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Obiettivo small business

Sanpaolo Imi, sostiene Marina Tabacco, responsabile divisione Private & Retail, intende proporsi come banca di riferimento per gli operatori nel segmento delle piccole imprese e dei professionisti, facendo leva sulle caratteristiche di “banca di prossimità” e sulla professionalità della rete


Un network nazionale dedicato

Tabacco ha delineato la strategia commerciale del Sanpaolo per fare rotta verso lo small business: “Il posizionamento come ‘banca unica di riferimento’, capace di gestire a 360° le esigenze finanziarie dell’azienda e dell’imprenditore, si è tradotta nella massimizzazione delle professionalità e nella specializzazione delle risorse, attraverso la creazione di un network nazionale dedicato esclusivamente allo small business costituito da gestori specializzati in tutte le principali filiali operative che collaborano con i consulenti dell’area investimenti, per trovare soluzioni e risposte specifiche per la gestione del patrimonio personale. Ci sono poi strutture di area con funzioni di controllo della qualità del servizio, delle analisi dell’evoluzione della domanda, nonché il supporto operativo e d’interfaccia con il resto della rete. Infine c’è la funzione centrale, dedicata, oltre che all’attività di coordinamento della rete, alla definizione delle strategie commerciali, al monitoraggio dei risultati, all’attività di sviluppo professionale delle risorse e al perfezionamento della gamma di prodotti e servizi”. Ruggero Lenti, presidente di Piccolindustria, il comitato che nell’ambito dell’Unione Industriale di Torino rappresenta gli interessi delle piccole imprese, ha invece riassunto i risultati dell’indagine quadrimestrale sui rapporti tra imprese e banche. “Il peso degli affidamenti a breve è in crescita, ha detto Lenti, e rappresenta i due terzi delle esposizioni totali. Inoltre, il 15% delle imprese nel 2003 ha subito riduzioni o azzeramenti degli affidamenti con un taglio medio del 60%. Il 25% delle aziende ha subito un aumento del costo del credito. In questo quadro, dal punto di vista delle aziende, si deve concedere loro di poter fare investimenti per la ricerca, la internazionalizzazione e l’innovazione. Appare oltremodo necessario passare dall’indebitamento a breve a quello a medio periodo. Anche le banche sono chiamate a fare la loro parte. Occorre maggiore dialogo tra banche e aziende ed è indispensabile una maggiore conoscenza reciproca finalizzata alla costruzione di strumenti comuni”.

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