Per comprendere il concetto di “sostenibilità”, così come messo in pratica da Banca Etica, occorre compiere uno sforzo e modificare la classica prospettiva con la quale si guarda al tema applicato al sistema bancario. Banca Etica, infatti, nasce proprio con l’obiettivo della sostenibilità (per iniziativa di realtà del terzo del settore; alcune sono per esempio Legambiente e WWF). «Siamo – spiega il Direttore Generale, Alessandro Messina – ontologicamente orientati alla sostenibilità, nella sua accezione più ampia, ossia ambientale e sociale allo stesso tempo. L’uso delle risorse finanziarie viene studiato per non nuocere né all’ambiente né alla società. Diamo credito a quei progetti che mirano a migliorare la qualità della vita delle persone nel rispetto della sostenibilità per portare cambiamenti virtuosi dei modelli produttivi». La sostenibilità in Banca Etica si sostanzia soprattutto nella selezione delle iniziative a cui fare credito. I criteri di valutazione per il sostegno alle imprese non sono solo economici e finanziari, ma anche ambientali, grazie all’analisi di specifici parametri (fonti di energia, politiche di efficienza energetica, di mobilità, etc.). Questa valutazione viene applicata a tutte le persone giuridiche (ditte individuali escluse). Banca Etica ha strutturato una procedura, riconosciuta da Banca d’Italia, che coinvolge anche i propri soci. «In una fase della pratica di fido, vengono “attivati” dei soggetti volontari, che eseguono le analisi di sostenibilità ambientale recandosi in visita presso le aziende e strutturano le risposte del questionario socio-ambientale. Stiamo parlando di una attività che viene svolta in modo volontario». Va a questo proposito precisato che Banca Etica vanta 40mila soci: alcuni di questi - circa 2.500 – partecipano alla vita associativa e si riuniscono attraverso i circa 100 Git, Gruppi di Iniziativa Territoriale. A loro sono affidati diversi compiti, tra i quali per esempio la promozione della finanza etica nella comunità. Tutti ovviamente prendono parte alla vita democratica della banca. Alcuni, poi entrano anche nei processi operativi e si impegnano proprio nell’attività “cuore” di Banca Etica, l’erogazione del credito. I soggetti vengono formati sia in aula sia a distanza, e le attività di supporto all’analisi delle aziende avvengono in sinergia con la struttura operativa della banca. In alcuni casi, si pensi alle aziende di dimensione più rilevante, o a situazioni particolarmente delicate, all’analisi del socio viene affiancata una valutazione più tecnica attraverso modelli mutuati da Etica SGR. «Tutti i prestiti vengono valutati secondo criteri di sostenibilità economica, sociale e ambientale e l’analisi ha una validità di due anni. Il primo check è quello più lungo e complesso, mentre la relazione ordinaria aiuta poi la banca a capire come l’azienda si comporti e quale reputazione vanti nei confronti degli stakeholder». Per la massima trasparenza, Banca Etica è l’unica banca in Italia, e tra le poche al mondo, a pubblicare online i finanziamenti erogati alle persone giuridiche. “Con i miei soldi” è lo spazio web dove soci e clienti possono verificare come viene impiegato il loro risparmio. «Anche questo elemento – precisa Messina – aiuta a tenere basso il livello di rischio».
Anche i fondi soggetti all’analisi socio-ambientale
La sensibilità nei confronti della sostenibilità ambientale e sociale, lo dimostrano gli studi e Messina ne è convinto, è un fattore che tiene basse le sofferenze sul credito (che per Banca Etica sono pari all’1%-sofferenze nette). «Nel lungo periodo, è acclarato che politiche ambientali e sociali e buone performance hanno un rapporto virtuoso». Questa logica viene applicata nelle scelte quotidiane anche da Etica SGR, la società del Gruppo Banca Etica che gestisce il risparmio attraverso fondi comuni di investimento aperti. «Nata 14 anni fa, Etica SGR si è proposta con i fondi socialmente responsabili, ossia ha scelto di investire in titoli quotati selezionati in base ad analisi socio-ambientali. Il portafoglio ha iniziato a formarsi con questa prospettiva, e oggi siamo leader in Italia per i fondi socialmente responsabili, e il secondo miglior gestore in Europa. Anche in un periodo molto turbolento, Etica SGR ha sempre mostrato buone performance perché i titoli sono relativi a imprese sostenibili nel tempo, con un respiro a 3-5 anni». Il buon andamento di Banca e SGR (utili in crescita e pari a 4 milioni e 318 mila euro nel 2016, con 6 milioni di euro di utile del bilancio consolidato, se si considera Etica SGR; una raccolta di risparmio pari a un miliardo e 227 milioni di euro; 970 milioni di euro di finanziamenti accordati) conferma il buon posizionamento dell’istituto nei confronti del mercato e un legame forte con la propria clientela, rappresentata in gran parte da persone che hanno una particolare attenzione ai temi della sostenibilità e che prediligono la stabilità. «Molti clienti cercano i nostri prodotti collocati anche presso altre banche perché sanno che, dietro, non vi sono logiche speculative o di puro marketing».
Un percorso che coinvolge la clientela retail
Anche il cliente retail è chiamato, dalla prima relazione con Banca Etica, già con l’apertura di un conto corrente, a precisare il suo impegno, attraverso l’indicazione dell’ambito nel quale vuole che il suo risparmio sia destinato (cooperazione internazionale, sociale, ambiente, etc). Ugualmente, le carte di credito sono progettate in modo da essere “affinity”, ossia collegate con organizzazioni dell’economia sociale e solidale che condividono i valori della finanza etica. Sempre in ottica sostenibilità sono le iniziative come i “prestiti personali per gli acquisti green”, che prevedono tassi scontati per interventi ecosostenibili da attuarsi in diversi settori: casa, auto ed elettrodomestici, spese mediche e adozioni; target under 30.
UNA RETE INTERNAZIONALE CHE PENSA ALLO SVILUPPO DELLE COMUNITÀ
I principi di finanza etica applicati da Banca Etica sono sposati, a livello internazionale, dalla Global Alliance for Banking on Value (“Thinking people before profit”, questo il suo claim), che raggruppa tutte le banche (36, compresa Banca Etica), che hanno un focus sull’ambiente. Il legame tra finanziamenti ad aziende virtuose e buone performance nel credito è confermato anche in questo caso. «A sostenerlo sono studi super partes. Inoltre, il nostro lavoro è la miglior testimonianza che questo modello di business - che da molti veniva dato, agli inizi, come impossibile da far crescere - funziona, si sostiene e performa – conclude il Direttore Generale. Senza contare che Banca Etica non ha spinte speculative; tutto l’utile viene messo a patrimonio e non distribuito».