Margine di intermediazione a 789,5 milioni, CET1 al 13% e dividendi per 129 milioni alla chiusura dell’esercizio 2025 di Banca Ifis.
Inoltre, la OPAS su illimity Bank e l’ingresso nel wealth con Euclidea Sim accelerano l’evoluzione del modello di business, imprimendo un cambiamento nel perimetro operativo di gruppo. Non più solo specializzazione nel credito e negli NPL, a favore di un modello diversificato, con un presidio anche nel risparmio gestito.
I dati 2025
Il gruppo bancario ha registrato alla fine dello scorso anno un utile netto consolidato di pertinenza della capogruppo pari a 328 milioni di euro.
Il margine di intermediazione consolidato si attesta a 789,5 milioni di euro, di cui 122,7 milioni riferibili al contributo del Gruppo illimity nel solo secondo semestre 2025.
Al netto di illimity, il margine scende a 666,8 milioni, in riduzione rispetto ai 699,2 milioni del 2024, per effetto della compressione del margine di interesse in un contesto di tassi in calo.
Le rettifiche nette su crediti sono pari a 109 milioni di euro, di cui 80,7 milioni legati al perimetro illimity. Depurato da questo contributo, il costo del credito scende a 28,3 milioni, in miglioramento rispetto al 2024.
I costi operativi consolidati raggiungono i 499,7 milioni di euro, con un contributo di 89,7 milioni da illimity.
Al netto del nuovo perimetro, i costi si attestano a 410 milioni, sostanzialmente stabili, con un cost/income ratio al 61,5% (58,2% nel 2024).
L’utile netto beneficia in modo rilevante delle componenti non ricorrenti, in particolare del gain on a bargain purchase pari a 309,9 milioni di euro legato all’acquisizione di illimity, parzialmente compensato da costi straordinari per 108,5 milioni.
Dati patrimoniali
Sul fronte patrimoniale, il CET1 ratio consolidato è pari al 13,0% (13,7% pro-forma), mentre il Total Capital Ratio si attesta al 15,3% (16% pro-forma).
Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato dividendi complessivi per 129 milioni di euro, pari a 2,12 euro per azione.
Il profilo della banca standalone
Al netto del contributo illimity, Banca Ifis mostra un andamento caratterizzato da compressione del margine di interesse, stabilità del business NPL e dinamiche differenziate nei segmenti corporate e factoring.
Nel settore Commercial & Corporate Banking, i ricavi si attestano a 341,9 milioni di euro, in lieve calo rispetto al 2024.
La flessione del factoring (-9,2%) è compensata solo parzialmente dalla crescita del corporate lending e del leasing.
Il settore NPL registra ricavi per 299,1 milioni di euro, in sostanziale stabilità, con incassi da recupero pari a 391 milioni, a conferma della centralità del business nel modello del gruppo.
Dal lato del funding, il costo medio della raccolta scende al 3,30% (dal 3,87% del 2024), grazie alla strategia di rifinanziamento dei depositi retail e al ricorso al mercato dei capitali.
L’effetto illimity: espansione del perimetro e nuove complessità
L’acquisizione di illimity Bank rappresenta il principale driver di trasformazione del gruppo.
Il nuovo “Settore illimity”, che include il contributo del secondo semestre 2025, registra un margine di intermediazione pari a 122,7 milioni di euro, con una perdita netta di 76,6 milioni di euro (47,1 milioni al netto delle componenti straordinarie).
Il portafoglio crediti acquisito ammonta a 5 miliardi di euro, mentre la raccolta associata al perimetro illimity è pari a 6,3 miliardi.
Inoltre, è stata perfezionata la cessione di Hype al Gruppo Banca Sella, sono state riorganizzate le partnership IT e prosegue la revisione del perimetro degli asset non core che nei prossimi mesi genererà risultati positivi per il Gruppo.
Dal punto di vista strategico, l’operazione consente a Banca Ifis di ampliare il presidio sul segmento PMI, integrare competenze nel credito corporate e nel turnaround, oltre che di rafforzare la base clienti e il potenziale di cross selling.
Le sinergie stimate dal gruppo sono pari a circa 75 milioni di euro annui pre-tasse, di cui 25 milioni di ricavi e 50 milioni di costi.
Euclidea Sim: l’ingresso nel wealth management
L’acquisizione di Euclidea Sim, ridenominata Fürstenberg SIM, segna l’ingresso diretto di Banca Ifis nel mercato del risparmio gestito. L’operazione rappresenta un primo passo verso la costruzione di una nuovo modello di business, complementare alle attività tradizionali di specialty finance.
Dal punto di vista distributivo, l’obiettivo è duplice: da una parte, valorizzare la base clienti corporate e imprenditoriale con servizi di wealth e advisory, dall’altra sviluppare un’offerta di gestione patrimoniale con il marchio Fürstenberg.
Guidance 2026
Per l’anno in corso, il Gruppo prevede di realizzare un utile netto compreso tra i 170 e i 190 milioni di euro.
«Il 2025 ha segnato una tappa storica nel percorso di crescita della Banca: abbiamo concluso con successo l’OPAS su illimity Bank e avviato un progetto industriale solido, che unisce due realtà innovative per dar vita ad un Gruppo bancario di riferimento per le piccole e medie imprese italiane – ha dichiarato Ernesto Fürstenberg Fassio, Presidente di Banca Ifis.
A questa operazione trasformativa per il nostro Gruppo bancario si è aggiunta l’acquisizione di Euclidea SIM che sarà il primo tassello attraverso il quale, con il marchio Fürstenberg, faremo il nostro ingresso per la prima volta nel mercato dei servizi di gestione del risparmio. Affrontiamo questa fase di crescita e sviluppo di Ifis con una redditività sostenibile, una solida posizione patrimoniale e un profilo di rischio contenuto, frutto della gestione prudente e della strategia perseguita con costanza in questi anni.
Siamo focalizzati per valorizzare al meglio gli asset del Gruppo, generare le sinergie che abbiamo comunicato al mercato e proseguire nel costruire una cultura aziendale moderna e inclusiva. Ifis e illimity - complementari e integrate nella strategia - rappresentano un’ulteriore opportunità per rafforzare il nostro posizionamento competitivo, generare una elevata remunerazione per gli azionisti e contribuire al supporto dell’economia reale italiana».
«I risultati dell’esercizio 2025 evidenziano la solidità del modello di business di Banca Ifis e il raggiungimento della guidance per l’utile netto del 2025, in ottica standalone – ha affermato Frederik Geertman, Amministratore Delegato di Banca Ifis.
La Banca si è dimostrata in grado di compensare lo scenario dei tassi in riduzione e ha mantenuto un solido controllo del rischio, pur in uno scenario macroeconomico incerto. Nel secondo semestre del 2025 abbiamo completato l’analisi strategica dei vari business di illimity, con l’individuazione di partecipazioni e attività non core. La due diligence sul portafoglio di illimity ha evidenziato risultati in linea con le stime del Gruppo Banca Ifis.
La cessione di Hype e la revisione dell’architettura IT, anche ristrutturando alcune partnership, evidenziano la capacità e velocità di execution del management, guidata da idee chiare su quel che è core e non core tra le attività del Gruppo illimity. Il management è concentrato sul progetto di integrazione, sullo sviluppo commerciale della combined entity e sulla riduzione del costo del funding, con l’obiettivo di raggiungere significativi benefici in termini di sinergie di costo e ricavo già dall’esercizio 2027».