
Un rosso da 1,68 miliardi per il risultato netto di esercizio del Gruppo MPS nel 2020. A pesare sono gli accantonamenti per rischi e oneri, riuniti sotto la voce delle componenti non operative (sotto di 1,3 miliardi di euro), e la revisione del valore delle DTA (attività per imposte anticipate, di circa 340 milioni di euro).
Calo per il margine di interesse...
Il margine di interesse al 31 dicembre 2020 è risultato pari a 1,29 miliardi di euro, in riduzione del 14% sul 2019. La flessione è stata guidata dalle cessioni di crediti Unlikely to Pay effettuate nel corso del 2019 e dal deconsolidamento del portafoglio Hydra.
...e commissioni nette
Le commissioni nette al 31 dicembre 2020, pari a 1,43 miliardi di euro, risultano in leggera flessione rispetto all’anno precedente (-1,3%) per via del ridotto collocamento di prodotti di terzi di credito al consumo e della riduzione delle commissioni da servizi che hanno risentito, in particolare, della minore operatività della clientela conseguente all’emergenza Covid-19.
Tiene la bancassurance...
Andamento positivo per la bancassicurazione. I dividendi, proventi simili e utili delle partecipazioni ammontano a 101 milioni di euro e includono principalmente il contributo generato dalla partnership con AXA nell’ambito della bancassurance.
...insieme al trading
Anche il trading rimane positivo, a 36 milioni di euro, anche se in flessione rispetto al bilancio del 2019 per via del minor contributo da parte di MPS Capital Services e delle tensioni sui mercati finanziari causati dalla pandemia.
Giù gli oneri operativi
Per quanto riguarda gli oneri operativi, sono risultati superiori ai 2 miliardi, in calo del 3,7% sul 2019. Ricordiamo che tra gli oneri operativi compare anche la voce spese del personale, alleggerite dalle 560 uscite per Fondo di Solidarietà nel 4° trimestre 2020.
Il Capital Plan
Il gruppo MPS ricorda inoltra che «nel caso in cui la realizzazione di una soluzione strutturale non dovesse avvenire in un orizzonte di breve/medio termine», il Capital Plan prevede un rafforzamento patrimoniale di 2,5 miliardi di euro con la partecipazione pro-quota dello Stato italiano.