Arrighetti: SIA verso Borsa e ulteriore crescita

SIA verso la quotazione. Il debutto in Borsa dovrebbe avvenire entro il 2016, con tempi che dipenderanno anche da una eventuale, importante acquisizione. Intanto, l’A.D. Massimo Arrighetti ha confermato le fiducia del management nelle potenzialità di crescita per i prossimi anni.

SIA Arrighetti 11 marzo

 

Il management nel capitale

Una fiducia mostrata anche dall’investimento del management nel recente aumento di capitale, che l’ha portato a detenere lo 0,82% del capitale. La SIA resta sotto il controllo di Fondo Strategico Italiano (49,48%), Orizzonte Sgr (8,64%) e Fondi Italiani per le Infrastrutture (17,95%). Le banche ormai detengono quote di minoranza: il 3,97% ciascuno Intesa Sanpaolo e UniCredit, tra il 2,5% e il 2,85% Banca Mediolanum Deutsche Bank e il Banco Popolare.

Crescita organica di fatturato e utili

Il 2015 si è chiuso con ricavi per 449,4 milioni di euro: il 49% del fatturato deriva da carte e monetica, il 26% dai “servizi istituzionali”, il 25% dai pagamenti. L’Italia pesa per il 79% del business, con una crescita del 4,2%: guadagna terreno l’estero, che copre il 21% del fatturato ma cresce a un ritmo del 10,5%. L’utile netto ammonta a 69,8 milioni, con un dividendo ordinario di 49,7 milioni di euro. «Tutti gli indicatori sono in crescita – commenta Arrighetti – e cresceremo ancora nei prossimi anni. Il nostro fatturato è legato a una crescita organica, all’aumento reale delle operazioni con le carte di pagamento, alla nostra alleanza con EBA Clearing a livello europeo, alla progressiva diffusione dei pagamenti elettronici. Sono trend che continueranno».

Presenti nei mercati a maggior potenziale

Soprattutto alla luce del potenziale di determinati mercati, in cui SIA si ritiene «ben posizionata per intercettare la crescita – spiega Arrighetti. I pagamenti elettronici sono poco più del 10% delle transazioni mondiali, e questo grazie agli USA, che superano il 50%, e all’Europa Occidentale, con il 36%. L’Europa dell’Est è indietro, intorno al 10%, e qui siamo presenti con nostre società (SIA Central Europe, NdR), siamo forti in mercati a forte potenziale di crescita. Italia compresa».

Infrastruttura anche per i nuovi player

C’è poi un terzo aspetto, legato all’innovazione e all’emergere di potenziali concorrenti. Perché, sottolinea Arrighetti, «SIA non si colloca solo nell’ultimo miglio della transazione. Siamo un ecosistema di servizi e strumenti, un’infrastruttura per i sistemi di pagamento: lasciamo al cliente la scelta di quale strumento usare, noi li gestiremo tutti, con i player tradizionali e con quelli innovativi».

Una nuova acquisizione, dopo Ubiq e LM-E?

Nel 2016 potrebbe arrivare una nuova, importante operazione di acquisizione: Arrighetti lo lascia intendere parlando dei tempi della quotazione, verosimilmente nell’autunno, ma molto dipende dalla possibilità che una nuova acquisizione venga portata a termine. Nel 2015, SIA ha già acquisito Ubiq, posizionandosi nel settore del couponing e delle offerte personalizzate con il servizio T-Frutta; più recente l’acquisto di LM-E, società di consulenza specializzata in sistemi di pagamento, che continuerà a operare in autonomia supportando i clienti di SIA nella realizzazione di progetti di digitalizzazione della banca. 

 

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