Una banca “scientific”, in cui l’innovazione è un processo continuo

Marianna Leoni, Managing Director Strategy & Consulting di Accenture

Imporsi come scientific company. È uno degli step della strategia di “twin transformation” tracciata da Accenture per le banche italiane come strada per riconquistare redditività investendo contemporaneamente su tecnologia e sostenibilità. Essere una scientific company significa diventare un’azienda in grado di innovarsi continuamente facendo leva su quattro elementi:

  • una Ricerca & Sviluppo (R&D) agile;
  • il potere dei dati;
  • la capacità di anticipare i trend futuri;
  • lo sviluppo e l’adozione di nuove competenze, soprattutto in ambito STEM.

Dare agilità all’R&D

Mettere l’innovazione al centro significa innanzitutto considerarla parte integrante dell’azienda, e non un tema da affidare a divisioni o laboratori creati internamente ad hoc per studiare l’evoluzione tecnologica, ma che lavorano senza interagire con le altre anime della banca. «Non si può innovare restando legati a logiche di silos organizzativi interni – spiega Marianna Leoni, Managing Director Strategy & Consulting di Accenture –, occorre invece superarli, creando un’alchimia tra persone e competenze diverse. Per arrivare a una visione unitaria strategica sui progetti della banca, liberando la creatività grazie all’inclusione di tutti i punti di vista». Una contaminazione collaborativa che deve anche uscire dal perimetro della banca. L’approccio tradizionale, che vede nelle soluzioni sviluppate in-house un vantaggio competitivo, è ormai superato dalla realtà dei fatti. Oggi l’ampia offerta proveniente da FinTech e da partner tecnologici più consolidati si basa sulla rapida integrazione di soluzioni che interagiscono tra loro e si scambiano i dati. Il problema, piuttosto, è come orientarsi tra tutte le alternative a disposizione. «Servono figure competenti e con una visione ampia sia degli obiettivi di business della banca sia dello scenario tecnologico – commenta Leoni – che mantengano il contatto tra la banca e il mondo esterno, facendo uno scouting pragmatico delle opportunità sul mercato che rispondono alle esigenze dell’azienda banca».

Il potere dei dati

Ad alimentare i progetti di innovazione saranno certamente i dati. Il cui pieno valore per la clientela finale è in buona parte ancora tutto da esplorare. Le banche si sono certamente dotate di policy di governance e di gestione dell’informazione, ma guidate soprattutto da obblighi di compliance. Gli strumenti adottati non sono solo una voce di spesa, ma aprono nuove opportunità. Le banche dispongono già di dati tracciati e organizzati, che potremmo definire “autorevoli”, a cui applicare analytics e intelligenza artificiale. Ma ha a disposizione anche molte altre informazioni che non sa ancora utilizzare e, in alcuni casi, non sa neppure di possedere. La strategia di “data power” deve quindi innanzitutto puntare a valorizzare queste fonti interne. Rivolgendosi a quelle esterne quando necessario, per dati che la banca oggettivamente non ha, come ad esempio i rating ESG.

GRAF Accenture

Imparare dal futuro (grazie a dati inclusivi)

Collegandosi al dibattito in corso sull’etica dell’intelligenza artificiale, Accenture sottolinea che i dati devono essere inclusivi. Se le decisioni della banca, in futuro, si baseranno sempre più sugli analytics, è essenziale che le informazioni presenti nei portafogli della banca non siano soggette a bias. Il rischio è che nel campione non siano presenti eccezioni, anomalie o casistiche poco frequenti. E una base dati non inclusiva rischia di rendere poco efficaci le azioni mirate ad anticipare i trend futuri, digitalizzando i controlli di compliance, oppure per anticipare i rischi grazie agli analytics. Questo processo di rinnovamento deve necessariamente essere graduale, perché i sistemi informativi delle banche hanno una lunga storia e non è semplicemente possibile cambiare tutta la tecnologia da un giorno all’altro, per ripartire da zero. L’approccio corretto è quindi investire su quei processi che man mano diventano prioritari: il successo di ogni singolo progetto aiuta a diffondere la cultura del cambiamento in azienda, rafforzando la fiducia nell’innovazione e convincendo il business a valutare nuovi concetti e approcci. Raccontare il successo è un driver di crescita per la cultura aziendale».

Nuove competenze in banca

E per il cambiamento culturale serve anche l’ingresso di nuove competenze, soprattutto tecnologiche. Che dovranno affiancare, e non sostituire, quelle strettamente bancarie, che sono un patrimonio prezioso da arricchire con attività di reskilling e upskilling. In modo da accelerare la diffusione in azienda delle tematiche più innovative. «Un partner come Accenture può aiutare nella formazione delle persone – conclude Leoni – e nello spiegare come integrare l’innovazione con i requirement specifici del settore bancario. La twin transformation delle banche è un percorso a lungo termine, in cui gli istituti finanziari dovranno reagire rapidamente a uno scenario tecnologico e di mercato in continua mutazione. È meglio affrontarlo con un partner di fiducia».

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di settembre 2021 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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