È stato approvato il progetto di fusione per incorporazione in Cassa di Risparmio di Rimini (Banca Carim) di Banca Etica Adriatica (Eticredito). L’operazione, approvata dalle Assemblee degli Azionisti, è stata già autorizzata da Bankitalia.
La ragione che ha guidato Eticredito nel progetto di fusione è la necessità di sviluppo e di crescita ricercata dalla banca che, seppure in buona salute, ha delle dimensioni tali da non permetterle di potenziare la propria operatività. Per questo motivo ha scelto Banca Carim, disposta a introdurre una modifica nel proprio statuto per salvaguardare le attività che caratterizzano Eticredito: finanziamenti al terzo settore e operazioni di microcredito.
Oltre a mantenere l’operatività della sede di via Dante, saranno anche allestiti dei corner all’interno delle filiali di Banca Carim dedicati alle attività sociali tipiche di Eticredito ed è prevista la nomina di un Comitato Etico all’interno della cassa riminese, con il compito di fornire consulenza al Consiglio di Amministrazione in materia di sviluppo del credito sociale, indicando e consigliando certe tipologie di impieghi funzionali ai bisogni della città.
«Il progetto Eticredito con questo accordo non andrà svilito, ma anzi sarà valorizzato, perché, caso unico in Italia, entrerà a far parte di una delle più importanti e storiche banche del territorio, che ha condiviso la necessità di portare avanti l’iniziativa – afferma Maurizio Focchi, Presidente di Eticredito. Attraverso questa intesa avremo l’occasione di sviluppare ulteriormente il credito sociale all’interno di Carim, con risvolti positivi in prospettiva per le persone che in questo periodo di crisi hanno difficoltà ad accedere al credito. Aspettiamo quindi con fiducia di vederne i frutti».
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