Regole comuni sulla protezione dei dati per tutti e 28 gli Stati membri UE e 2 anni di tempo per consentire alle aziende di adeguarsi. Dopo quasi 4 anni, durante i negoziati con Parlamento e Consiglio (c.d. "trilogo") è stato trovato l'accordo per il Regolamento europeo sulla protezione dei dati, che introdurrà un'unica legislazione in tutta l’UE. In Italia, prenderà il posto dell'attuale Codice Privacy (Dlgs 196/2003).
I contenuti del nuovo Regolamento sulla privacy
Con il nuovo Regolamento UE sulla privacy, che dovrà essere rispettato anche dalle aziende che hanno sede al di fuori dell'Unione Europea, vengono confermate importanti novità che erano già contenute nella proposta originaria del 2012: come il diritto all'oblio, il diritto alla portabilità dei dati, le notificazioni delle violazioni alle autorità nazionali e anche agli stessi utenti nei casi più gravi (data breach), modalità di accesso ai propri dati personali più facili per gli interessati, il meccanismo del "one-stop-shop", con il quale le imprese avranno a che fare con un'unica autorità di vigilanza, e il concetto di "privacy by design".
Tagli anche sui costi per le PMI
Ma arrivano anche tagli di costi e meno burocrazie per le piccole e medie imprese al fine di stimolare la crescita economica e del mercato digitale: non saranno ad esempio più obbligatorie notifiche alle autorità di vigilanza, con un risparmio per le PMI di 130 milioni di euro l'anno, e la possibilità di addebitare un contributo agli interessati per le richieste di accesso ai dati manifestamente infondate o eccessive.
Introduzione del Data Protection Officer, ma non per le PMI
Anche la figura del responsabile della protezione dei dati (Data Protection Officer) sarà una figura facoltativa per le piccole medie imprese, che non avranno neppure l'obbligo di effettuare la valutazione dell'impatto (privacy impact assessment), a meno che non esista un rischio elevato.
«Con l'approvazione del regolamento europeo, le aziende hanno adesso una opportunità unica di sfruttare il mercato digitale – afferma Nicola Bernardi, Presidente di Federprivacy. Per essere competitive evitando le pesanti sanzioni che saranno previste dalla nuova normativa, ora le aziende avranno sempre più necessità di avvalersi di professionisti e privacy officer specializzati e dovutamente preparati per dialogare tra una nazione e l'altra sotto un unico ombrello normativo».
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