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RUBRICA: Blogbanca

Se l’innovazione invade i Territori

Ci sono due grandi gruppi di banche, oggi. Non è più una questione di dimensioni: la storica distinzione tra grandi, medie e piccole è saltata. Ne è emersa una nuova: da un lato quelle che hanno una idea del futuro, magari sbagliata. Dall’altro quelle che non ce l’hanno: vuoi perché ci stanno ancora pensando, vuoi perché (peggio ancora) pensano di non avere alcun problema.

Vediamo banche, di ogni dimensione, che fanno scelte strategiche, magari anche azzardate. Ma scelgono. Di puntare su un modello innovativo, su nuove tecnologie, su approcci commerciali inediti. Se avranno ragione o torto, lo vedremo: non tutte le idee coraggiose sono vincenti. Almeno l’onore delle armi, però, verrà loro concesso: ci hanno provato.

Ci sono altre banche che invece sono ferme. O perché si stanno interrogando su quale direzione prendere, facendosi proporre (spesso a costi non irrisori) ambiziosi modelli di business “alla Amazon” o “alla Uber” (a proposito: la prima macina utili, la seconda è in costante perdita e ha già bruciato miliardi, attenti a imitare il digitale giusto). Oppure perché pensano che il modello “piazza e campanile” possa durare per sempre e che il territorio le proteggerà da un cambiamento che non è solo culturale o tecnologico: la normativa vale in provincia come nelle metropoli. Redditività, capitale, digitalizzazione ed efficienza sono temi forti in ogni contesto.

Questo doppio binario spiega bene la mancata promessa di una nuova stagione di fusioni e acquisizioni. Con l’eccezione di Banco BPM e della quasi auto-aggregazione della galassia cooperativa su due macropoli, il resto è calma piatta. Le acquisizioni ci sono state, sì, ma senza grandi strategie: semplici salvataggi di realtà che non avevano le energie per andare avanti e conservare l’indipendenza.

Negli ultimi anni abbiamo visto laboratori di innovazione in banche storicamente legate al digitale, alcune nate come emanazione “diretta” di grandi Gruppi. Una nuova ondata di innovazione potrebbe arrivare presto da alcune banche medio piccole. Che hanno capito che stare ferme ad aspettare non serve. Il mondo è cambiato ed è il momento delle scelte: se il mondo della tecnologia riuscirà a uscire da una prospettiva centrata sulle grandi città e a dialogare con i Territori, potremo vedere cose molto interessanti in futuro.

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