Gruppo Banca Etica: crescono capitale e prestiti

banca etica risultati 2022
Anna Fasano, Presidente di Banca Etica

Con un utile netto consolidato di 17,2 milioni di euro, il Gruppo Banca Etica cresce anche nel 2022, confermando il ruolo della finanza etica al servizio dell’economia sociale, capace di sostenere imprese e privati anche in situazioni di mercato difficili.

Per l’anno in corso è previsto inoltre il passaggio a una nuova piattaforma informatica e l’ideazione di strumenti finanziari per un’economia più pulita e inclusiva, come racconta Anna Fasano, Presidente di Banca Etica.

GC. Come potrebbe essere riassunto l’anno 2022 per il Gruppo Banca Etica?

AF. Il 2022 è stato un anno difficile a livello globale: iniziato all’insegna dell’ottimismo per l’uscita dall’emergenza pandemica, ci ha subito messi davanti all’incubo della guerra in Europa con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Una guerra che ancora non è finita e che - accanto all’intollerabile carico di morte e distruzione - ha portato con sé una crisi energetica che a sua volta ha alimentato una crescita importante dell’inflazione a cui non si assisteva da più di un decennio.

Da mesi le banche centrali stanno rialzando i tassi di interesse per contrastare ulteriori aumenti dei prezzi con il risultato di rendere mutui e prestiti più costosi.

In questo scenario l’impegno di Banca Etica è stato e rimane concentrato nella direzione di continuare a facilitare l’accesso al credito per le famiglie, le persone e tutta la galassia di imprese e organizzazioni che animano l’economia sociale in Italia e in Spagna.

Questo impegno ci ha permesso di chiudere l’anno con risultati soddisfacenti sul fronte della crescita della raccolta e degli impieghi e su quello degli utili realizzati.

GC. Negli impieghi, così come nella raccolta, i numeri sono in rialzo, in controtendenza rispetto al resto del mercato bancario.

AF. Crediamo che il credito sia uno strumento essenziale nelle strategie di sviluppo sostenibile del Paese e di contrasto alle disuguaglianze che tornano ad aumentare in questi tempi così complessi.

Nel 2022 siamo riusciti a far crescere di oltre il 7% i nostri impieghi, mentre il resto del sistema bancario ha avuto una crescita molto più contenuta secondo gli ultimi dati ABI.

Questa per noi è la soddisfazione maggiore perché significa che, anche quando il contesto è estremamente sfidante, riusciamo a far crescere il credito all’economia sociale.

Anche la raccolta di risparmio è cresciuta del 9% mentre nel sistema bancario nel suo insieme si è ridotta.

GC. Quali strategie di business sono state premianti, secondo voi, per crescere in questo contesto di difficoltà globale?

AF. Le strategie di business sono quelle che ci caratterizzano da sempre: una cura molto attenta della relazione con i clienti per affiancarli al meglio anche nei momenti di difficoltà; il costante impegno per migliorare l’accessibilità dei nostri servizi coniugando al meglio i canali digitali, come la nuova app, con i canali di relazione diretta.

Ciò che rende unica la nostra proposta resta naturalmente un posizionamento chiaro e coerente con le nostre scelte di finanza etica: il nostro “no” convinto al finanziamento delle attività inquinanti che minacciano il pianeta e aggravano la crisi climatica; il rifiuto totale di fare affari con l’intero comparto dell’industria degli armamenti, tornata drammaticamente sulla cresta dell’onda con lo scoppio della guerra in Ucraina.

Queste scelte identitarie e senza tentennamenti spingono sempre più persone ad avvicinarsi alla finanza etica.

GC. Anche la compagine sociale di Banca Etica continua ad ampliarsi: cosa è cambiato rispetto agli anni passati? E come è mutata anche la consapevolezza di chi si avvicina alla finanza etica?

AF. Oggi c’è molta più attenzione e consapevolezza sul ruolo che la finanza riveste nel disegnare il tipo di società e di economia in cui viviamo.

Un’economia di guerra, basata sulle fonti fossili e sullo sfruttamento dei lavoratori?

O un’economia che punta sulla transizione energetica e sulla responsabilità sociale delle imprese affinché tutelino i diritti dei lavoratori e delle comunità su cui impattano?

Fino a qualche anno fa Banca Etica era l’unica in Italia a puntare i riflettori su questi temi che oggi sono invece oggetto di intense campagne di marketing.

GC. Ora che il numero di istituti di credito che guardano ai temi della sostenibilità è aumentato, come mantenete distintivo il vostro business?

AF. Oggi il mondo bancario e finanziario si è attivato e propone molti prodotti green ma la nostra unicità viene colta da molte persone e organizzazioni che vogliono fare una scelta radicale di finanza etica.

L’aumento del capitale sociale lo scorso anno ha risentito positivamente anche della campagna di “bonus share” che abbiamo lanciato e che ha permesso, per un periodo di tempo, a chi sottoscriveva 20 azioni di Banca Etica di riceverne una in omaggio.

GC. Tra le novità dell’anno, c’è la migrazione verso una nuova infrastruttura IT: quanto è importante investire quindi nella tecnologia?

AF. Il 6 marzo abbiamo completato il passaggio a una nuova infrastruttura informatica che ci permetterà di essere ancora più efficienti nei servizi alle persone e alle imprese.

Uno sforzo impegnativo e necessario per una banca che vuole crescere e ha fiducia di poter diffondere maggiormente il modello della finanza etica, come conferma il fatto che continuiamo a investire sulle persone: nel 2021 il personale del Gruppo Banca Etica è cresciuto del 10% e lo scorso anno di un altro 6%.

GC. Infine, come pensate di evolvere anche lato offerta?

AF. Continueremo inoltre a fare ricerca per ideare strumenti sempre più efficaci per mettere la finanza al servizio di un’economia più pulita e inclusiva, rafforzando la nostra distintività in un mercato che insegue la sostenibilità senza essere sempre coerente.

Un focus particolare - su cui stiamo già lavorando - è quello del settore energetico e in particolare delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) perché siano strumento di rilancio delle comunità territoriali, di riduzione della povertà energetica e di produzione e consumo di energia pulita.

Continueremo a dialogare con le istituzioni italiane ed europee per arrivare al necessario riconoscimento della finanza etica, che è diversa dalla finanza sostenibile. Infine, stiamo anche valutando nuovi possibili strumenti per rafforzare ancora il patrimonio di Banca Etica.

Il bilancio 2022 del Gruppo Banca Etica in Italia

Impieghi lordi: 1,258 miliardi (+7,2% sul 2021)

Raccolta diretta di risparmio: 2,493 miliardi di euro (+9,3%)

Raccolta indiretta: 872 milioni di euro attraverso i fondi comuni d’investimento di Etica Sgr

Capitale sociale: 88,6 milioni (+8%)

CET1: al 15,6%

Total Capital ratio: 19,1%

Cost income: dal 68,2% al 67,7% per effetto degli oneri non ricorrenti legati al miglioramento dell’infrastruttura informatica

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di marzo 2023 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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