Credito alle famiglie. Scatta la selezione per un credito di qualità

Assofin credito al consumo 2022
Cesare Colombi, Presidente di Assofin

Il credito al consumo cresce, ma le banche e gli intermediari sono sempre più selettivi nell’erogazione dei prestiti.

Il 2022 segna il ritorno ai volumi pre-pandemia per questo mercato (+10,7% sul 2021 e +0,8% sul 2019), il numero di operazioni finanziate è aumentato (+7,2%) e a trainare la crescita sono i prestiti personali, che abbracciano nuovi modelli distributivi completamente digitali.

«Nel 2022 si è conclusa la fase di rimbalzo del credito al consumo, a seguito della netta flessione registrata nella fase più cupa della pandemia – racconta Cesare Colombi, Presidente di Assofin. Le erogazioni hanno continuato a crescere a doppia cifra rispetto all’anno precedente, riuscendo per la prima volta, a fine anno, a raggiungere i volumi pre-pandemia.

Tuttavia, il mercato italiano ha mostrato un incremento dei flussi inferiore rispetto a quello europeo nel suo complesso (+14,3%)».

La crescita rallenta?

Le buone performance sono da attribuire principalmente a una maggiore vivacità della domanda di finanziamenti da parte delle famiglie, tornata ai livelli del 2019.

«Anche se – sottolinea Colombi – nell’ultimo quadrimestre dell’anno si è assistito a un graduale rallentamento della crescita (+2,2% la variazione sull’anno prima), in linea con il peggioramento del clima economico generale».

Più rifiuti dagli intermediari

Il rallentamento è legato a nuovi trend: in primis, la stringente regolamentazione prudenziale che vuole mitigare i rischi di default dei portafogli di credito, oltre all’oggettiva fragilità di una parte della clientela di fronte al nuovo quadro macroeconomico.

«Si registra quindi una maggiore selettività in fase di accettazione delle domande di credito da parte degli intermediari – spiega Colombi –, a conferma di una crescente attenzione alla qualità dei portafogli.

In particolare, dopo un primo semestre di sostanziale stabilità dell’acceptance capacity, nella seconda parte dell’anno si è osservato un aumento del tasso di rifiuto».

Nessun allarme

Cosa è successo? Dopo un lungo periodo di indicatori di rischiosità del credito al consumo in miglioramento, lo scorso anno la tendenza si è invertita.

Il tasso di default ha iniziato un lieve ma progressivo aumento, in particolare dal secondo trimestre.

«La crescita, tuttavia, rimane contenuta e quindi i principali indicatori di rischio sulla qualità dei portafogli restano a livelli fisiologici – rassicura Colombi – e sono ben lontani dai valori registrati nel corso della crisi finanziaria e di quella del debito sovrano».

Cosa accadrà quest’anno

Nella prima parte del 2023, la crescita del credito al consumo resta modesta e Assofin ritiene che l’andamento non cambierà in corso d’anno.

Gravano infatti gli effetti dell’inflazione, che rallenta le spese delle famiglie, la contrazione del reddito disponibile e il rialzo dei tassi di interesse.

I prestiti personali: un 2022 in crescita

A risentirne è anche il protagonista del credito al consumo: ovvero il prestito personale.

Nel 2022 questa tipologia di finanziamento, in particolare non finalizzato, ha trainato il mercato, con una crescita del 18,7% sull’anno precedente.

Tuttavia, ora si avverte un rallentamento, per via di comportamenti più cauti lato domanda e offerta, con una riduzione degli importi medi finanziati.

«Nella prima parte del 2023, le erogazioni di prestiti personali sono tornate a ridursi: -4,6% nel primo quadrimestre, -9% nel solo mese di aprile – precisa Colombi –, sebbene il numero di operazioni di credito perfezionate con questa forma tecnica sia aumentato (+10,7% nel quadrimestre, +7,2% ad aprile)».

I beni acquistati con i prestiti personali

Attraverso i prestiti personali, i consumatori acquistano auto e motoveicoli, mobili e arredo per la casa, oltre che elettrodomestici ed elettronica.

E soprattutto si concentrano sulla ristrutturazione degli immobili e su interventi per migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni.

L’evoluzione della cessione del quinto

La CQS si merita una menzione a parte: nel 2023 si conferma infatti il prodotto con importo medio più elevato e durata contrattuale più lunga rispetto ad altri finanziamenti.

Il 90% dei finanziamenti con cessione del quinto dello stipendio o della pensione, infatti, ha storicamente una durata superiore ai 5 anni.

«Nel 2022 i finanziamenti con cessione del quinto hanno registrato una crescita del 5% e l’evoluzione ha beneficiato, tra l’altro, delle partnership tra operatori specializzati e banche generaliste, del rafforzamento e maggiore qualificazione delle reti degli intermediari, oltre che della digitalizzazione dei processi – evidenzia Colombi.

A trainare la crescita sono le erogazioni ai pensionati, con una quota del 46% sul totale, mentre quelle ai dipendenti privati rappresentano un quinto delle erogazioni complessive.

I flussi destinati ai dipendenti pubblici, invece, hanno mostrato un calo, seppure contenuto, rispetto ai volumi erogati nel 2021».

Cambia la percezione del prodotto

Appare sempre più evidente, quindi, la funzione sociale di questa forma tecnica, che favorisce l’inclusione finanziaria di precisi segmenti di popolazione, come i pensionati.

«Inoltre, grazie agli interventi regolamentari e alle conseguenti prassi virtuose adottate dagli intermediari, si sta dissolvendo lo stigma nei confronti di questo prodotto – aggiunge Colombi –, che in passato veniva considerato, a torto, uno strumento a cui ricorrere solo in mancanza di alternative».

Finanziamenti fully digital: cresce l’offerta

Cambiano anche i modelli distributivi e lo scorso anno si sono consolidati i trend già in atto, e accelerati dal Covid, che hanno portato alla ribalta i canali digital al fianco degli altri canali diretti, come le agenzie e le filiali.

«Anche in relazione a una crescente propensione della clientela a sottoscrivere contratti di finanziamento fully digital, è cresciuta l’offerta digitale di credito al consumo: la quota di volumi collocati 100% online è passata dall’11% al 13% per i prestiti personali – chiarisce Colombi – e dall’8% al 9% per gli altri prestiti finalizzati, sostenuta in quest’ultimo caso dall’aumento dell’e-commerce».

La CQS pronta alla distribuzione online

Se si guarda al numero di operazioni finanziate online, salgono al 15% i prestiti personali e al 23% gli altri finalizzati.

«Si osserva anche un iniziale collocamento via web per la cessione del quinto dello stipendio e della pensione (1% dei flussi), percentuale destinata ad aumentare man mano che verranno realizzati alcuni progetti attualmente in corso da parte di alcune tra le principali amministrazioni terze cedute (ATC) – prosegue Colombi –, che prevedono la piena digitalizzazione dei processi di onboarding».

Il BNPL e la regolamentazione sul credito al consumo

In generale, la tecnologia si conferma come un importante driver di innovazione nei processi di erogazione del credito ai consumatori.

E il regolatore tiene conto di questa evoluzione anche nelle sue considerazioni sul buy now pay later, che dovrebbe rientrare nella normativa del credito al consumo, portando con sé tutte le adeguate tutele al consumatore finale.

«Dopo la crescita a ritmi impetuosi degli ultimi anni, le operazioni di BNPL hanno subito un ridimensionamento, legato all’aumento dei tassi di interesse che rende difficile, per gli intermediari, avanzare proposte appetibili per i clienti che garantiscano, al contempo, un’adeguata marginalità – conclude Colombi.

In prospettiva futura, inoltre, il previsto assoggettamento di queste operazioni alla normativa sul credito ai consumatori farà venire meno uno dei principali driver del loro successo, ovvero l’estrema semplicità di offerta».

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di giugno 2023 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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