Insurance Day: la protezione nell’era post-Covid al centro della 21esima edizione

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Sostenibilità, modelli ibridi, apertura al FinTech. Sono questi i grandi trend che deve affrontare il mondo assicurativo italiano oggi secondo quanto emerso durante la 21esima edizione dell’Insurance Day “#NextGenerationInsurance2021” organizzato da Accenture.

Lo stato di salute dell’industry assicurativa

Ad aprire i lavori è stata Maria Bianca Farina, Presidente di ANIA e Fondazione ANIA, che ha fornito uno spaccato sull’andamento dell’industria assicurativa italiana nel 2020 e le previsioni per l’anno in corso. La pandemia ha sicuramente rallentato le performance del settore: la raccolta premi complessiva nel 2020 ha registrato un calo del 4%, interrompendo la serie positiva dei 2 anni precedenti.

Business Vita

Nel 2020 i premi Vita sono scesi del 2,4% ma già nei primi 6 mesi del 2021 i dati sono in crescita, con un +15% di raccolta pari a 72 miliardi e si prevede per la fine dell’anno una raccolta positiva per 22 miliardi (+50% a/a), in particolare grazie alla dinamicità delle unit linked.

Business Danni

Anche il danni presenta un andamento negativo nel 2020, in calo dell1,3%. Ma nel primo semestre 2021 la raccolta premi ha raggiunto gli 11 miliardi, un record assoluto dove l’RC ha contribuito fortemente. La raccolta complessiva alla fine del 2021 dovrebbe superare i 144 miliardi, con un incremento del 7%. Una crescita considerevole che però non colma il gap assicurativo del Paese.

Le assicurazioni italiani sono solide...

L’indice di solvibilità dell’industry è robusto, ben superiore alla media europea. Quindi, anche se colpita dalla pandemia, il settore assicurativo è resiliente nonostante lo shock inatteso e forte. «Le assicurazioni hanno le carte in regola per affrontare i cambiamenti del prossimo futuro – commenta Farina. Anzi questo settore darà un contributo sostanziale alle sfide del Paese: in primo luogo per quanto riguarda la ripresa economica. I dati del 2021 sono confortanti e presentano tassi di crescita più alti rispetto alle previsioni. Ma non concentriamoci sull’effetto rimbalzo, piuttosto sulla solidità della ripresa, così che si confermi anche per l’anno prossimo».

… e devono sostenere la ripresa economica

Il PNRR, con le sue riforme strutturali, aiuterà il sistema Paese nella ripresa. Ma il PNNR destina una larga fetta del plafond a interventi infrastrutturali: il rischio è che i fondi pubblcii non siano sufficienti a un’adeguata ripresa del Paese, per questo motivo serve l’ingresso di investimenti privati e le assicurazioni possono dimostrarsi un asset strategico per la ripresa del Paese, grazie a un’offerta di protezione e tramite gli investimenti necessari per la crescita del medio lungo termine. «Gli investimenti da parte dell’industry assicurativa l’anno scorso ha superato i 1.030 miliardi (più del 70% del nostro PIL) e, nonostante prevalgano gli investimenti in titoli di stato, negli ultimi anni c’è stata un’azione maggiore di diversificazione che ha visto le imprese aumentare la quota di investimenti in private equity, azioni corporate e infrastrutture. Anche ANIA persegue questo obiettivo con fondo sulle infrastrutture che ha un obiettivo di raccolta di 500 milioni, ormai quasi raggiunto».

Agevolazioni per i PIR

Bankitalia, in un recente report, ha poi sottolineato come l’anno scorso quasi un terzo della ricchezza delle famiglie era in depositi o circolante. Per fare affluire il risparmio verso l’economia reale è necessaria, secondo Farina, un’estensione della normativa per assicurare agevolazioni in caso di investimenti in PIR, in particolare per quanto riguarda le gestioni separate.

Sostenibilità e calamità naturali

È sempre più urgente alla luce del cambiamento climatico rafforzare la resilienza di imprese e famiglie attraverso la diffusione di strumenti di mitigazione e trasferimento del rischio. Per aumentare la protezione sulla nostra società bisogna allora fare ricorso a tutti gli strumenti disponibili per una gestione efficiente del rischio: tra questi strumenti rientra ovviamente l’assicurazione che, oltre a fornire protezione sui rischi, può consentire, grazie all’uso di tecniche di valutazione e pricing del rischio, di porre l’accento sulla prevenzione. «È urgente, in particolare in fase di rilancio – sottolinea Farina –, avere un sistema di gestione del rischio sulle calamità naturali, con una collaborazione tra settore pubblico e privato, come fanno già ora i Paesi esteri sviluppati».

Il welfare, tra pubblico e privato

La crisi pandemica ha inoltre sottolineato l’importanza dei sistemi di welfare, capaci di dare risposte efficaci a bisogni di protezione in crescita. Una crescita dovuta in particolare modo all’invecchiamento demografico ormai in atto da tempo. In questo ambito – commenta Farina –l’uscita da quota 100 chiede regole stabili per i lavoratori e accentua la necessità di rafforzare gli strumenti di previdenza complementare. Inoltre, bisogna guardare anche alla non autosufficienza: è necessario mettere in piedi un sistema che non poggi solo sulla protezione offerta dallo Stato, troppo modesta, per questo motivo in sede ANIA abbiamo studiato il problema sulla scorta di esperienze estere e identificato delle soluzioni praticabili che poggiano su una organica complementarietà tra pubblico e privato».

La corsa verso la tecnologia

Altro fattore di disruption anche per il settore assicurativo è l’innovazione tecnologica. La pandemia ha accelerato un trend presente da tempo verso la diffusione di tecnologie digitali, con ricadute sulla gestione aziendale e sulla relazione con la clientela. «Le nostre imprese si sono mosse, stanno innovando su entrambi i fronti – assicura Farina. La tecnologia offre infatti una grande opportunità al mercato, rendendo le assicurazioni un partner completo per la gestione del rischio lungo tutta la durata della vita».

Dinamismo regolamentare

La spinta regolamentare nel mondo assicurativo è intensa e senza soluzioni di continuità. Le imprese quindi hanno investito in compliance e il processo ancora oggi non si è concluso. «Sono all’orizzonte – precisa Farina – nuovi standard contabili internazionali sui contratti e la revisione di Solvency 2».

InsurTech: la contaminazione positiva

Maria Luisa Cravina, Capo del servizio tutela del consumatore di IVASS, ha poi parlato del fenomeno InsurTech. «Gli incumbent hanno tenuto botta: i timori dei primi tempi sulla possibile cannibalizzazione del mercato da parte delle InsurTech sono stati superati e oggi assistiamo a un modello cooperativo – osserva Cravina. Questo nuovo modello, però, oltre a essere un concreto passo in avanti verso la modernizzazione del settore, pone delle sfide di governance per le assicurazioni. L’avvento dell’InsurTech ha avuto un contraccolpo anche sull’evoluzione della regolamentazione».

Dalla sandbox al mystery shopping

Per questo motivo si osserva con attenzione il progetto della Sandbox Regolamentare di IVASS, che partirà il 15 novembre accogliendo FinTeche e InsurTech, che offrirà non solo l’occasione di comprendere quali siano i progetti maturi che si possono applicare al mercato ma anche per condurre una riflessione sulla tenuta del quadro regolamentare. Un’occasione, quindi, per fare il tagliando al quadro normativo esistente e vedere se ci sono aspetti da adattare. «Inoltre, è recente la presentazione dei risultati di un progetto sperimentale di “mystery shopping” per vigilare sulla condotta di prossimità nei confronti del consumatore – racconta Cravina. Abbiamo condotto oltre 100 visite, fisiche e online, presso gli operatori e ora stiamo riflettendo sui risultati».

Il consumatore è cambiato

Il purpose dei consumatori è cambiato: ad affermarlo è Daniele Presutti, Senior Managing Director, Insurance Lead for Europe di Accenture. «La pandemia ha portato i consumatori a rivedere i propri valori: il 50% dei consumatori intervistati ha infatti confermato di vivere una profonda fase di revisione e in Italia, rispetto ad altri paesi EU, l’impatto è maggiore. Questo ha un forte impatto sui driver di acquisto: rientrano nei parametri di acquisto nuovi fattori come la salute, la sicurezza, la sostenibilità, l’accesso a servizi customizzati e l’accesso privilegiato attraverso i network delle compagnie – dichiara Presutti. Un segmento rilevante della popolazione cerca quindi un’offerta più completa e adatta al nuovo contesto in cui viviamo. Cresce inoltre la propensione all’uso dei canali ibridi (+10% per il settore insurance), anche se la preferenza per il canale fisico permane. Ma, grazie alle capacità delle Compagnie nel mettere a disposizione degli agenti tool e strumenti digitali, si procede verso un nuovo modello di interazione, ibrido, con i clienti».

L’importanza della sostenibilità per il cliente

La sostenibilità sta trasformando intere industry e la domanda proviene proprio dai consumatori: ben il 67%, secondo l’analisi di Accenture, è interessato a inserire all’interno dell’offerta assicurativa elementi che abbracciano temi legati alla sostenibilità. Nel mondo dei financial services ci si sta già muovendo verso questo nuovo modello, grazie a sistemi di calcolo della impronta ecologica su alcuni servizi finanziari, mentre nel settore dell’insurance si assiste a una estensione delle coperture verso nuovi rischi, cyber e ambientali, e alla ideazione di prodotti instant che si configurano a seconda delle esigenze del consumatore. Questi sono temi prioritari per tutti i CEO e stanno guidando la revisione dell’offerta e del modello di servizio.

Più salute, più digitale

Sempre secondo la ricerca di Accenture, la salute rimane un tema prioritario per l’80% dei consumatori e molti vogliono iniziare a usare servizi di digital health per misurare il proprio benessere. In questo contesto è quindi importante stringere alleanze tra pubblico e privato per avere piattaforme con servizi digitali che abilitano l’ingresso di nuovi servizi come quelli di telemedicina, tele consulto, ricette elettroniche. È una delle direttrici di crescita per il prossimo futuro.

Unipolsai: un nuovo modello per la bancassurance

Matteo Laterza, Direttore Generale di UnipolSai Assicurazioni ha annunciato un cambio di paradigma nella bancassurance, che al momento si concentra principalmente sul ramo Danni, che presenta le maggiori potenzialità di crescita. «Vogliamo superare il modello di bancassicurazione tradizionale, in quanto questi modelli distributivi non hanno portato a grandi risultati – commenta Laterza. Puntiamo a una interazione tra assicurazione e banca molto più stretta. La banca ha il suo punto di forza nella frequenza di contatto con i clienti, ha a disposizione molti dati sul cliente e li usa per vendere prodotti, come quelli Salute, ma c’è un aspetto da migliorare: le banche hanno bisogno di formare il personale alla vendita, perché il bancario non ha le competenze di un agente assicurativo e quindi è la compagnia che deve trasmettere know how e competenze commerciali per vendere i prodotti assicurativi. C’è inoltre bisogno di sistemi di incentivazione per vendere di più e offrire una maggiore interazione tra rete distributiva bancaria e assicurativa. Pensiamo ai prodotti di protezione evoluta per le imprese: sono difficilmente vendibili tramite la bancassicurazione, ma facendo leva sulla base clienti impresa della banca, è possibile passare la distribuzione all’agente assicurativo attivando un accordo di interesse economico con la rete bancaria. Questa è la modalità con cui interpretiamo il rapporto di assurbanca».

 

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