Nel 2023 sono stati pubblicati oltre 150mila avvisi d’asta: un dato in calo del 19% rispetto al 2022.
A diminuire è anche il valore complessivo dell’offerta minima, che ha segnato 20,8 miliardi di euro: -29% rispetto ai 29,4 miliardi del 2022.
Questo è quanto emerge da un recente studio pubblicato dall’Osservatorio “Cherry Brick”, il servizio sviluppato da Cherry che monitora le opportunità di investimento tra gli immobili all’asta.
Immobili all’asta e modalità di vendita
Il 54% dei nuovi avvisi d'asta pubblicati nel Portale Vendite Pubbliche si riferiscono a immobili a uso residenziale (81.547 aste sopravvenute), il 20% a immobili a uso commerciale (29.394) e solo il 4% a immobili a uso industriale (5.339), mentre un 22% è composto da “altre” categorie immobiliari (33.764).
Per quanto attiene alle modalità d’asta, la “asincrona telematica” e “la sincrona mista” (rispettivamente nel 34% e nel 32% dei casi) vengono preferite alla tipologia “presso il venditore” (27%) o “sincrona telematica” (7%).
Permane l’interesse nel settore
«Nonostante si registri un generale decremento a livello nazionale sia nelle aste censite che nel valore minimo di partenza delle offerte, il settore delle aste immobiliari rimane un'area di notevole interesse per gli investitori desiderosi di sfruttare le migliori opportunità di mercato – sottolinea Chai Botta, Infrastructure Lead in Cherry Srl.
Tuttavia, per farlo, è essenziale adottare approcci flessibili che considerino le variazioni regionali e locali, considerando anche la tipologia specifica di immobili ricercati. In questo contesto, i dati forniti dallo strumento Cherry Brick possono risultare utili per un'analisi approfondita, orientando così le decisioni in un mercato ad elevata dinamicità».
Una forbice geografica
Guardando a livello regionale, il 13% del totale delle aste pubblicate è localizzato in Lombardia, il 12% in Sicilia e un ulteriore 10% nel Lazio.
Fanalino di coda, con lo 0,2%, la Valle d’Aosta.
A livello macro territoriale la maggior concentrazione è nel Centro Italia (27%), seguito da Sud (24%), Nord-Ovest (21%), Isole (16%) e Nord-Est (12%).
Roma sul podio delle grandi città
Tra le grandi città, invece, Roma si conferma prima in Italia per numero di aste censite (4.101, -15% rispetto alle 4.802 del 2022), seguita da Napoli (1.072, -30%) e Catania (1.016, -23%).
A livello provinciale la Città Metropolitana di Roma guida la classifica con 9.974 aste pubblicate (pari al 7% del totale nazionale), seguita da Perugia e da Cosenza, rispettivamente con 4.321 e 3.814.
Infine, a livello di Tribunali locali, Roma continua a essere il primo in cui sono state pubblicate il maggior numero di nuove aste (pari al 4% del totale nazionale, -13% rispetto al 31 dicembre 2022 con 6.278).
Seguono quelli di Brescia (3.585), Cagliari (3.360) e Milano (3.336).
In calo la base d’asta media
Analizzando la base d’asta media nazionale delle vendite nel 2023 questa ammonta a circa 180mila euro (-12% rispetto ai 205mila al 31 dicembre 2022).
Dalle singole categorie allo studio emerge come nell’anno la base d’asta media sia calata rispetto al 2022 in relazione sia agli immobili commerciali, che si assestano a 191mila euro per un -41% rispetto ai 323mila euro del 2022, che agli immobili residenziali che registrano un valore di 132mila euro per un -10% rispetto ai 147mila euro del 2022.
Alcuni fattori in controtendenza
In controtendenza, invece, gli immobili industriali il cui valore di riferimento è pari a 697mila euro per un +4% rispetto ai 667mila del 2022, così come gli impianti sportivi la cui base d’asta media risulta essere pari a 917mila euro per un +71% rispetto ai 536mila euro del 2022.
Bene Trentino e Lombardia
In relazione alle regioni, il Trentino-Alto Adige risulta in testa tra le zone nelle quali sono localizzati i lotti il cui valore medio di base d’asta su scala nazionale è stato mediamente più alto, con un complessivo di 265mila euro (a differenza dei 241mila euro al 31 dicembre 2022, +10%).
Seguono l’Emilia-Romagna (253mila euro, +28%), la Toscana (221mila, +1%) e il Lazio (220mila, -26%).
Nelle ultime posizioni il Molise (105mila euro, -20%) e la Calabria (116mila, -12%).
In merito poi al valore della somma di base d’asta complessiva a livello regionale, la Lombardia al termine del 2023 si assesta su un complessivo di 3,3 miliardi di euro (-3% sullo stesso periodo 2022 che registrava un valore di 3,4 miliardi).
Seguono il Lazio, con 2,7 miliardi, ed Emilia-Romagna e Toscana con 1,9 miliardi.
A livello provinciale, la Città Metropolitana di Roma risulta prima con un valore di 2,1 miliardi di euro (-34% sul 2022 che registrava 3,2 miliardi), seguita a notevole distanza da Perugia e Milano, rispettivamente con 652 e 602 milioni di euro.