Si è chiuso con un utile netto che sfiora i 40 milioni il primo anno di piena operatività di AMCO.

Utile netto in leggero calo
La società opera nel mercato italiano degli NPE, con una combinazione di attività tra sofferenze e UtP. L’utile netto (pari nello specifico a 39,9 milioni di euro) ha registrato una flessione negativa del 16%, dovuta a imposte straordinarie positive nel 2018. Ma il 2019 è stato anche l’anno in cui AMCO ha completato il set-up operativo, con una struttura innovativa che promette ulteriore crescita grazie a economie di scala.
AuM e operazioni del 2019
Gli Asset under Management sono infatti aumentati del 18% a/a, per un totale di 23 miliardi. La crescita è da imputarsi all’acquisizione di 4 portafogli: l’operazione di cartolarizzazione di NPE di Banca Fucino per 297 milioni a settembre; la retrocessione di attivi high-risk in due tranche da parte di Intesa per 700 milioni complessivi; l’acquisto di 2,3 miliardi da Banca Carige a dicembre 2019 (e altri 0,5 miliardi potranno essere trasferiti nel 2020); e infine l’acquisto di un portafoglio di mutui ipotecari in sofferenza per 47 milioni dall’Istituto di Credito Sportivo. Il business mix è ben bilanciato tra sofferenze e UtP (56% e 44% rispettivamente) e tra ricavi da servicing e da investimenti (55% e 45% rispettivamente).
Boom per gli incassi
Impennata per gli incassi del 2019, che rappresentano il 3,7% degli AuM e sono cresciuti del 91% a/a nell’ultimo trimestre dello scorso anno.
Bilancio in salita
Il bilancio è solido e quindi pronto a sostenere una ulteriore crescita: il CET1 è al 63,7%, l’EBITDA è cresciuto del 49%, spinto dai ricavi (+48%), compensando l’aumento dei costi legato alla crescita dimensionale e alla creazione di una piattaforma che permette di sfruttare economie di scala. L’EBITDA margin è al 51%, mentre i dipendenti a fine 2019 hanno raggiunto quota 233 (144 nel 2018).
Il business nel 2020
In coerenza con le Linee Strategiche di sviluppo per il 2019 - 2023, AMCO nel 2020 ha avviato una serie di attività: a gennaio ha presentato un’offerta vincolante per l’acquisizione di un portafoglio di crediti in sofferenza secured originato da una primaria banca italiana per un valore lordo pari a 180 milioni; a febbraio è stata invece presentata una seconda offerta vincolante per un portafoglio crediti non performing originato da un gruppo bancario locale per un valore lordo di 33 milioni.