EY e IIA. Le risposte del mercato davanti ai rischi catastrofali, cyber e demografici

Le risposte del mercato davanti ai rischi catastrofali, cyber e demografici

Prevenzione dai rischi catastrofali, resilienza di fronte ai rischi digitali e inclusione assicurativa per affrontare le nuove esigenze di protezione legate all’invecchiamento della popolazione.

Sono le tre sfide alle quali deve rispondere il mercato assicurativo, secondo quanto emerso dalla ricerca “Nuove minacce, nuove strategie: Tra rischi climatici, cyber e inverno demografico”, realizzata da EY per conto dell’Italian Insurtech Association (IIA), presentata durante l’Italian Insurtech Summit 2025.

L’indagine mostra come la percezione della domanda vari sensibilmente tra le diverse aree di rischio: più positiva per le coperture contro le catastrofi naturali (NatCat), ancora limitata per il cyber risk e in crescita per la Long Term Care (LTC), secondo il panel di oltre 20 operatori (compagnie, borker e insurtech italiane).

I risultati

In particolare, oltre un quarto del campione (26%) segnala un interesse significativo nei confronti della protezione dai rischi climatici, mentre la maggioranza (42%) la considera di interesse moderato.

Sul fronte del rischio cyber, il 59% degli operatori rileva una domanda ancora bassa e solo il 6% la giudica elevata, segno di una consapevolezza in aumento ma non ancora tradotta in propensione all’acquisto.

Più dinamico il mercato LTC che mostra segnali di maturità, anche se il 55% degli intervistati vede una domanda bassa e il 35% media.

Catastrofi naturali: domanda sensibile al prezzo

Lo studio conferma quindi il rischio climatico si conferma tra le minacce più urgenti e trasversali.

Le coperture contro le catastrofi naturali (NatCat) sono oggi parte integrante dell’offerta delle compagnie assicurative: il 79% delle aziende dichiara di averle già a catalogo, mentre soltanto il 5% è ancora in fase di valutazione.

Il mercato appare ampiamente coperto, dunque, e i margini di crescita vanno colti nei servizi accessori.

Oggi, l’80% delle compagnie propone polizze property con estensione agli eventi catastrofali, il 73% offre soluzioni stand-alone per terremoti, alluvioni e grandinate.

A queste si aggiungono prodotti dedicati al settore agricolo e soluzioni multirischio (entrambi al 40%), pensati per segmenti specifici e per protezione combinata.

Meno diffuse sono invece coperture per interruzione dell’attività (business interruption, 33%), polizze parametriche (13%) e soluzioni mutualistiche (7%), a evidenziare un divario tra potenziale innovativo e adozione effettiva.

Cyber risk: mercato polarizzato

Accanto al rischio climatico, il Cyber Risk si impone come una minaccia in rapida evoluzione, alimentata dalla crescente digitalizzazione e dall’uso diffuso dell’intelligenza artificiale.

Il 53% degli operatori ha già soluzioni a catalogo, ma il mercato appare ancora polarizzato: il 29% non considera il tema prioritario, mentre il restante si divide tra chi è in fase di valutazione o implementazione.

Le coperture più diffuse riguardano malware, ransomware e cyber estorsioni (100%), violazione dei dati (78%) e interruzione dell’attività (56%).

Tuttavia, la domanda resta debole: il 59% degli operatori la considera bassa, segno che la consapevolezza del rischio non si è ancora tradotta in una propensione concreta all’acquisto.

Per favorire la diffusione delle coperture cyber, gli operatori indicano come leve strategiche le campagne di sensibilizzazione, l’inclusione di servizi di prevenzione e monitoraggio, e la semplificazione dei prodotti.

I canali più efficaci risultano essere le partnership con provider IT e cybersecurity, seguite dai consulenti assicurativi specializzati e dalle reti agenziali tradizionali, che mantengono un ruolo rilevante soprattutto nel segmento PMI.

L’opportunità delle Long Term Care, ancora non colta

Le Long Term Care si confermano invece come risposta strategica all’invecchiamento demografico e alla crescente necessità di protezione dalla non autosufficienza: peccato la scarsa consapevolezza da parte dei consumatori e la percezione di un costo ancora troppo elevato.

Lato offerta, il 65% delle compagnie ha infatti prodotti dedicati, ma la domanda risulta ancora contenuta: il 55% degli operatori la considera bassa. I target più promettenti sono le famiglie che assistono genitori anziani, gli adulti che vivono soli e le aziende interessate a offrire benefit ai dipendenti.

Per aumentare il valore percepito delle coperture LTC, le compagnie puntano su servizi integrativi come l’assistenza domiciliare certificata (70%), il care management personalizzato (50%) e le convenzioni con RSA e strutture sanitarie (45%).

Anche in questo caso, la promozione passa attraverso canali di fiducia: agenzie tradizionali, enti previdenziali privati e consulenti finanziari.

«Il nostro settore è a un punto di svolta – ha dichiarato Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di Italian Insurtech Assocation. Le nuove minacce - dal clima al cyber, fino all’invecchiamento demografico - richiedono una riflessione profonda sui modelli di protezione. Non si tratta più solo di vendere una polizza, ma di costruire una relazione di fiducia e prevenzione con il cliente: questo è, in fondo, il significato di insurance inclusion. L’urgenza è utilizzare questi strumenti per ridurre le distanze tra mercato e persone in un Paese ancora sotto-penetrato dall’offerta assicurativa. Insurance inclusion significa trasformare la digitalizzazione in leve concrete per abbattere le barriere culturali e burocratiche e realizzare un’assicurazione realmente alla portata di tutti».

«Dalla nostra indagine emerge che il 79% delle compagnie ha già in portafoglio coperture contro le catastrofi naturali, a testimonianza di una crescente attenzione verso i rischi climatici e della capacità del settore di adattarsi a scenari sempre più complessi – ha commentato Marco Concordati, Partner Insurance di EY. Allo stesso tempo, la diffusione di soluzioni dedicate al cyber risk e alla Long Term Care, seppur meno consolidata, rappresenta un terreno fertile per l’innovazione assicurativa e per la creazione di nuove offerte in risposta a bisogni emergenti. Le compagnie hanno oggi l’opportunità di rafforzare il proprio ruolo sociale sviluppando prodotti semplici, trasparenti e integrati con servizi di prevenzione e assistenza, rispondendo così in modo concreto alle nuove esigenze di protezione. In questo contesto, la capacità di anticipare i bisogni dei clienti e di promuovere una cultura della prevenzione rappresenta un fattore chiave per la crescita sostenibile del settore».

 

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