In occasione della Convention Helvetia 2022, Markus Gemperle, CEO Europe di Helvetia, ha presentato davanti alla platea di agenti i dati del Gruppo in Italia nei primi sei mesi dell’anno e le strategie in atto.
Helvetia in Italia, difatti, sta assistendo a una crescita nel ramo Danni del 6,6%, anche grazie a prodotti pensati per il segmento delle PMI e rami speciali.
Segnali positivi anche nel Vita, grazie allo sviluppo a ecosistema e alla creazione di prodotti innovativi e moderni.
La strategia prosegue
Il gruppo intanto continua a crescere e a rafforzarsi a livello internazionale. È recente l’acquisizione del 70% della la spagnola Caser, ma ora il Gruppo alza la sua quota di un ulteriore 10% arrivando a detenere l’80% della compagnia spagnola attiva nel ramo Danni.
Anche nel Vita proseguono le acquisizioni di Helvetia, insieme alle attività d'integrazione dei rami speciali.
Helvetia in Italia
Helvetia Italia, come detto, sta crescendo molto bene nel ramo Danni (+6;6% nel primo semestre 2022), nonostante il rallentamento del settore Auto, grazie a un forte focus sulle PMI.
Nel Vita, l’obiettivo è continuare a creare valore per il cliente. Il mercato e la normativa italiana sono sfidanti, quindi è necessaria una offerta prodotti equilibrata, che tiene conto dei rischi e dei margini in questo settore.
Anche la relazione cambia
Infine, dopo la pandemia, Helvetia torna alla normalità, che si declina nel lavoro ibrido che oramai fa parte della quotidianità, ma bisogna rafforzare l’aspetto umano. Come? Attraverso la tecnologia, analizzando il grande parco dati che il Gruppo ha a disposizione, così da conoscere meglio le esigenze del cliente e anche agire in modo proattivo.
L’agente diventa l’esperto
Anche se i clienti hanno a disposizione sempre più touchpoint digitali, ciò che è veramente importante per il cliente è la relazione, che deve essere soddisfacente nel momento in cui ha bisogni specifici e ricerca consulenza per necessità più complesse, che non riguardano il singolo ma la sfera familiare o imprenditoriale.
Anche la figura dell’agente, quindi, evolve in Helvetia. Non parliamo più di agenti ma di esperti al fianco del cliente, con nuove competenze capaci di rispondere a necessità in continua evoluzione del cliente. La chiamata alla Convention è chiara: gli agenti devono staccarsi dal vecchio business model, per sviluppare e integrare competenze di relazione e nuove abilità.
Automotive: evoluzione del settore e implicazioni per l’insurance
Il ramo Auto al momento è in sofferenza e si deve confrontare con un settore automotive in grande trasformazione: un ecosistema allargato, dove c’è osmosi tra settori e tecnologie, con competenze che si incrociano e si integrano.
Sono 4 i trend che stanno modificando l’automotive: guida autonoma, connettività, shared mobility soprattutto su micro mobilità anche sharing aziendale, mobilità elettrica.
Mobilità elettrica
Il futuro dell’automobile sarà elettrico, seguendo il mantra della riduzione di CO2 per arrivare a zero emissioni nel 2035 (freeze out, NdR). Questo ha naturalmente una implicazione sul mondo assicurativo, perché l’auto elettrica presenta incidenti meno gravi, in termini di costi di ripristino, ma le batterie possono rompersi e soprattutto possono essere rubate. Ecco, l’insurance dovrà cercare di intercettare questi nuovi rischi.
Sharing economy e micro mobilità
Le Implicazioni della sharing mobility per il mondo assicurativo ruotano attorno al fatto che il cliente non è proprietario, quindi bisogna assicurare il percorso e non l’individuo, pensando anche ai rischi connessi a mezzi meno sicuri, come ad esempio i monopattini. Importante focalizzarsi anche sulla micro mobilità e sul fenomeno dello sharing aziendale.
La connettività e i nuovi servizi
La connettività è un elemento che abilita servizi e tecnologie che guideranno l’innovazione, quindi il mercato assicurativo dovrà rispondere a questo trend sviluppando prodotti innovativi (vedi il dispositivo UnipolMove, soluzione per il telepedaggio, creato dal Gruppo Unipol, NdR), anche in partnership con player della telematica.
La (lontana) guida autonoma
La guida autonoma porterà probabilmente alla scomparsa di micro incidenti: già oggi, i sistemi di frenata automatica stanno riducendo questa voce. Il nodo da sciogliere è però un altro: chi va assicurato e quindi a chi va attribuita la responsabilità nel caso di un sinistro? A questo punto, data la carica tecnologica presente, al produttore.