La sostenibilità̀ non è un’operazione di marketing, né un semplice approccio: è una modalità̀ operativa, che si innesta nell’“essere banca”, specie se la banca in oggetto è radicata dal 1842 nel suo territorio. Cassa di Risparmio di Asti attua, in primis come Direzione Mercato, con il supporto dell’ufficio Marketing e di quello Tecnico, una serie di comportamenti e strumenti per rendersi sempre più̀ “green”, sia nei confronti della sua struttura interna, che dei suoi clienti. «Penso – spiega il Direttore Mercato, Enrico Borgo – che si tratti di una scelta di vita, che da personale si fa aziendale, e viceversa. Scelte sostenibili possono diventare la normalità̀, per tutta la libera produttiva: in questo noi crediamo. La nostra volontà̀ è quella di operare in modo silenzioso, coinvolgendo, in questo percorso virtuoso, tutto il territorio. L’idea del “consumare meno”, infatti, ha ricadute positive sulle persone e sulla salute del pianeta». Il percorso di Banca di Asti è iniziato nel 2011, quando l’illuminazione della sede centrale venne collegata all’impianto fotovoltaico e portata a led. Questo approccio è stato poi replicato nelle ristrutturazioni delle singole filiali, ove possibile. Spiega a questo proposito Alberto Vercesi, Responsabile dell’Ufficio Tecnico: «Nel 2012 ci siamo posti un obiettivo: investire si parla, a oggi, di oltre 500 mila euro solo per il risparmio energetico nel segno della sostenibilità̀ in tutte le ristrutturazioni, sulle filiali sia nuove che esistenti. Attualmente abbiamo ottimizzato 30 filiali. Contiamo, entro i prossimi anni, di arrivare a regime con tutte le nostre sedi». L’esperienza, anche a livello estetico e visivo, è culminata con la realizzazione del flagship store dell’agenzia 9 di Asti, che è diventata la filiale modello e di riferimento, dotata di pavimento fotocatalitico, parete vegetata, energia elettrica fornita da impianto fotovoltaico, monitor per digital signage e, nel 2017, di colonnina per il ricarico delle auto elettriche. «Queste soluzioni sono diventate i criteri di costruzione per tutte le filiali. Ricordiamo tra l’altro la presenza del sistema di rilevazione dell’impianto fotovoltaico in tempo reale. Con l’agenzia 9 abbiamo raggiunto l’obiettivo di predisporre una filiale a impatto energetico zero: totalmente autonoma per il riscaldamento e il raffrescamento», conclude Vercesi.
Allo studio le smart cities
Banca di Asti ha poi lavorato, sempre in ottica sostenibilità̀, sulla dematerializzazione dei documenti, introducendo la firma grafometrica, e sulla riduzione degli spostamenti del personale, attraverso l’adozione di soluzioni di video communication. A conferma della sua vocazione di “banca del territorio”, l’istituto sta collaborando con il Politecnico di Torino e con l’associazione no-profit Kiron a uno studio sulle smart cities a livello europeo, in modo da proporre soluzioni al comune di Asti per ottimizzare la sicurezza e i consumi di energia. L’idea è quella di creare un prototipo da replicare poi su altri comuni della provincia. «Il progetto concentrato sul miglioramento della Piazza più̀ importante di Asti, Piazza Alfieri è molto ingaggiante e coinvolgente. Anche il Comune è interessato a valutare ciò̀ che Politecnico e Banca di Asti stanno studiando. L’obiettivo, che vorremmo condiviso, è di rendere il territorio sempre più vivibile e sicuro, sia per i cittadini che per le imprese».
Come valorizzare il patrimonio del territorio
Nel suo percorso verso politiche sempre più̀ sostenibili, la banca coinvolge anche i propri clienti: il discorso vale per esempio per i finanziamenti degli interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare. Spiega il Direttore: «Gli edifici che consumano di meno sono più̀ facilmente vendibili, ed è una caratteristica che prendiamo in considerazione nella valutazione degli investimenti». La Banca ha istituito un plafond di 150 milioni per le imprese del territorio regionale, finalizzato a interventi quali il risparmio energetico, la rimozione dell’amianto, la ristrutturazione antisismica, la bioedilizia. Gli interventi saranno supportati da una campagna di sensibilizzazione, che partirà̀ a inizio 2017 e che vedrà̀ la proroga del plafond con l’estensione dei finanziamenti anche ai privati. C’è poi tutto il mondo dell’agroalimentare: Banca di Asti è storicamente attenta a supportare il lavoro degli agricoltori. Nel 2017 questa attività̀ verrà̀ ulteriormente sostenuta attraverso l’avvio di un’iniziativa rilevante che coinvolgerà̀ l’ambito dell’agricoltura, dell’enoindustria, della ristorazione. «In questo modo andremo a valorizzare un territorio che sta “esplodendo”, in termini di rilevanza turistica, e che abbina con sempre maggiore frequenza le cantine, il patrimonio architettonico, l’enogastronomia. Per rendere la nostra offerta sempre più̀ personalizzata sulle esigenze dei clienti, abbiamo predisposto un piano formativo che prevede che i nostri professionisti vengano edotti in merito alle tematiche più̀ rilevanti del settore, che si parli di riso, formaggi, vini o di altre coltivazioni. Tutte le eccellenze».
La forza del coinvolgimento di clienti e personale
Le varie attività̀ predisposte a vocazione green sono comunicate in diverso modo, sia all’interno che all’esterno della banca. Da una parte vi è la classica comunicazione istituzionale, esplicata attraverso attività̀ di public relations. Dall’altra, lo stesso Direttore nei suoi interventi presso l’Università̀ o presso il Politecnico di Torino, trasmette ai giovani l’impegno “della banca nel sociale”. È lui stesso a ribadire: «Non si tratta di valutare solo l’aspetto economico della questione, ma l’impatto sulle scelte di vita». Nel prossimo anno Banca di Asti organizzerà̀ anche un convegno nel quale presenterà̀ ufficialmente il lavoro in corso sulle smart cities e gli obiettivi energetici raggiunti presso l’agenzia 9. Sarà il punto di arrivo di un percorso iniziato nel 2012 con il mondo della scuola. Attraverso incontri nelle scuole tecniche superiori gli studenti hanno progettato e realizzato dei prototipi aventi come ne il risparmio energetico. A livello di “back”, ossia di comunicazione delle strategie all’interno dell’istituto, Borgo tiene a precisare che in ogni incontro formativo i progetti vengono da lui stesso spiegati e condivisi tra i colleghi. «Questo lavoro è stimolante e rende tutti partecipi di un’unica realtà̀, che insiste su un territorio del quale siamo protagonisti attenti. Parlare di sostenibilità̀ significa parlare del futuro, della famiglia, della banca e delle imprese, dunque della comunità̀. Il coinvolgimento dei colleghi è il miglior strumento di comunicazione che esista».
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