle donne, così da rendere l’educazione finanziaria una leva di libertà, crescita e partecipazione – conclude Grosso. Perché maggiore consapevolezza significa anche maggiore capacità di scegliere e costruire il proprio futuro».
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di settembre 2026 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.