
Il primo trimestre del corrente anno (circa 8.000 ricorsi) è stabile rispetto ai primi tre mesi del 2017. Calabria, Campania e Sicilia sono state, lo scorso anno, le regioni con il maggiore numero di pratiche all’ABF in rapporto alla popolazione residente.
La CQS guida la classifica dei ricorsi
La Relazione sull'attività svolta dall'Arbitro Bancario Finanziario nel 2017, di fresca pubblicazione, scatta una nitida fotografia sul lavoro fatto dal sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie che possono nascere tra i clienti, da una parte, e le banche e gli intermediari finanziari, dall’altra. L’ABF venne istituito per legge nel 2009 dalla Banca d’Italia al fine di introdurre uno strumento di tutela alternativo, più rapido e meno costoso rispetto alla giustizia ordinaria. A guidare la classifica dei ricorsi presentati è la cessione del quinto dello stipendio/pensione: nel 2017 il 73% dei ricorsi all’ABF ha riguardato questa materia (nei primi 3 mesi del 2018 la fattispecie si è ridotta e rappresenta il 63% del totale).
I Ricorsi per regione
A livello territoriale si riscontrano però ampie differenze, infatti la cessione del quinto pesa per oltre l’80% dei ricorsi in Molise, Calabria, Sicilia e Campania mentre in Trentino per meno del 60%. Bancomat e carte pesano per oltre il 10% in Toscana, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Trentino Alto Adige, per meno del 5% in Molise, Calabria, Sicilia e Sardegna. I ricorsi riguardanti la cessione del quinto sono stati presentati per circa i due terzi da uomini; così come quelli relativi al mutuo. Il bancomat e le carte di debito sono l’unica materia per la quale la metà delle istanze è stata presentata da donne. Complessivamente le decisioni prese dall’ABF nel 2017 sono state 24.000, oltre il 70% in più rispetto all'anno precedente e ciò grazie all’aumento della produttività e all'apertura nuovi collegi.
Oltre il 77% i ricorsi con esito favorevole
Il cliente ha sempre ragione, o meglio spesso. Oltre il 77% dei ricorsi ha avuto un esito sostanzialmente favorevole al cliente (47% accolti; 30% cessati) con restituzioni di circa 19 mln di euro. Il grado di soddisfazione dei ricorrenti è stato misurato con un'indagine di customer satisfaction: in generale viene riconosciuto che l'accesso è semplice e trasparente e la motivazione del ricorso all'ABF è legata all'esigenza di ottenere un giudizio imparziale; solo il 35% di chi ha risposto ritiene che la durata della procedura sia adeguata. Per agevolare l’accesso al sistema a febbraio di quest’anno è stato realizzato il portale dell’ABF, mediante il quale è possibile trasmettere e gestire i ricorsi interamente online.