Non poteva esserci un momento migliore per affrontare la nuova sfida del "cambiamento genetico" della banca. La frase a effetto è di Giuseppe Castagna, Amministratore Delegato di Banca Popolare di Milano, alla presentazione delle iniziative per il 150esimo anniversario della fondazione della banca: iniziative che vedono al centro proprio Milano, possibile polo di una nuova, futura aggregazione ancora da ipotizzare, ancor prima che definire. Tutti i compleanni, d'altronde, stimolano a fare il punto di quanto si è fatto e il 2015, con il decreto sulla governance delle popolari e il recentissimo ritorno all'utile di BPM, sarà molto probabilmente un "compleanno da ricordare".

Milano e il territorio al centro
Iniziamo con la campagna di celebrazioni messa in programma dalla banca, sotto lo slogan “il futuro è di chi lo fa”: attività di comunicazione, come l'esposizione di grandi striscioni celebrativi alla sede storica di Piazza Meda e all'esterno della chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, splendida chiesa la cui ristrutturazione, da completarsi tra circa un mese, sarà uno dei "regali" della banca alla città. Tutte le iniziative hanno in comune la centralità della città di cui la banca prende il nome e del territorio di riferimento, a sottolineare quello storico legame banca-territorio alla base dell'esperienza delle banche popolari italiane.
150 figurine con il Corriere (e un francobollo)
In collaborazione con il Corriere della Sera, ad esempio, la Popolare di Milano ha ideato una collezione di figurine di personaggi che hanno reso storica Milano: con tanto di album per raccoglierle, le figurine (150, ovviamente, disegnate dal vignettista del Corrierone Emilio Giannelli) saranno distribuite gratuitamente ogni venerdì con Sette, allegato settimanale del quotidiano di Via Solferino. Altre figurine potrebbero aggiungersi in futuro, su segnalazione dei milanesi che volessero celebrare un “cittadino qualunque” (un maestro, un negoziante, un vigile…) che ha conquistato un posto nel cuore di un quartiere. Un appuntamento ulteriore è l’11 aprile, data della prossima Assemblea dei Soci, quando sarà annullato il francobollo celebrativo dello storico compleanno della banca.
Giarda: un “miracolo” la trasformazione in SpA
Le celebrazioni prevedono anche un tour di 10 tappe sul territorio per raccontare storia e progetti della banca: contestualmente BPM ha anche debuttato su Facebook e Twitter, calcando anche le piazze virtuali oltre a quelle fisiche. Ma il compleanno, come detto, non può non confrontarsi con la stringente attualità della riforma delle banche popolari con più di 8 miliardi di attivo. Un tema affrontato subito in modo chiaro da Piero Giarda, Presidente del Consiglio di Sorveglianza, secondo cui «la trasformazione in SpA sarà un miracolo. L’esperienza delle banche popolari italiane ha dimostrato che lo spirito democratico e cooperativo del voto capitario può convivere con principi di efficienza, redditività e con il sostegno economico ad imprese che cercano profitto e si finanziano senza passare dall’equity. L’incompatibilità teorica tra questi due elementi è da sempre oggetto di analisi accademica, adesso il legislatore ne ha fatto anche una incompatibilità giuridica: gestiremo la mutazione senza venire meno allo svolgimento del nostro ruolo sociale».

Anolli: proseguiremo sul percorso degli ultimi mesi
Sul tema è tornato anche Mario Anolli, Presidente del Consiglio di Gestione, che ha tratteggiato il percorso «dalla ricapitalizzazione, con un aumento di capitale da 500 milioni, alla rimozione degli add on patrimoniali da parte di Banca d’Italia dopo tre anni fino ai risultati dell’AQR e al bilancio 2014, che ci ha visti tornare all’utile e al dividendo, classificandoci tra le due migliori performance dell’Eurostoxx per il mercato bancario. Abbiamo fatto un importante cambiamento culturale per passare sotto la Vigilanza della BCE e mi auguro che saremo ora in grado di proseguire il percorso imposto dalla nuova normativa altrettanto bene e con la consapevolezza sia dei 150 anni di storia sia della solidità e della credibilità conquistate anche con l’ultimo bilancio».
Al centro di nuove, future aggregazioni?
Il decreto sulle Popolari, quindi, «non cambierà il DNA e l’anima di Banca Popolare di Milano – ribadisce Castagna – non ci aspettavamo questa azione del Governo proprio alla fine del nostro percorso di risanamento, ma non potevamo pensare a un momento migliore per un cambiamento così epocale. Oggi siamo tra le banche più forti del Paese, radicati in uno dei territori più ricchi d’Europa. Altre realtà cittadine hanno generato in passato grandi banche e io penso che l’Italia abbia bisogno non di due, ma di diversi grandi istituti capaci di sostenere l’economia anche in anni difficili come quelli appena passati. Milano può restare al centro dello sviluppo economico e imprenditoriale del nostro Paese, anche con un nostro ruolo centrale in un eventuale nuovo progetto di aggregazione e di crescita. All’Assemblea dell’11 aprile, comunque, non si parlerà di fusioni o trasformazioni, ma risponderemo ai dubbi e alle domande degli stakeholder».