Banca Finint punta alla crescita, anche in nuove aree di business

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Fabio Innocenzi, Amministratore Delegato di Banca Finint

Potenziamento dell’offerta core e ampliamento in nuovi business, cioè Wealth Management e NPE. Con investimenti di 4,3 milioni in innovazione e un approccio ESG trasversale a tutte le aree di attività della banca. Ecco il nuovo piano strategico di Banca Finint, raccontato dall’Amministratore Delegato Fabio Innocenzi.

Alberto Grisoni. Dottor Innocenzi, avete da poco presentato il nuovo Piano Strategico 2021-2023: che banca volete diventare nei prossimi anni?

Fabio Innocenzi. Banca Finint è un attore con delle caratteristiche peculiari e distintive rispetto agli altri player del settore, poiché realizza il 90% dei ricavi da commissioni in larga parte ricorrenti e anticicliche, con una vocazione verso attività a basso assorbimento di capitale. Banca Finint ha costruito un’expertise che l’ha portata a essere innovativa nel Corporate e Investment Banking, attraverso prodotti come i minibond e i basket bond e la strutturazione di operazioni di cartolarizzazione. Inoltre, la Banca è cresciuta nelle attività di gestione, attraverso Finint Sgr, in particolare nei fondi alternativi. Il modello di business di Banca Finint, dunque, assomiglia molto a quello di una società di servizi rivolta alle imprese e ai clienti istituzionali, con in più la licenza bancaria che, sottoponendoci al rispetto di particolari requisiti di patrimonializzazione, diventa un elemento distintivo. Il piano che abbiamo presentato dà continuità a questo approccio rafforzando i business esistenti e affiancandone altri con caratteristiche simili.

AG. Quali nuove opportunità di business volete quindi approcciare, al fianco delle attività core?

FI. Il Piano aggiunge ambiti di sviluppo complementari al core business attuale, tra questi il Wealth Management, con un focus particolare sul Private Banking, e il filone legato all’acquisto e gestione di crediti NPE, in un’ottica di diversificazione. Dal punto di vista dei target economici, si tratta di un piano ambizioso che punta a raggiungere a fine piano, nel 2023, un margine di intermediazione di 81,5 milioni, con un tasso di crescita annuo (CAGR) del 14,3% e un utile ante imposte a 34,8 milioni di euro (+85% nel triennio). Anche l’utile netto è previsto in crescita e dovrebbe raggiungere i 23,8 milioni di euro.

AG. Guardiamo al Corporate e all’Investment Banking: quali azioni saranno messe in campo per accelerare?

FI. Nell’area Corporate e Investment Banking, il Piano punta al consolidamento e alla crescita negli ambiti core, quali la strutturazione e la gestione di operazioni di cartolarizzazione, minibond e basket bond, ambito in cui la banca è stata pioniere sul mercato e ha un know how specialistico, e sullo sviluppo delle attività di Corporate Advisory. Andremo ad ampliare il catalogo prodotti puntando sul cross selling e su una crescente sinergia tra i servizi. Il focus sarà, in particolare, su prodotti finanziari ESG, cartolarizzazioni di immobili, di beni mobili registrati, di beni e contratti di leasing, di crediti di imposta. E ancora la strutturazione e gestione di emissione di bond, subordinati e convertibili. Forniremo supporto ai clienti anche con lo specialized lending, cui affiancheremo la ricerca di nuovi segmenti di mercato e la razionalizzazione dell’offerta esistente.

AG. Quanti e quali investimenti sono previsti?

FI. I nostri investimenti saranno in persone e tecnologia. Prevediamo di assumere in questa area circa 70 persone in 3 anni. Gli investimenti in tecnologia saranno prevalentemente orientati alla digitalizzazione e alla trasformazione lean della nostra attività. La specializzazione e personalizzazione devono andare di pari passo con la semplificazione per garantire tempestività al cliente.

AG. Nel Piano Strategico si delinea inoltre l’ingresso della Banca in nuovi mercati, differenti da quelli che appartengono allo storico business di Finint. Quali opportunità volete cogliere?

FI. L’apertura ad altri ambiti è una naturale evoluzione e un’opportunità di diversificazione delle fonti di ricavo. I business ricorrenti della gestione delle cartolarizzazioni, della emissione di minibond e basket bond e della Sgr continueranno infatti a essere i pilastri del Gruppo. Il capitale della banca sarà quindi utilizzato per investire in attività sinergiche con il core business commissionale a basso assorbimento di capitale. Saranno così privilegiate le strutturazioni che portino alla gestione delle cartolarizzazioni, gli investimenti in Fondi che favoriscano la nascita di nuovi comparti di Finint Sgr, la partecipazione a club deal che allarghino la platea di clienti private, l’acquisto di NPE da gestire poi con la struttura di service.

AG. Per quanto riguarda il Wealth Management, su quali leve punterete? E quale ruolo avrà la vostra Sgr?

FI. Accanto alle nostre expertise storiche, dove ci occupiamo dell’impresa in tutte le sue esigenze, nel campo del Wealth Management vogliamo mettere al centro la famiglia dell’imprenditore, che rappresenta la naturale area di diversificazione dell’attività finanziaria. Il Piano ha l’obiettivo di raggiungere un selezionato target di clienti HNW e Family Office, appartenenti alla categoria degli operatori qualificati, con l’obiettivo di offrire la partecipazione a Club Deal, le quote di fondi alternativi attualmente gestiti da Finint Sgr, oltre a una gamma selezionata di prodotti innovativi. Per raggiungere questo target di clientela, il Piano fa leva sul bagaglio di relazioni che Banca Finint intrattiene con le famiglie di imprenditori, mantenendo un focus particolare sul territorio del Nord Est.

AG. E quali sinergie potrebbero crearsi in questo ambito con Banca Consulia?

FI. L’eventuale acquisizione di Banca Consulia trasformerebbe la nostra strategia nel Wealth Management: non sarebbe più un progetto ma diventerebbe subito realtà. Consulia è specializzata nel private banking, conta circa 150 consulenti finanziari, ha quasi 3 miliardi di masse in gestione. È inoltre leader nella consulenza avanzata alla clientela. Insomma una perfetta complementarietà con il nostro business. Le sinergie sarebbero sui clienti, sui prodotti e sui servizi.

AG. Avete annunciato di guardare con interesse alle opportunità di collocare anche sulla clientela non professionale prodotti che investono in asset illiquidi.

FI. È un’area di grande interesse per noi. La normativa ha aperto spazi interessanti consentendo la creazione di specifici prodotti retail che consentono alla clientela non qualificata di investire nella piccola e media impresa. Andrà fatto con attenzione ai rischi e garantendo la massima diversificazione.

AG. Un’ulteriore nuova area di business individuata dal piano è il rafforzamento delle attività relative all’acquisto e alla gestione di crediti NPE: quali obiettivi avete in questo ambito?

FI. Intendiamo avvicinarci al mondo Non Performing con una combinazione di gestione e acquisto di NPE. È previsto l’avvio di un filone legato all’acquisto, valorizzazione e gestione di crediti in sofferenza, sinergico e complementare rispetto all’attività della struttura di service. L’ambito dei crediti deteriorati è un’area interessante, ma molto diversa dal passato. Nei prossimi mesi la fine delle moratorie introdotte per contenere le conseguenze della crisi innescata dalla pandemia porterà alla necessità di soddisfare nuove esigenze: le banche avranno bisogno di riarticolare i propri attivi, questo porterà a un aumento della necessità di lavorare questo credito e a una crescita della platea interessata a investire in NPE. Per far fronte a queste necessità emergenti vogliamo rafforzare l’attività della società Finint Revalue, specializzata nella gestione di recupero crediti, integrandola con la nuova attività sugli NPE, dove andremo a fare acquisti selezionati. Studieremo anche sinergie con la divisione NPE creata nella Sgr, nell’ottica mettere insieme competenze trasversali. A fine piano la contribuzione degli NPE sul risultato del Gruppo sarà pari al 14%.

AG. C’è poi la tematica dell’ESG. Che diventa trasversale alle attività della banca: come si declinerà l’impegno verso la sostenibilità?

FI. L’attenzione all’ambiente, ai fattori ESG e alla governance è tra i temi oggetto di un impegno sempre più forte da parte delle istituzioni nazionali ed europee. L’ambito degli investimenti responsabili si sta evolvendo con grande rapidità poiché sempre più investitori integrano i criteri ESG nei loro processi e, anche a livello di regolamentazione, sono sempre nuove le iniziative che vengono introdotte per rimodellare il quadro degli investimenti e rafforzare il ruolo dei criteri ambientali, sociali e di governance. Il nostro piano strategico punta a implementare un percorso trasversale che tocca tutte le aree del nostro business incentrato sulla finanza sostenibile, anche attraverso iniziative e prodotti ESG. Finint Sgr, ad esempio, ha già avviato un importante lavoro in questo campo: sono stati mappati gli asset in portafoglio, in particolare quelli immobiliari, per verificare il loro allineamento con la tassonomia green, ed è stato realizzato un regolamento sulla trasparenza degli investimenti ESG. Un percorso che non è ancora terminato: tra i megatrend di mercato su cui il Piano si focalizza ci sono infatti le tematiche del climate change, dei mutamenti demografici e sociali, e delle dinamiche dell’urbanizzazione. In particolare, gli ambiziosi obiettivi di crescita che prevediamo di raggiungere con Finint Sgr sono basati su driver quali il Private Capital, gli NPL, il Real Estate declinato con una focalizzazione particolare sull’Housing sociale e sullo Student Housing, sull’energia e sui temi della rigenerazione urbana. Per questo, in linea con una visione di sviluppo in ottica di sostenibilità, il 50% degli asset investiti risponderà a logiche di sostenibilità (ESG).

AG. Abbiamo detto che ci saranno importanti investimenti in innovazione: su quali tecnologie contate di investire?

FI. Il nuovo Piano prevede circa 4,3 milioni di euro per l’evoluzione tecnologica e sarà inoltre implementato un percorso di sviluppo dei processi interni in ottica lean: l’obiettivo è efficientare e razionalizzare le procedure, per ottenere un beneficio anche sulla struttura dei costi operativi. Gli investimenti saranno anche destinati alla evoluzione della piattaforma esistente di Customer Relationship Management.

Nello specifico, la Banca si pone l’obiettivo di far emergere aree di standardizzazione all’interno delle diverse business line attraverso l’implementazione di processi semplici e fluidi al fine di favorire l’efficienza, la flessibilità e la velocità di intervento senza far venire meno la specializzazione che caratterizza il nostro Istituto. I cantieri sono già avviati. Al momento stiamo lavorando su Crediti e Commerciale, snellendo i processi decisionali e riducendo le attività poco efficienti. Il concetto lean deve diventare il principio guida d’ispirazione di tutte le attività quotidiane partendo dagli aspetti più semplici, come la gestione del tempo e la gestione della comunicazione che in era Covid ha messo a dura prova quelle strutture organizzative meno mature.

Gli investimenti in tecnologia consentiranno l’adozione di soluzioni IT in grado di elevare il grado di digitalizzazione sia nella comunicazione con la clientela sia in quelle aree dove la natura dei processi favorisce l’intervento dell’informatica (ad esempio nelle Operations e nelle Risorse Umane) e di far comunicare sistemi IT differenti al fine di non perdere la possibilità di integrare soluzioni verticali.

AG. Ci sarà anche un investimento sulle persone e sulle competenze.

FI. Le risorse umane e le altissime professionalità sono sempre state, e continueranno ad essere, la cifra distintiva di Banca Finint. Nel nuovo piano abbiamo previsto tra il 2021 e il 2023 l’inserimento di circa 120 nuovi collaboratori che si aggiungeranno alle oltre 350 persone su cui può contare Banca Finint impiegate nell’headquarter a Conegliano e negli uffici del Gruppo a Milano, Trento e Roma. Le nostre risorse umane saranno il motore alla base dello sviluppo del nuovo piano.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di giugno 2021 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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