Educare e coinvolgere, diventando un punto di riferimento per la gestione del denaro e non solo. Potremmo riassumere così la strategia delle molte app e servizi bancari digitali che si rivolgono ai giovani e ai minorenni. Se guardiamo allo scenario internazionale, le iniziative sono davvero numerose e molte non riescono a superare la fase di startup. Tutte, però, si sono trovate di fronte alla stessa sfida della banca: conquistare un pubblico di nativi digitali. Vediamo come.
Educare al denaro
La cosiddetta EduTech (l’utilizzo della tecnologia a scopo formativo) sta crescendo in modo importante, anche in Italia. Chi ha avuto modo di interagire con un’app di questo tipo avrà notato che si basa sui classici meccanismi di “gamification”: trasformare l’apprendimento in un gioco, con tanto di punti e ricompense. E poco importa che si tratti di imparare concetti teorici o di svolgere con successo un compito: a una buona azione corrisponde una ricompensa.
Per i più piccoli
L’EduTech sta letteralmente fiorendo nel segmento dei bambini, compresi quelli in età prescolare. Con un pizzico di cinismo, non è difficile capire il perché: in una giovane famiglia di oggi, lo smartphone è una presenza costante per buona parte del tempo. I più piccoli vedono i genitori maneggiare dispositivi digitali e chiedono di fare lo stesso: tablet e smartphone, ci piaccia o no, finiscono sempre più spesso tra le mani di bambini anche molto piccoli, che li utilizzano con grande naturalezza.
Ecco perché diverse aziende hanno deciso di sviluppare app e contenuti ad hoc per i bambini, con formati capaci di unire apprendimento e intrattenimento. Una di queste è l’italiana Marshmallow Games, che ha appena concluso un round di finanziamento da 2 milioni di euro: dal 2014 a oggi ha lanciato 20 app con 2 milioni di download, riscuotendo un particolare successo in USA e in Cina.
E proprio dall’Asia arriva un esempio in ambito bancario. Mellow è una app per minorenni, con una grafica decisamente cartoonesca, che propone una serie di quiz e di giochi per imparare i concetti base che ruotano intorno al denaro e alla gestione delle spese. Ai più grandicelli (ma sempre al di sotto dei 18 anni), Mellow consente di richiedere una carta prepagata, utilizzabile sotto lo stretto controllo dei genitori.
Sotto la guida di mamma e papà
L’idea di permettere ai genitori di guidare via app l’approccio dei figli al denaro è comune a moltissime neobanche e banche digitali, che hanno creato una versione “junior” dei loro servizi, attivabile dai genitori. I figli ricevono del denaro da gestire (la “paghetta digitale” è una funzionalità apprezzata) sotto la guida degli adulti, che spesso possono assegnare via app delle “missioni” da completare per ricevere delle ricompense. In Italia Flowe, Revolut, Enel X Pay e Hype offrono versioni per minorenni dei loro prodotti, anche se la scelta “educativa” è stata sposata, con modalità diverse, solo da alcune di loro.
Il caso scuola di Imagin
Dall’estero, invece, arrivano diverse esperienze interessanti. A fare scuola è ancora la Imagin di CaixaBank. Si rivolge ai minorenni dai 12 ai 18 anni ed è una app non-bancaria. O meglio: offre musica, video esclusivi, eventi, concorsi e anche servizi bancari. Ma non è obbligatorio attivare questi ultimi per godersi tutto il resto. L’idea di Imagin è accompagnare il giovane nella sua crescita: i contenuti cambiano con l’aumentare dell’età e prevedono sempre aspetti educativi e formativi su temi come la sostenibilità e la gestione del denaro. Imagin ha dimostrato di sapere restare in sintonia con le ultime mode: oltre ad avere una presenza fisica con il suo Café, di recente ha messo piede anche nel metaverso. Il tutto mantenendo i servizi bancari opzionali: l’utente può attivare in qualunque momento una carta prepagata che diventerà poi, al compiere dei 18 anni, un conto bancario digitale vero e proprio. Ma potrebbe anche non farlo mai.
L’EduTech “as a Service”
In Svezia, invece, troviamo la startup Gimi, che offre un proprio servizio di educazione finanziaria per i giovanissimi e lo propone anche “as a Service” alle banche tradizionali. Gimi permette ai genitori di collegare il proprio conto corrente (via open banking!) alla carta ricaricabile dei figli. Per i più piccoli sono previste delle attività con denaro virtuale, mentre per la versione da grandicelli il denaro viene effettivamente trasferito. La app comprende una serie di attività e strumenti per imparare a usare il denaro. Ad aprile 2022, Gimi è stata scelta da ABN Amro per lanciare una app di educazione finanziaria per bambini tra i 7 e i 13 anni sul mercato olandese.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di luglio/agosto 2022 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.