La portabilità automatica del contributo del datore di lavoro discrimina i fondi pensione negoziali. È questo il parere di Assofondipensione, l’associazione dei fondi pensione negoziali, di fronte al nuovo provvedimento sulla previdenza integrativa contenuto nel DDL Concorrenza varato dal Consiglio dei Ministri dopo pochi mesi dalla introduzione sull’anticipo del TFR in busta paga e l’aumento della tassazione sui rendimenti dei Fondi Pensione.
Non c’è liberalizzazione e concorrenza...
D’altronde, secondo l’associazione, qualsiasi intento di liberalizzazione del mercato dovrebbe rispettare due presupposti: la prova che esistano la distorsione della concorrenza e la simulazione dei benefici post-intervento, sia a breve sia a medio termine. In altre parole: dimostrare che l’effetto auspicato sia a somma positiva. E, in particolare, la previsione che estende la portabilità del frutto della contrattazione collettiva, cioè del contributo datoriale, nelle intenzioni del Governo dovrebbe costituire un miglioramento delle condizioni di concorrenza nel settore.
...ma squilibrio
Questa nuova formulazione, invece, si palesa incoerente con gli obiettivi fissati dal D.Lgs. n. 252/2005: non realizza, stando all’associazione, un miglioramento delle condizioni concorrenziali del settore, ma induce uno squilibrio di posizioni relative tra i vari attori, contravvenendo ai principi generali in materia di efficacia soggettiva del contratto collettivo di lavoro.
Discriminazione per i Fondi Pensione Negoziali
Per Assofondipensione, la portabilità automatica del diritto al contributo datoriale, lungi dal creare condizioni di parità tra le diverse forme complementari, chiuse e aperte, darebbe luogo solo ad una discriminazione dei Fondi Pensione Negoziali. Innanzitutto, perché resterebbero comunque nell’impossibilità di ricevere iscrizioni provenienti da ambiti diversi da quello contrattualmente definito, a differenza dei soggetti di matrice assicurativa, che già oggi possono contare su un bacino di riferimento illimitato e sul supporto di una potente rete di vendita. Poi, perché sarà inevitabile che tale rete di vendita trasformi i lavoratori aderenti ai Fondi chiusi in una sorta di terreno di caccia preferenziale, invece di andare alla ricerca di nuove adesioni tra chi ancora non ha alcuna posizione previdenziale integrativa. In conclusione, l’effetto complessivo è a somma zero, visto che toglie a qualcuno, ciò che concede ad altri.
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