La banca di comunità di Banca Popolare di Cortona punta su relazione e credito

Banca Popolare di Cortona punta su relazione e credito
Da sinistra: Andrea Cardoni, Presidente, e Roberto Calzini, Direttore Generale di Banca Popolare di Cortona

Essere una guida per il territorio, attivando iniziative a supporto delle comunità locali, ma anche ascoltando le necessità di tutti, famiglie e imprese.

È questa la filosofia che guida l’azione di banca di comunità in Banca Popolare di Cortona, banca popolare indipendente oggi presente in Valdichiana, Arezzo e Umbria, che conta su 3mila soci.

«Oggi le comunità si stanno disgregando per via di fenomeni di polarizzazione urbana, con il conseguente affollamento verso i grandi centri abitati e impoverimento delle iniziative imprenditoriali nelle piccole città – racconta Andrea Cardoni, Presidente di Banca Popolare di Cortona. Essere una Banca di Comunità, oggi, vuol dire assumere un ruolo di stewardship, di guida sul territorio: non vogliamo avere un rapporto competitivo con le realtà imprenditoriali andando a verificare con diffidenza le richieste di credito, ma agire in una logica di interessi di lungo termine, costruendo fiducia, da coltivare e monitorare, mettendo sempre al centro l’affidabilità e la capacità di creare valore.

La nostra responsabilità è quella di avere le giuste competenze, adeguate a servire un territorio che cerca relazione. La nostra missione è garantire una interazione con tutti: i grandi gruppi dedicano i momenti di relazione solo a segmenti di mercato ad alto valore, noi diamo a tutti una possibilità di ascolto, così da potere basare la nostra valutazione anche su informazioni qualitative che emergono durante i momenti di incontro, anziché fermarci alle informazioni quantitative e algoritmiche».

Certezza e velocità di risposta sono i due elementi chiave

L’essenziale è rispondere ai due elementi chiave che riguardano l’accesso al credito: certezza e velocità di risposta.

«L’esito può anche essere negativo, ma la rapidità e la sicurezza di ricevere un responso sono fattori di valore – sottolinea Roberto Calzini, Direttore Generale di Banca Popolare di Cortona. Siamo un partner, al fianco del cliente, ma per farlo bene serve molta tecnologia. La Banca di Comunità, di relazione, non è più quella di anni addietro, ma è protesa al 2050 ed è consapevole che per essere efficaci e migliorare il time-to-market servono tanta innovazione e un nuovo mindset per le persone che la devono impiegare. Per questo ci stiamo muovendo per una educazione diffusa sulla tecnologia e cambiare la forma mentis di chi lavora in banca».

L’integrazione della tecnologia su due piani: operativo e di controllo

L’approccio della Banca alla tecnologia passa anche per partecipazioni in società fintech, come ad esempio Cryptosmart, che ha recentemente ottenuto l’autorizzazione a operare ai sensi della normativa MiCAR, oppure Metriks AI, società quotata sull’EGM.

«Per conoscere davvero le realtà che dobbiamo sostenere e l’innovazione che possono apportare è importante diventarne partner o soci – commenta il Presidente – così da avere un accesso privilegiato alla tecnologia.

Noi integriamo l’innovazione su differenti piani: sul piano operativo, dove stiamo cercando di capire quanto l’intelligenza artificiale ci possa aiutare ad automatizzare i processi operativi, in particolare nella concessione del credito, dove l’attività di valutazione del merito creditizio richiede molti passaggi manuali.

Il secondo livello riguarda invece il piano di controllo, con un particolare focus sul tema della cybersecurity, e con cantieri aperti sui processi di AML. Questi progetti sono portati avanti insieme al nostro outsourcer tecnologico, attraverso una strategia di networking che prevede la collaborazione di una decina di banche clienti dello stesso provider, e dove noi guidiamo il cluster di sperimentazione avanzando le nostre esigenze».

La prossimità e il valore delle banche less significant

Per rafforzare la presenza territoriale, la Banca ha anche intenzione di aprire nuove filiali. A oggi, è radicata in 3 aree di riferimento: in Valdichiana, con 6 filiali, ad Arezzo, con 2 filiali, e poi in Umbria, inizialmente a Perugia e poi nella Valtiberina, a Città di Castello.

«Sono tre aree strategiche di riferimento, con ampie potenzialità – chiarisce Cardoni. La Valdichiana è nota per l’agricoltura, Arezzo per l’industria orafa e l’Umbria è una regione che, per fenomeni di razionalizzazione, si è trovata priva di banche indipendenti di comunità.

Nel futuro apriremo nuove filiali, anche per servire segmenti insoddisfatti, rimasti senza ATM, senza la possibilità di richiedere un prestito o di consolidare un mutuo. Sono numerosi gli studi che dimostrano come la mancanza di banche vicine a famiglie e imprese meno strutturate sta creando problemi nel lungo termine e solo le banche less significant indipendenti sono capaci di servire determinati segmenti di clientela.

Noi puntiamo al relationship banking e per creare una relazione di valore nel lungo termine preferiamo un approccio da farmer, cioè da coltivatori che lavorano guardando anche ai frutti da far crescere, anziché da harvester, da mietitori che raccolgono solo frutti già maturi».

Le iniziative sul territorio

Infine, la Banca è attiva sul territorio attraverso numerose iniziative e ha destinato circa 320mila euro ai progetti locali.

«Tra le varie iniziative, spicca la concessione all’Associazione giovanile Cautha, composta da 100 ragazzi di età compresa tra i 18 e i 35 anni, di una nuova sede in comodato d’uso gratuito – illustra Calzini. La missione, condivisa, era di offrire ai ragazzi un luogo di incontro fisico, dove coltivare idee, tolleranza e distogliere lo sguardo dal mondo dei social network. È stato un esperimento di successo, che ora prosegue.

Più di recente, inoltre, abbiamo donato a Radio Incontri, emittente di comunità attiva dal 1987, uno spazio più accogliente per lo studio radiofonico, che fosse luogo di ricostruzione dei legami tra i ragazzi. E la Radio diventerà anche uno strumento, per la Banca, di raccontare se stessa e fare educazione finanziaria: ogni nostro collaboratore, dal Presidente in giù, dovrà condurre una breve trasmissione. E acquisire la capacità di essere efficaci nella comunicazione anche parlando, apparentemente, nel vuoto».

La sostenibilità, anche economica

Nel 2025 Banca Popolare di Cortona ha registrato un utile netto pari a 4,042 milioni di euro, in leggera flessione, e un Total Capital Ratio superiore al 20%.

Gli indicatori di liquidità, ovvero gli indici LCR e NSFR, si sono posizionati rispettivamente al 582,05% e al 173,16%, ben al di sopra dei requisiti di Vigilanza.

Il ROE, attorno al 9%, indica una buona redditività, mentre il Cost/Income è attorno al 59%.

«Il nostro è un bilancio plain vanilla: è volutamente semplice, perché racconta il nostro stile sobrio e di sostenibilità nel tempo – conclude Calzini. Ci muoviamo con una ottica di lungo periodo e con la responsabilità di non massimizzare i risultati di breve periodo a favore della sostenibilità nel lungo periodo».

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di luglio/agosto 2026 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.

 

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