Un pacchetto di proposte per rendere più efficaci gli strumenti di accesso al credito per cooperative, imprese sociali ed enti del Terzo Settore. Banca Etica ha presentato un documento per riformare gli strumenti pubblici di garanzia destinati all’accesso al credito delle organizzazione della social economy.
Un mercato che a livello europeo genera oltre 912 miliardi di euro di fatturato: un valore paragonabile a quello dell’automotive.
Per rafforzarne le capacità di investimento, le proposte di Banca Etica, già sottoscritte da numerose organizzazione del Terzo settore e dell’economia sociale, prevedono di intervenire su strumenti come il Fondo di Garanzia PMI, in Italia, e InvestUE, a livello eurpeo, per allinearli maggiormente alle caratteristiche di cooperative, imprese sociali, mutue ed enti del Terzo settore.
Le proposte sulle garanzie pubbliche
Il pacchetto di proposte avanzato dalla Banca si concentrano su cinque interventi principali:
- rendere stabile il Fondo di Garanzia PMI, superando il meccanismo delle proroghe annuali;
- estendere l’accesso allo strumento a tutta l’economia sociale;
- aumentare il limite previsto per i piccoli finanziamenti;
- rendere più complementari le garanzie pubbliche con quelle private e mutualistiche già operative;
- garantire continuità e rifinanziamento di InvestEU nel prossimo ciclo 2028-2034, con una maggiore attenzione all’economia sociale.
Il nodo: strumenti pensati per le PMI tradizionali
Secondo Banca Etica, il sistema delle garanzie pubbliche esistente funziona e consente già di generare nuova finanza, ma presenta alcuni limiti.
Gli strumenti sono infatti stati progettati prevalentemente per le PMI tradizionali e solo in parte adattati alle specificità dell’economia sociale. Cooperative, imprese sociali ed enti del Terzo settore presentano invece modelli organizzativi, strutture patrimoniali e modalità di generazione dei ricavi differenti rispetto alle imprese profit.
Per questo, secondo la banca, servono strumenti di mitigazione del rischio più coerenti con le caratteristiche del comparto.
«Investire nelle garanzie è un moltiplicatore di valore sociale ed economico. Per intermediari come Banca Etica, che operano in via prevalente con soggetti dell'economia sociale, le garanzie pubbliche, pur non incidendo sulla sostenibilità del modello di business, rappresentano uno strumento di mitigazione del rischio che consente di ampliare in modo prudente ma efficace la capacità di finanziamento verso un segmento caratterizzato da specificità strutturali – ha affermato il Presidente di Banca Etica, Aldo Soldi. Gli enti dell'economia sociale presentano modelli organizzativi, strutture patrimoniali e flussi economici che non si allineano ai parametri tipici dell'impresa tradizionale. In questo contesto, gli strumenti di garanzia pubblica favoriscono l'assunzione di esposizioni creditizie nel rispetto dei vincoli regolamentari. La priorità non è quella di introdurre nuovi strumenti, bensì garantire l’adeguamento, la stabilità, la continuità nel tempo e il rifinanziamento di quelli esistenti. Investire nelle garanzie non è un costo, è un moltiplicatore di valore sociale ed economico».