Crediti deteriorati. La nuova mission di Banca Capasso

banca capasso
Mario Giordano, Amministratore Delegato del Gruppo IBL Banca

Investire 350 milioni di euro in NPE nei prossimi tre anni. Banca Capasso ha approvato a febbraio il nuovo ambizioso piano strategico che segna il cambio di rotta della banca.

Nei primi mesi del 2021, infatti, l’istituto è entrato nel Gruppo IBL Banca e ha avviato un percorso di diversificazione che vede la nascita di due aree di attività separate e indipendenti: da una parte quella di banca commerciale, con 7 filiali (una recente nel centro di Roma, NdR) e, dall’altro, quella di banca dedicata agli investimenti in NPE.

Essere una banca, vuol dire essere diversi

«La scelta di separare le attività è dipesa, oltre che da esigenze gestionali che richiedono livelli di specializzazione nettamente diversi, anche dalla necessità di differenziare processi e regole – afferma Mario Giordano, Amministratore Delegato del Gruppo IBL Banca. Questa impostazione comporta un enorme vantaggio, specie in ambito UtP: ovvero avere una visione di lungo periodo, individuando dove possibile soluzioni di continuità nella gestione dei rapporti con la clientela, che solo una banca riesce a realizzare con efficacia. L’obiettivo è operare in modo completo nell’area NPE e gestire in modo integrato il credito deteriorato, ricercando soluzioni finalizzate al ritorno in bonis. Il fatto di essere una banca, e non un fondo speculativo, ci rende diversi da molti investitori del settore».

Le operazioni del 2021 e le attività dell’anno

Banca Capasso è operativa nel segmento NPE già dal secondo semestre dello scorso anno. E nel corso del 2021 ha esaminato operazioni per un gross book value (GBV) di circa 1 miliardo. «Già finalizzati, inoltre, acquisti per un GBV di circa 250 milioni di euro e investimenti netti per 80 milioni, sia per crediti UtP sia per sofferenze – annuncia Giordano. Significativa anche l’attività di recupero sul portafoglio in gestione in corso d’anno, per circa 31,5 milioni di euro». Banca Capasso ha messo a punto, inoltre, un ventaglio di servizi finanziari tesi alla strutturazione di operazioni complesse, «come le cartolarizzazioni – sottolinea Giordano –, anche per quanto riguarda le attività di finanziamento a veicoli ex L-130 a supporto di specifici investimenti immobiliari».

Le competenze e il team dedicato

A presidio delle attività, la Banca ha portato nuove competenze negli uffici di Milano e Roma, con una ventina di professionisti esperti che seguono l’intero processo di acquisizione e gestione. «Con l’apertura di un ufficio a Milano abbiamo aggiunto nuove competenze in ambito Origination & Structuring, mentre le attività di Servicing e Portfolio Management sono nella sede di Roma – precisa Giordano. Ulteriori rafforzamenti, inoltre, sono stati effettuati nelle strutture amministrative e di controllo».

La migliore formazione è sul campo

Nella gestione degli NPE, le competenze sono un fattore determinante. «La formazione e l’aggiornamento sono indispensabili – chiosa Giordano. Servono competenze di tipo aziendalistico e giuridico; la formazione delle risorse è quindi nel continuo, attraverso seminari sia in house sia esterni. Per alcuni ruoli chiave, inoltre, stiamo definendo corsi specialistici. La migliore formazione, però, si svolge sul campo, con l’analisi delle operazioni attraverso gruppi di lavoro trasversali: ciascuna presenta infatti differenti e uniche complessità».

L’intelligenza artificiale nel recupero crediti

La tecnologia fornisce poi una marcia in più. «La digital transformation ha cambiato la gestione del credito e il recupero. La vigilanza unica europea della BCE e il nuovo processo civile telematico sono stati i principali acceleratori – assicura Giordano. E ora vediamo risultati positivi nell’uso dell’intelligenza artificiale per il recupero crediti: questi sistemi consentono di conoscere in tempo reale la situazione delle vendite immobiliari in un determinato luogo con precisione assoluta, sapere quante operazioni sono già state effettuate, a quali prezzi e modalità (di mercato o giudiziali, ad esempio). In questo modo si può valutare con estrema precisione il reale valore di una garanzia immobiliare».

Il piano strategico: 350 milioni di investimenti

Guardando al futuro, Banca Capasso ha già definito il suo piano strategico per il triennio, ponendosi un ambizioso target che «traguarda investimenti nell’ordine di 350 milioni di euro, privilegiando quelli in single name, sia UtP sia sofferenze, ma non tralasciando i portafogli secured e le operazioni di senior financing – conclude Giordano. Previsti anche investimenti in portafogli unsecured, sia di origine bancaria sia industriale, attraverso la partecipazione nella società Credit Factor di cui deteniamo il 50% del capitale e che, a oggi, ha già investito in portafogli granulari per circa 2 miliardi di euro di GBV».

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di aprile 2022 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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