Il 2026 sarà l’anno di svolta per il credito al consumo.
Dopo un 2025 chiuso con una crescita delle erogazioni del 2,4%, più contenuta rispetto al +8,1% dell’anno precedente, il credito al consumo mostra nuovi segnali di accelerazione nel primo trimestre del 2026 (+4,9%).
Una ripresa che arriva però in un contesto profondamente diverso: oltre all’incertezza economica e geopolitica, il settore si prepara infatti all’entrata in vigore della nuova Direttiva europea sul credito ai consumatori (CCD2), destinata a modificare processi, valutazione del merito creditizio e tutela dei clienti.
«L’anno in corso è quello in cui vedrà la luce il nuovo quadro normativo di derivazione europea in materia di credito ai consumatori. Verranno introdotte nuove forme di tutela a favore dei consumatori, tese a garantire maggiore trasparenza, piena consapevolezza degli impegni che si assumono sottoscrivendo un finanziamento e prevenzione dei fenomeni di eccessivo ricorso al credito – racconta Cesare Colombi, Presidente di Assofin. Gli intermediari finanziari saranno tenuti ad adeguarsi, aggiornando alcune prassi in uso e rafforzando, tra gli altri, i presidi adottati in fase di valutazione del merito creditizio: si tratta di cambiamenti necessari che l’industria auspica di potere svolgere disponendo di una cornice normativa chiara e certa, che riduca al minimo gli spazi potenzialmente oggetto di interpretazioni diverse».
Il mercato rallenta ma resta solido
Nonostante la timida crescita, il settore ha confermato la capacità di mantenere un equilibrio tra domanda, qualità del credito e prudenza nell’offerta.
«La rischiosità del portafoglio resta sotto controllo, su valori fisiologici, anche in uno scenario di grave incertezza, dettato dal contesto economico e geopolitico: l’inasprimento dei dazi da parte della amministrazione americana ha infatti influito sulla fiducia dei consumatori, impattando in particolare sulla componente dei beni durevoli – sottolinea Colombi –; e nei primi mesi del 2026 si è assistito a un brusco calo di fiducia tra i consumatori legato alle prevedibili conseguenze della guerra in Medio Oriente.
Ciò nonostante, si è registrata una moderata espansione dei consumi delle famiglie, grazie anche alla decisa ripresa delle immatricolazioni di auto. In linea generale, ci aspettiamo un andamento positivo per il mercato nel corso dell’anno, anche se la crescita rimarrà con ogni probabilità contenuta, in ragione del mantenimento di politiche di offerta prudenti e di una domanda condizionata dalla riduzione del potere d’acquisto».
Prestiti personali e cessione del quinto protagonisti del mercato
Lo scorso anno, a trainare il mercato sono stati prestiti e cessione del quinto, che insieme hanno rappresentato la metà delle erogazioni complessive.
I prestiti personali, in particolare, rappresentano la componente principale del mercato del credito al consumo in termini di erogazioni: hanno fatto registrare una crescita del +9,3% nel 2025, proseguita a un ritmo più ridotto nel primo trimestre 2026 (+4,1%) a fronte di una maggiore cautela sia sul fronte della domanda sia su quello dell’offerta.
«Ciò che salta maggiormente all’occhio – avverte Colombi – è che quasi il 40% delle operazioni sono di credito rotativo non finalizzato (senza carta) e di importo medio molto contenuto: 600 euro contro i 13.500 euro medi dei classici prestiti personali».
Prosegue con performance positive il comparto della cessione del quinto dello stipendio e della pensione (+9,8% nel 2025 e +7,5% nel primo trimestre del 2026), che si muove in un contesto sempre più favorevole, grazie alla stipula della nuova convenzione con INPS per le operazioni di CQP e alla introduzione di nuove procedure che rendono maggiormente fluidi i processi di rinnovo delle operazioni.
«La crescente semplificazione e digitalizzazione dei processi ha portato nel 2025 a una crescita sostenuta delle erogazioni a favore di dipendenti di aziende private (+22,5%), rafforzatasi ulteriormente nel primo trimestre del 2026 (+24,8%) – precisa Colombi. Positivo anche l’andamento delle erogazioni a favore dei dipendenti del settore pubblico (+14,1% nel 2025, +3,9% nel primo trimestre 2026), mentre è risultato più debole il trend di crescita delle erogazioni a favore dei pensionati (+2,2% nel 2025 e +2,4% nel primo trimestre del 2026).
Finanziamento auto: mercato in ripresa, verso la sostenibilità
Segnali di ripresa all’orizzonte anche per i prestiti finalizzati al comparto auto/moto. Nonostante il calo a fine dello scorso anno (-3,2%), influenzato dalla diminuzione dei finanziamenti destinati all’acquisto di auto nuove e solo parzialmente compensato dalla crescita di quelli finalizzati all’acquisto di veicoli usati, nel primo trimestre del 2026 tutte le tipologie di finanziamento (per auto nuove, usate e motocicli) risultano in crescita.
«Il mercato della mobility sta vivendo un periodo di incertezza – osserva Colombi –, ma un importante impulso a questo segmento di mercato è dato dalle erogazioni a favore della mobilità sostenibile: +35,9% nel 2025 e +48% nel primo trimestre 2026».
Inoltre, i prestiti finalizzati ad acquisti di ciclomotori hanno mantenuto i volumi di erogato nel 2025 (+0,5%) e fanno registrare una lieve ripresa nel primo trimestre del 2026 (+1,7%), in linea con l’andamento delle registrazioni.
Gli altri finalizzati restano stabili, ma emergono nuove formule
Le erogazioni che riguardano gli altri prestiti finalizzati, nel complesso, risultano invariate rispetto all’anno precedente (+0,4%), ma con andamenti piuttosto diversi tra i sotto-segmenti che compongono l’aggregato. I finanziamenti per mobili/arredo, che nel 2025 hanno fatto registrare una crescita zero nonostante la presenza degli incentivi governativi come il bonus mobili, si riprendono nel primo trimestre 2026 (+3,4%).
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di luglio/agosto 2026 di AziendaBanca. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.
