Banca di Asti. Tra filiali fisiche e online, un nuovo modo di fare banca

Banca di Asti intervista a Roberto Benassi
Roberto Benassi, Direttore Commerciale di Banca di Asti

Sostenibilità, tecnologia per abilitare nuovi modelli di servizio e vicinanza al territorio.

Roberto Benassi, Direttore Commerciale di Banca di Asti ci spiega quali sono i traguardi e gli obiettivi di crescita della Banca, che tengono conto degli aspetti ESG, ma anche dell’innovazione tecnologica a servizio dei clienti.

GC. Dott. Benassi il 2022 si è concluso con una doppia certificazione per Banca di Asti: una sulla parità di genere, l’altra sulla sicurezza del lavoro. Come siete arrivati a questi risultati?

RB. Banca di Asti è tra le primissime banche italiane ad aver conseguito la Certificazione UNI PdR 125:2022 del Sistema di Gestione per la Parità di Genere inserita nel PNRR: un riconoscimento importante, che certifica la qualità gestionale del nostro lavoro e che testimonia l’attenzione e l’impegno che da sempre abbiamo nei confronti di tutti i nostri collaboratori.

A questo si affianca il Certificato di Conformità alla norma internazionale ISO 45001:2018, per l’adozione del Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro, che riguarda la sede operativa e tutta la rete di oltre 200 filiali: è l’attestato che garantisce la sicurezza e preserva la salute di tutti, dipendenti e personale esterno.

Queste certificazioni sono il risultato dell’attenzione verso le persone che da sempre fa parte della nostra natura. Garantire un ambiente di lavoro sicuro e dare la possibilità a tutti indistintamente di crescere e fare la differenza sono valori imprescindibili, che incidono sulla motivazione e sul senso di appartenenza e conferiscono significato all’attività lavorativa di ciascuno.

GC. Oltre ai temi Social, come si sviluppa il percorso intrapreso della Banca verso un modello di azienda sostenibile anche per quanto riguarda la governance e l’attenzione all’ambiente?

RB. Da anni abbiamo scelto di fare della sostenibilità la nostra modalità operativa, adottando comportamenti green sia nella costruzione delle filiali, sia nella scelta di fornitori e partner che condividano gli stessi valori. 

Il primo intervento risale al 2011, quando abbiamo collegato l’illuminazione della sede centrale di Asti all’impianto fotovoltaico e portata a led.

Il percorso è poi continuato, ove possibile, con la ristrutturazione di filiali esistenti e nella costruzione di nuove agenzie dotate di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica delle auto elettriche.

Da gennaio di quest’anno tutti gli approvvigionamenti di energia derivano per il 100% da fonti rinnovabili e ci siamo impegnati a convertire in elettrico/ibrido i veicoli a uso interno.

La nostra ambizione è quella di continuare a crescere in questa direzione, generando valore nel segno della sostenibilità ambientale e di quella responsabilità sociale che da sempre ci contraddistingue.

GC. La relazione con il territorio viene affinata anche attraverso l’impiego della tecnologia: come è cambiato il rapporto con il cliente finale?

RB. Siamo per natura una banca tradizionale e privilegiamo per scelta la relazione: la filiale fisica avrà sempre una funzione centrale nell’interazione con i nostri clienti ma, semplicemente, perderà progressivamente il ruolo dell’operatività e sarà sempre di più il luogo della consulenza avanzata, con personale altamente specializzato.

Partendo dal presupposto che il cliente è al centro di tutti i nostri percorsi, compreso quello della digitalizzazione, abbiamo investito sull’innovazione per personalizzare la customer experience e offrire all’utente un’esperienza sempre più fluida ed efficiente.

Questo avendo ben chiaro il concetto che la tecnologia deve essere un facilitatore non un vincolo per il cliente.

GC. Qual è il giusto equilibrio per fare innovazione mantenendo la vocazione di banca locale?

RB. L’utilizzo dei nuovi canali di relazione e di vendita a distanza non sostituisce bensì integra l’operato delle nostre filiali. Abbiamo iniziato da diversi anni il percorso verso l’utilizzo di nuove tecnologie per l’erogazione di prodotti e servizi rivoluzionando in parte il nostro tradizionale modo di fare banca.

Abbiamo creato nuovi modelli di relazione, nuove modalità operative e nuovi modelli di business, sia per le operazioni di front office che per quelle di back office.

GC. Tra le innovazioni della Banca, c’è anche la Filiale Online: quali sono le caratteristiche di questo modello di servizio?

RB. Alle oltre 200 sedi con i relativi direttori di filiale e alla rete di figure professionali (Consulenti Imprese, Consulenti green, Specialisti del risparmio e Consulenti assicurativi) abbiamo affiancato e potenziato l’attività della Filiale OnLine, un nuovo modello di servizio con una modalità digitale e complementare di relazione dedicata a tutti i clienti.

Un servizio di successo. Uno strumento ad alto contenuto tecnologico basato sulla firma digitale qualificata e allo stesso tempo semplice e ricco di relazione perché gestito direttamente da nostro personale interno, disponibile con orario prolungato a dialogare con i clienti attraverso SMS e Whatsapp, oltre a email e telefono.

A oggi oltre 53mila clienti hanno interagito con la Filiale Online e ben 115mila contratti sono stati sottoscritti a distanza.

L’innovazione riguarda naturalmente anche gli strumenti utilizzati quotidianamente, come app e internet banking: oltre l’80% dei conti correnti Banca di Asti è collegato con i servizi di internet banking Banca Semplice.

GC. Qual è invece la strategia per quanto riguarda la presenza sul territorio: quante sono le filiali del gruppo e quali sono gli obiettivi nel medio-termine?

RB. A oggi il Gruppo Banca di Asti conta 210 filiali in Piemonte, Lombardia, Liguria, Valle d’Aosta e Veneto e 85 filiali Pitagora distribuite sul territorio nazionale.

Le ultime filiali bancarie aperte sono a Verona, Desenzano del Garda, Treviso e Venezia Mestre. Presto sarà la volta di Vicenza e Imperia.

GC. Le banche si stanno anche confrontando con la necessità di un ricambio generazionale all’interno dell’organizzazione. Come viene affrontato il tema del change management in Banca di Asti?

RB. Per continuare a confermarci punto di riferimento per le famiglie e le imprese di sempre più territori, investiamo in nuovi talenti, scegliendo di puntare su giovani motivati, propensi al lavoro di squadra, alla crescita personale e al raggiungimento degli obiettivi.

Le persone che lavorano per le aziende del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti sono oltre 2.100. Di queste circa 660 hanno meno di 40 anni: una scelta generazionale ben precisa, la migliore garanzia per affrontare i grandi cambiamenti tecnologici e culturali che il mercato impone.

Nel 2022 sono entrate a far parte del Gruppo 127 persone e nel 2023 sono previsti 82 nuovi ingressi.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di maggio 2023 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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