
L’UIF, l’Unità di Informazione Finanziaria di Banca d’Italia che esercita le funzioni di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, lancia un nuovo campanello di allarme per evidenziare gli affari che la criminalità organizzata sta sviluppando grazie all’emergenza Covid-19.
La Banca d’Italia ritorna sul delicato argomento delle infiltrazioni criminali - già affrontato lo scorso aprile - integrandolo con nuovi elementi utili a favorire la segnalazione delle operazioni sospette nel contesto della crisi da Covid-19 da parte dei soggetti segnalanti.
L’elenco delle possibili operazione sospette è lungo, a testimonianza che il perdurare della situazione emergenziale grava sempre più sulle imprese e sulle famiglie aumentando le tensioni finanziarie e la debolezza del tessuto economico.
In altre parole, il prolungarsi di tale scenario spiana la strada alla criminalità organizzata che trova terreno facile per porre in essere le proprie attività.
Il Covid-19 facilita le infiltrazioni criminali
Le infiltrazioni criminali possono annidarsi un po’ ovunque come, ad esempio, con riferimento alle detrazioni fiscali a fronte dell’esecuzione di specifici interventi che prevedono la possibilità di cedere in maniera generalizzata i relativi crediti di imposta, al fine di agevolarne la monetizzazione. I rischi possibili in tale ambito sono riconducibili a tre categorie:
- l’eventuale natura fittizia dei crediti stessi;
- la presenza di cessionari dei crediti che pagano il prezzo della cessione con capitali di possibile origine illecita;
- lo svolgimento di abusiva attività finanziaria da parte di soggetti privi delle prescritte autorizzazioni che effettuano plurime operazioni di acquisto di crediti da un’amplia platea di cedenti.
Sono molti gli elementi da attenzionare
Altri elementi che l’UIF invita a tenere in considerazione sono: il profilo di coloro che presentano le istanze di ammissione ai benefici, specie se noti per il coinvolgimento in indagini o per la connessione con contesti criminali; l’eventuale riluttanza a fornire le informazioni necessarie per la concessione del beneficio richiesto, così come la comunicazione di dati inattendibili ovvero non coerenti con le finalità e i contenuti della misura attesa; il riscontro di anomalie nella documentazione presentata, come ad esempio incongruenze, alterazioni o contraffazioni; la presenza di soggetti che, anche operando in veste di consulenti, sembrano assumere una regia unitaria dell’operatività rilevata o ricorrono ripetutamente nelle varie fasi strumentali all’ottenimento delle misure di sostegno; l’esistenza di collegamenti con Paesi o aree geografiche a rischio elevato.
Un ulteriore punto di attenzione riguarda il settore sanitario pubblico e privato, il crescere della diffusione dei vaccini potrebbe causare l’insorgere di interessi economici da parte di gruppi criminali e quindi di tipologie di illeciti simili ad altre già individuate in connessione con la pandemia, quali manovre speculative, fenomeni corruttivi, condotte fraudolente o distrattive con riferimento al commercio di vaccini, delle loro componenti, di test per la rilevazione di positività al virus o di falsi medicinali.
Occorre poi prestare attenzione alle transazioni online, sempre più diffuse, e agli strumenti con i quali queste vengono perfezionate.
In estrema sintesi: la lista delle possibili infiltrazioni criminali in epoca Covid-19 è davvero lunga. E richiederà l'adeguamento degli strumenti e del software antiriciclaggio.