Banca Finnat Euramerica, masse a 22 miliardi nel 2025. L’utile resta stabile

Banca Finnat Euramerica bilancio 2025
Arturo Nattino, Amministratore Delegato di Banca Finnat

Crescono le attività e il margine di intermediazione, in calo invece il margine di interesse per Banca Finnat.

Il Consiglio di amministrazione di Banca Finnat Euramerica ha approvato i bilanci individuale e consolidato al 31 dicembre 2025 e l’esercizio evidenzia una crescita delle masse e dei ricavi complessivi, a fronte di una sostanziale stabilità della redditività in un contesto di riduzione dei tassi

Masse in crescita e ricavi in aumento

Le masse totali del Gruppo raggiungono i 22 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 18,8 miliardi del 2024.

Il margine di intermediazione si attesta a 96,5 milioni di euro, in crescita del 2% rispetto ai 94,2 milioni dell’esercizio precedente.

L’incremento è stato conseguito nonostante la contrazione del margine di interesse, sceso da 31,5 a 29,4 milioni per effetto del calo dei tassi di mercato.

Commissioni e contributo delle altre componenti

Le commissioni nette si attestano a 59,4 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 63 milioni del 2024, che includevano però componenti straordinarie legate alla controllata Investire Sgr.

A livello core, la dinamica risulta sostenuta dall’attività di private banking.

Contribuiscono positivamente al risultato anche:

  • il risultato netto dell’attività di negoziazione, in crescita a 1,2 milioni (da 0,7 milioni);
  • il risultato da attività finanziarie valutate al fair value, pari a 4,5 milioni (da 1,1 milioni), sostenuto in particolare dai fondi immobiliari;
  • i dividendi e proventi simili, in aumento a 1,6 milioni.

In miglioramento anche il risultato da cessione di attività finanziarie, che passa da una perdita di 2,65 milioni nel 2024 a un utile di 0,4 milioni nel 2025.

Costi e rettifiche

Le rettifiche di valore su attività finanziarie risultano negative per 0,9 milioni, rispetto a riprese nette per 0,6 milioni nel 2024, per effetto dell’incremento delle rettifiche collettive sulle esposizioni in bonis.

I costi operativi salgono a 66 milioni di euro (63,3 milioni nel 2024), principalmente per l’aumento del costo del personale, che raggiunge 47,9 milioni anche per effetto del rinnovo contrattuale.

Utile e solidità patrimoniale

L’utile netto consolidato si attesta a 15,9 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i 16,2 milioni dell’esercizio precedente.

Il patrimonio netto raggiunge 225,5 milioni di euro, mentre il patrimonio di vigilanza consolidato si attesta a 189,8 milioni.

Il CET1 ratio si mantiene su livelli elevati al 33,5%.

 

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