Nascerà Diebold Nixdorf. Quale scenario per il mercato degli ATM?

Diebold Nixdorf acquisizione sediDiebold verso l’acquisizione di Wincor Nixdorf. L’operazione, anticipata da molti rumours nelle scorse settimane, è diventata ufficiale, per quanto in attesa dell’esito (scontato?) dell’Opa degli americani. Nasce una realtà monstre nell’industria degli ATM: ma per le banche appare il rischio di un oligopolio.

Sede legale negli USA, doppia quotazione

L’acquisizione sarà confermata se aderiranno all’Opa di Diebold azionisti per almeno il 67,6% del capitale di Wincor Nixdorf. L’offerta non dovrebbe lasciare molti dubbi: 52,50 euro per azione (38,98 in contanti più titoli Diebold per la cifra rimanente) con un “premio” pari al 35% rispetto alla quotazione di Winxor Nixdorf a metà dello scorso ottobre. Il valore totale dell’operazione è di 1,7 miliardi di euro. La nuova azienda sarà Diebold Nixdorf: sede legale negli USA, quotazione doppia a Francoforte e New York.

Il duopolio con NCR

Dalla fusione delle due realtà nasce un gigante che si confronterà con il precedente leader di mercato a livello globale, l’americana NCR. E i primi passi di collaborazione erano stati avviati già a metà del 2014, con il lancio di una collaborazione forte nello sviluppo di soluzioni antifrode per gli ATM. Comune alle due aziende, come al settore in generale, è il calo di ricavi proveniente dal fronte hardware, solo parzialmente compensato dalla crescita in ambito software e servizi. Wincor Nixdorf non se la passava bene da un po’: ottimi i risultati in Asia, ma tagli in Europa, compresa buona parte del team italiano.

Ma le banche investiranno in ATM…

L’acquisizione arriva però in un momento del tutto particolare. Gli anni della crisi hanno impattato pesantemente su bilanci e investimenti bancari, è vero, ma la trasformazione digitale in atto impone anche un radicale cambiamento dei modelli di servizio in filiale. Modelli in cui gli ATM, ovviamente evoluti, giocano un ruolo di primo piano in molti ambiti, come la gestione dei depositi in modalità self o lo spostamento su ATM delle operazioni di routine.

… per servizi e piattaforme evolute

Lo conferma anche una recente indagine commissionata da Auriga a ATM Marketplace. Gli ATM restano un punto di contatto importante con il cliente: uno strumento anche di comunicazione, quindi, di cui ripensare in chiave strategica la gestione, ad esempio dal punto di vista dei fermi macchina e dei guasti.  La ricerca “ATM Monitoring Technology for Omnichannel Banking Systems”, che ha coinvolto più di 100 istituti bancari a livello mondiale, ha fatto emergere come il 27% delle banche dispone di un unico sistema di gestione e monitoraggio dei canali distributivi. Nel restante 73% prevale un modello a silos che ostacola l’evoluzione multicanale: il 28% ha comunque in programma un piano di migrazione. La maggioranza delle banche concorda sull’efficacia di un sistema di monitoraggio in tempo reale degli ATM.

Il nuovo scenario: gli altri player e la concorrenza

Con la presenza di un duopolio di fatto a livello mondiale (la futura Diebold Nixdorf e la storica NCR), affiancate nel nostro Paese da una manciata di player indipendenti, come l’austriaca Keba e l’italiana Sigma; e da “esordienti” come la giapponese Fujitsu (che storicamente nel nostro Paese produceva in white label per NCR), quale scenario si apre per i futuri investimenti in ATM e postazioni self service? Per quanto la componente hardware, come confermano gli stessi dati di mercato, stia diminuendo di importanza rispetto al software montato sulle macchine e alla possibilità di integrarsi con la piattaforma multicanale della banca, una minore concorrenza si tradurrà in un migliore servizio o in meno scelta? E quale ruolo giocheranno i player minori?

Una versione più estesa di questo articolo sarà pubblicata sul numero di dicembre 2015 di AziendaBanca

 

La Rivista

Marzo 2026

IL RITORNO DELLA FILIALE

Perché il presidio territoriale è di nuovo una priorità

Tutti gli altri numeri