Quasi mezza Italia è sottoservita dalle banche. Secondo un’indagine di Banca Etica sull’esclusione finanziaria, il 48% del territorio conta pochi sportelli e imprese spesso escluse dall’accesso al credito. Si tratta soprattutto delle regioni del Sud.

Resta il divario tra Nord e Sud
L’indagine è stata condotta tra il 2012 e il 2016. E ritrae un Paese ancora spaccato in due, tra Nord e Sud, guardando al numero di filiali, ATM e POS nei negozi, così come al numero di clienti che fa uso del digital banking e al numero di imprese con difficoltà nell’accesso al credito. Le regioni più servite dalle banche sono infatti Valle d’Aosta e Lombardia: qui l’esclusione finanziaria si ferma rispettivamente al 27% e 30%. Mentre Calabria, Basilicata, Campania e Sicilia sono fanalino di coda (l’esclusione è al 73% per la prima e al 68% per le altre). Tra le province che fanno peggio c’è Vibo Valentia (77,6%), ben distante da Milano (0%).
Un gap in diminuzione
Le regioni del Sud stanno però migliorando, secondo la ricerca di Banca Etica. Tanto che il divario rispetto al Nord è risultato in calo di 1,4 punti base: in parte per la contrazione del credito che ha visto protagoniste alcune province del Nord Est, ma soprattutto grazie alla ripresa del presidio bancario al Sud.
In ripresa il presidio bancario
Superando alcuni degli ostacoli principali, in primis legati al livello di istruzione, il Sud Italia ha infatti portato il presidio bancario nazionale verso un aumento di 2,9 pb. Anche se a crescere non è stato tanto il numero degli sportelli, ma piuttosto il numero dei clienti che utilizzano regolarmente i canali bancari digitali.