Banca Profilo verso l’iperconvergenza

Banca Profilo Nutanix

Banca Profilo ha sostituito il 90% dell’infrastruttura IT e guarda a virtualizzazione e cloud per il futuro.

Tecnologia al centro

L’esigenza di un nuovo cambio di rotta verso l’iperconvergenza nasce nei primi mesi del 2020, in piena pandemia, in linea con il nuovo Piano Industriale che pone al centro lo sviluppo tecnologico e l’ammodernamento dell’intera infrastruttura hardware. Su questi, infatti, poggiamo i servizi di trading e finanziari della banca gestiti in house, che dialogano a loro volta con i servizi in cloud di Tinaba (business consumer di Banca Profilo) e con quelli in outsourcing presso il CSE.

La scelta ricade su Nutanix

«Una volta stabilito che ci saremmo orientati verso soluzioni iperconvergenti che garantiscono agilità e scalabilità – racconta Paolo Muselli, Vice Direttore Generale CTO e Responsabile Sistemi e Operations di Banca Profilo – la scelta di Nutanix, tra le diverse opzioni sul mercato, è avvenuta in tempi molto brevi, appena un mese tra il primo contatto e la selezione: è la soluzione che ci assicura il miglior rapporto tra costo e prestazioni».

Un investimento strategico

L’investimento è importante ma strategico. Banca Profilo ha sostituito dunque quasi tutta la sua infrastruttura (90%), del CED e del sito secondario, installando in totale 8 nodi Nutanix NX-8235-G7, con processori Intel Xeon 4214R e con storage ibrido: flash e dischi presso il sito primario, solo dischi in quello di Disaster Recovery.

«Il deployment delle macchine è stato fatto in poche settimane e senza nessun disservizio – afferma Francesco Bracchi, Vice Responsabile Sistemi e Operations di Banca Profilo – e anche la migrazione dell’hypervisor sulla nuova infrastruttura non ha dato nessun problema: gli utenti non si sono nemmeno accorti dei lavori in corso».

Vantaggi immediati

Banca Profilo ha registrato subito i primi vantaggi: risparmio in termini di spazio e un livello di Disaster Recovery più efficace.
«Sappiamo bene di poter scendere dalle attuali 4 ore ai pochi minuti richiesti dalle nuove architetture – prosegue Bracchi – ma vista la delicatezza del nostro business e le certificazioni necessarie è opportuno procedere con prudenza per arrivare in poche settimane a questo risultato».

Progetti per il futuro

Per i prossimi mesi è già stato delineato il percorso tecnologico: prima l’ottimizzazione dello strato software, poi l’apertura prudente ma necessaria verso il cloud. «Vogliamo fare questo pezzo di strada insieme a Nutanix – conclude Muselli –, perché condividiamo lo stesso spirito pionieristico della multinazionale e perché ci piace il loro modello architetturale: semplice da gestire, performante, agile e scalabile. Inizieremo con un progetto pilota su un sistema non critico in ambito multicloud, per valutare costi, benefici e modalità di gestione. Continueremo poi a modernizzare l'infrastruttura IT per renderla totalmente iperconvergente».

 

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