Banca d’Italia: crescono i tassi di recupero delle sofferenze

Banca d'Italia sofferenze bancarie

Diminuisce l’ammontare delle sofferenze, migliorano i tempi di smaltimento e aumentano i tassi di recupero.

Banca d'Italia ha pubblicato una nota in cui aggiorna le stime sui tassi di recupero delle sofferenze al 2022, fornendo un'analisi approfondita dei risultati emersi dall'indagine annuale sulle cessioni di crediti classificati come sofferenze.

La riduzione dell'ammontare di sofferenze

Nel corso del 2022 sono state eliminate dal bilancio posizioni per un valore di circa 22 miliardi di euro.

Questo dato rappresenta quattro volte il valore dei nuovi ingressi ed è superiore non solo al 2021, ma anche in termini percentuali rispetto alle sofferenze dell'anno precedente.

L'incremento è principalmente dovuto alle cessioni che sono passate da 14 a 18 miliardi, mentre le posizioni chiuse in via ordinaria sono rimaste stabili a circa 4 miliardi.

Miglioramento nei tempi di smaltimento

L'analisi mostra un costante miglioramento nei tempi di smaltimento delle sofferenze dal 2015, grazie alla riduzione delle consistenze e ai bassi tassi di ingresso in sofferenza, ma anche ai progressi nella gestione dei crediti da parte degli intermediari.

La percentuale di posizioni chiuse entro un anno dalla classificazione a sofferenza è aumentata progressivamente, passando dal 38% per le posizioni entrate nel 2015 al 65% per quelle del 2021.

Inoltre, i dati aggiornati indicano che l'85% delle posizioni è chiusa entro tre anni dall'ingresso in sofferenza.

Aumento dei tassi di recupero

Rispetto al 2021, sia i tassi di recupero medio sulle posizioni cedute che su quelle chiuse in via ordinaria sono aumentati.

Il tasso medio di recupero delle sofferenze assistite da garanzie reali è stato del 40%, in aumento rispetto al 2021, mentre per le posizioni senza garanzie reali è stato del 27%.

Prezzi di cessione dei crediti deteriorati

Il prezzo delle sofferenze cedute nel 2022 è stato pari al 21% dell'esposizione lorda di bilancio al momento della cessione, registrando un lieve aumento rispetto al 2021.

Tale incremento si deve sia alle sofferenze assistite da garanzia reale (32% rispetto al 29% del 2021) che a quelle non assistite da garanzia reale (12% rispetto all'11% del 2021).

Al contrario, il prezzo di cessione dei crediti deteriorati diversi dalle sofferenze è stato pari al 34%, con una riduzione rispetto al 2021.

In conclusione, l'analisi della Banca d'Italia evidenzia un quadro positivo per i tassi di recupero delle sofferenze, con un incremento dei prezzi di cessione e un miglioramento nei tempi di smaltimento.

Questi risultati sono il frutto delle cessioni di crediti e di una migliore gestione da parte degli intermediari.

Tuttavia, la vigilanza sul settore rimane fondamentale per garantire la stabilità finanziaria e sostenere la riduzione delle sofferenze in modo sostenibile nel tempo.

 

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