Un numero sempre maggiore di clienti è preoccupato dal cambiamento climatico ed è disponibile a cambiare le proprie abitudini. Le aziende private, però, devono fare la loro parte, offrendo i giusti strumenti. E le assicurazioni sono in prima linea.
È quanto emerge dal Green Business Report 2022 di Axa, che conferma anche i dati di analisi precedenti.
Italiani pronti a cambiare abitudini
Il Report ha sondato un campione di 10mila persone in 10 Paesi, tra cui l’Italia. E i nostri connazionali ritengono, per il 71%, di avere già sperimentato gli effetti del cambiamento climatico.
Il 96% del campione italiano è disponibile a modificare comportamenti e stile di vita verso la sostenibilità nei prossimi 5 anni. La media globale è dell’84%.
Nuovi comportamenti per la sostenibilità
Il 76% degli italiani guarda all’economia circolare: riparare anziché sostituire, rivendere ciò che non si usa più, comprare prodotti di seconda mano.
Il 79% è propenso ad azioni concrete per la biodiversità, il 72% userà l’automobile solo se necessario.
Che cosa si chiede alle assicurazioni
Il ruolo delle imprese e delle compagnie assicurative è considerato cruciale. Il 60% del campione italiano vorrebbe prodotti che incoraggiano comportamenti eco-friendly.
Alle Compagnie si richiede un ruolo educativo di diffusione di consapevolezza sul tema (59%).
Il 70% dichiara di tenere in considerazione l’impatto ambientale dei prodotti nel valutare un acquisto, anche nel caso delle compagnie assicurative. Il 62% pagherebbe un premio più alto per prodotti a impatto positivo.
Il 72% (a livello globale, in questo caso) afferma che uno sconto sul premio assicurativo aiuterebbe a convincerli a passare a un veicolo ibrido o elettrico.
L’80% è interessato ad assicurazioni sulla Casa che offrono uno sconto in caso di interventi di riqualificazione energetica.
«Siamo di fronte ad un “codice rosso per l’umanità - commenta Giacomo Gigantiello, CEO del Gruppo assicurativo AXA Italia - ed è necessario che individui, imprese e governi collaborino per proteggere l’ambiente ed evitare un ulteriore peggioramento delle condizioni climatiche. In questo ambito le assicurazioni giocano da sempre e per loro natura un ruolo chiave, a cui siamo oggi chiamati con ancora più forza. Dall’adozione di politiche di asset allocation che ci consentano di gestire i capitali che i nostri clienti ci affidano sulla base di criteri di sostenibilità, all’impegno a far evolvere tutta la nostra catena del valore in ottica green - dall’underwriting alla gestione dei sinistri - facendo leva sia sulle nostre competenze per l’assunzione dei rischi che sulle nostre capacità di risk assessment. Per contribuire a un futuro più sostenibile per tutti».
L’ESG come leva di creazione di valore per l’assicurazione
Sulle potenzialità dell’ESG per il settore assicurativo si era soffermata anche Bain & Company, in un report del febbraio 2022. Il tema dell’impatto sociale e ambientale può diventare il perno per fare evolvere il modello di business verso la generazione di valore.
Bain sottolinea la correlazione molto elevata (R2 oltre il 70%) tra soddisfazione della clientela (NPS) e percezione ESG di un brand assicurativo.
In particolare, l’88% dei Millennial si è dichiarato consapevole e informato rispetto a questi temi.
I talenti vogliono la sostenibilità
L’ESG può rivelarsi anche un driver importante per attirare e trattenere i talenti all’interno dell’azienda. Certo, a oggi i programmi di trasformazione ESG del modello operativo hanno un tasso di successo del 4%, molto basso.
Ma come per tutti gli altri progetti trasformativi, la capacità di coinvolgere le prime linee e di indirizzare gli sforzi sulle priorità, con un percorso articolato in obiettivi intermedi, consentirebbe di diffondere in primis internamente una cultura ESG.
Nel caso specifico delle compagnie assicurative italiane, oltre a sviluppare centri di advisory e prodotti ad hoc, sarà essenziale coinvolgere le reti distributive, in primis agenti e banche, per fare evolvere l’offerta verso l’ESG.