Akamai: record di attacchi DDoS

attacco informatico 400Attacchi DDoS più che raddoppiati rispetto al primo trimestre 2014 (+116,5%). Una cifra record, registrata dal Rapporto sulla Sicurezza di Akamai relativo al primo trimestre 2015 che rivela nuovi profili di attacco: lo scorso anno, infatti, gli attacchi erano di breve durata con alto consumo di banda, nei primi mesi del 2015 invece queste minacce hanno usato meno di 10 gigabit per secondo con durata superiore alle 24 ore.

Otto mega attacchi in tre mesi

Nel periodo si sono registrati 8 mega attacchi, ognuno da oltre 100 Gbps; uno in meno rispetto al Q4 2014, ma un anno fa attacchi di questa entità erano molto rari. Il più grosso attacco DDoS osservato nel Q1 2015 ha raggiunto un picco di 170 Gbps.

Cambiano i vettori

Nel corso dell’anno passato sono mutati anche i vettori degli attacchi DDoS. Nel trimestre in esame, gli attacchi Simple Service Discovery Protocol (SSDP) hanno rappresentato oltre il 20% dei vettori di attacco, del tutto assenti nei primi due trimestri 2014. Gli attacchi SSDP sono resi possibili da una “vulnerabilità” di milioni di dispositivi domestici e da ufficio (router, media server, webcam, smart TC e stampanti) presente affinché essi possano riconoscersi su una rete, stabilire la connessione e coordinare le attività. Se lasciati non protetti e/o malamente configurati, tutti questi dispositivi connessi a internet possono essere usati come “riflettori”.

I sette vettori più comuni: al primo posto l’LFI

Per il rapporto Q1 2015 Akamai ha concentrato la sua analisi su sette comuni vettori di attacchi DDoS che rappresentano da soli 178,85 milioni di attacchi osservati nel periodo sulla rete Akamai Edge. Questi sono: SQL injection (SQLi), local file inclusion (LFI), remote file inclusion (EFL), PHP injection (PHPi), command injection (CMDi), Java injection (JAVAi) e malicious file upload (MFU). Nel corso del trimestre in esame, oltre il 66% degli attacchi a applicazioni web è stato attribuito a attacchi LFI. In particolare ciò è dovuto agli imponenti attacchi a due siti di e-commerce avvenuti in marzo e indirizzati al plugin RevSlider di WordPress.

Gli attacchi al retail

Molto comuni anche gli attacchi SQLi, pari al 29% del totale. Una parte consistente di questi attacchi è riferito agli attacchi lanciati a due aziende operanti nel settore viaggi e hospitality. Gli altri cinque vettori hanno costituito il 5% rimanente di attacchi. Il settore retail è dunque risultato quello più colpito dagli attacchi a applicazioni web, seguito da media e intrattenimento e da alberghiero e viaggi.

Il gaming è ancora il più colpito

Ancora una volta nel Q1 2015 il settore del gaming è stato il più colpito da attacchi DDoS. Al primo posto dal secondo trimestre 2014, questo comparto è stato oggetto dl 35% degli attacchi DDoS. Il settore del software e tecnologia è risultato il secondo più colpito, con il 25% degli attacchi.

«Nel rapporto relativo al primo trimestre 2015 abbiamo analizzato migliaia di attacchi DDoS distribuiti osservati sulla rete PLXrouted e milioni di attacchi alle applicazioni Web sulla rete Akamai Edge. Raccogliendo i dati relativi agli attacchi alle applicazioni Web e unendoli ai report dei nostri team di ricerca sulla sicurezza siamo in grado di offrire una visione olistica di Internet e degli attacchi che si verificano quotidianamente – afferma John Summers, Responsabile della business unit Cloud Security di Akamai. Questo è il rapporto più completo mai realizzato da Akamai sul tema della sicurezza. Con questo report offriamo non solo un’analisi approfondita degli attacchi DDoS ma anche definiamo i parametri di base per i trigger degli attacchi alle applicazioni web, così da potere nei prossimi report valutare i trend degli attacchi a livello di rete e a livello applicativo».

Image courtesy of Stuart Miles at FreeDigitalPhotos.net

 

 

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