Ai pagamenti digitali mancano solo i clienti

Mobile Payment TapitL’infrastruttura contactless e NFC nel nostro Paese è pronta: ci sono i POS, le carte senza contatto, i cellulari NFC; iniziano a esserci persino le SIM card NFC. Ma mentre lo scenario dei mobile payments, analizzato dall’Osservatorio Mobile Payment and Commerce del Politecnico di Milano, ha raggiunto una scala globale, con una partita ormai centrata sull’NFC in cui l’Europa è un mercato di conquista (e neanche tanto appetibile) per i player americani e asiatici, al decollo dei pagamenti elettronici continua a mancare il tassello finale. Cioè il cliente.

I nuovi pagamenti digitali crescono del 20%

Perché i dati dei pagamenti elettronici nel nostro Paese sono in crescita, ma di certo non entusiasmanti. Nel 2014 hanno toccato i 146,4 miliardi di euro in valore delle transazioni: di questi, 17,8 miliardi appartengono ai “nuovi” strumenti di pagamento (contactless, NFC, mobile POS, QR code …), con un incremento del 20% anno su anno, gli altri sono pagamenti digitali “tradizionali”, cioè con “carta di plastica”. Spacchettando quei 17,8 miliardi, si scopre che 2,2 riguardano i pagamenti mobile “remoti” e che la fetta di pagamenti attribuibile a c-less, NFC e m-POS scende a 0,3 miliardi.

Beni e servizi trainano il commercio da smartphone

E poco consola se il mobile remote commerce, nato anni fa sull’onda della popolarità dei cosiddetti “contenuti digitali” (che all’epoca includevano suonerie, sfondi animati per cellulari e altri “contenuti” analoghi per la personalizzazione del telefonino), è ormai trainato dalla vendita remota di beni e servizi acquistati da cellulare, anche grazie a una quota (crescente e pari a 160 milioni) di transazioni relative al pagamento di parcheggi e trasporti pubblici, grazie alle numerose iniziative intraprese da pubbliche amministrazioni locali.

Le proporzioni non tornano

I pagamenti in prossimità, di fatto, stentano a ingranare. E questo nonostante 12 milioni di carte contactless, 1 su 8 di quelle in circolazione, 250mila POS c-less, 1 su 6, e 12 milioni di telefonini NFC-enabled in Italia. Niente: le carte attive sono il 10%, 1,2 milioni, e transano (insieme ai cellulari NFC) 0,2 miliardi di euro. Il 400% in più dello scorso anno, è vero, ma se guardiamo al numero di transazioni, 250mila, parliamo di 1 su 300. Le proporzioni hardware/transato decisamente non tornano.

Nel c-less vincono premi e incentivi…

Lungamente rimandato dalla necessità di raggiungere uno standard e un accordo tra le industrie e i player coinvolte nel nuovo scenario dei pagamenti (ed è da vedere quanti lo rimarranno), il “problema” di come portare il consumatore italiano a utilizzare i pagamenti elettronici si è riproposto tale e quale a prima. Il contactless insegna che le esperienze di maggiore successo, avvenute presso alcuni grandi nomi del retail, hanno puntato sugli incentivi e sui premi al cliente che sceglie di pagare c-less.

… sicuramente più utili degli obblighi normativi

E allora viene da chiedersi se non sia il momento di ripensare alla radice una politica di diminuzione del contante che storicamente punta sugli obblighi (che per loro natura vengono subiti e non certo accolti) anziché sugli incentivi: un qualunque giro sui forum di discussione online alla ricerca di commenti sulle recentissime indiscrezioni su una “tassa” sul prelievo e deposito di contante in banca per somme superiori ai 200 euro dovrebbe togliere qualunque dubbio su come la vedono i consumatori.

Anche una questione di standard

A complicare la strada all'NFC è però anche la necessità di adeguare alcuni comportamenti del merchant che stanno di fatto già ostacolando l'utilizzo del contactless. Come evidenziato da Luciano Cavazzana, Italy, Central-Eastern Europe and Africa Managing Director di Ingenico Italia, l'80% dei POS è "controllato" dal merchant e irraggiungibile da parte del cliente: è il merchant a prendere la carta di pagamento e a interagire con il POS come meglio crede. Con una transazione a contatto, ad esempio, anche nel caso di carte contactless. Uno scoglio importante, perché se affidare a qualcun altro la propria carta di pagamento è una consuetudine, per quanto non sempre piacevole, è difficile immaginare che un cliente possa mettere tra le mani del commerciante il proprio cellulare, anche solo per qualche secondo.

 

 

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